DR 5: le prime impressioni sono quelle giuste, un’auto economica ma che offre abbastanza

DR 5: le prime impressioni sono quelle giuste, un'auto economica ma che offre abbastanza

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    DR 5: le prime impressioni sono quelle giuste, un’auto economica ma che offre abbastanza

    Ebbene si, lo ammettiamo, tifiamo un pò per la Dr Motor Company, la Casa automobilistica molisana da poco alla ribalta con il suo simil suv, italo cinese.

    Se c?è un filino di simpatia in più per queste auto è per via del fatto che possiamo fregiarci di un?industria, ancora piccola ma che da un po? di ossigeno ad una regione, atavicamente povera di infrastrutture, da una parte, e, dall?altra, in considerazione che i modelli Dr sono contraddistinti da un prezzo d?acquisto notoriamente basso.

    Ciò non toglie, però, che non si può fare la celebrazione di un marchio che manifesta i suoi limiti, alcuni anche prossimi. Intanto precisiamo che non ci troviamo di fronte ad un Suv, se non all?apparenza, per il semplice motivo che la DR5 è una trazione anteriore, se mai suv a trazione integrale ci sarà, lo vedremo a metà anno, così come presto, arrivo giungerà un modello benzina bifuel (benzina/gpl o benzina/metano)

    Oltretutto c?è anche da sottolineare che,come ben sappiamo, ormai, la scelta fin?ora è davvero limitata, potendo scegliere fra due sole versioni, un 1.600 benzina da 110 cavalli di potenza ed un turbodiesel di derivazione Fiat 1.900 cc. di cilindrata, da 120 cavalli. Così come c?è da sottolineare che il fondatore dell?azienda dalle cui iniziali del suo nome deriva il nome della Casa, visto che parliamo del sig. Massimo Di Risio, non è proprio una Casa automobilistica nel significato vero della parola, si pensi che la Casa molisana si limita ad assemblare quanto costruito dalla Fiat, in parte e dalla cinese Chery, per?altro già vicina alla Casa torinese. Così come c?è da dire che chi immagina la Casa del sig. Di Risio, ogni mattina attraversata da centinaia di operai si sbaglia, alla Dr. A lavorare ci sono meno di 50 operai, ma ci pare un buon inizio, se oggi la Casa può contare, di fatto, su di una sola vettura, domani, sarà, sicuramente, un?altra storia.

    Che questa prospettiva possa concretizzarsi a breve lo testimonia il fatto che dalla fondazione dell?azienda, sono già state vendute oltre 500 vetture e se consideriamo che in atto la Dr non beneficia di una rete di vendita tradizionale, il traguardo è sicuramente ambito. Ma allora come hanno fatto a vendere queste vetture? Ci si chiede, la risposta è immediata e sulla bocca di tutti, la DR si è venduta, fin?ora, al Supermercato, ma i concessionari non tarderanno ad arrivare, dovremo aspettare soltanto qualche mese ancora.

    E i programmi della DR sono ambiziosi, come abbiamo già avuto modo di sottolineare qualche tempo fa. Intanto vediamo i punti forti della 5. Innanzitutto non si può non intravedere una certa somiglianza con i Suv, giapponesi di qualche anno fa, pur senza negare una personalità all?auto molisana, guardando la vettura dall?esterno, infatti, non si può negare che, già come abbiamo visto in prima persona al Motor Show 2007, della DR5 colpiva la cura dei particolari anche all?esterno, col risultato di trovarci di fronte ad una vettura moderna e, almeno apparentemente ben fatta. Ma forse la sorpresa maggiore coglie all?interno, perché almeno alle apparenze l?abitacolo sembra di un certo tono, poi magari al tatto ci si accorge che un certo tipo di plastica di qualità non certo elevatissima abbonda, se a questo aggiungiamo la pelle dei sedili, la presa USB e il confort che non è solo apparente, si perdona alla DR un arredo che non è proprio avveniristico, ma sicuramente funzionale.

    Così come, la DR5 in moto non ha proprio nulla da invidiare a tante concorrenti, in marcia, invece, i pochi cavalli a disposizione del 1.600 16 valvole, mostra i propri limiti e qui forse si rischia di ?sbucciarsi? la mano nelle frequenti cambiate per cercare di tenere ?allegra? la vettura, ma con dei limiti molto prossimi in questo. Anche se le prestazioni non sono proprio trascurabili, 160 orari di velocità massima, 13 secondi e mezzo per accelerare da 0 a 100 orari, 12 chilometri con 1 litro di benzina, di media e poco meno di 200 grammi/km di CO2 emessa, per un?auto di 4 metri e quasi 30 centimetri di lunghezza, 1,76 di larghezza e 1,70 di altezza con un bagaglio un po? sacrificato 320 litri che diventano 1.300, quasi, a schienali ribaltati e del peso complessivo di quasi 1.400 chilogrammi.

    Dunque, mancate partenze brucianti a parte, la tenuta è buona e la vettura mostra una buona affidabilità e un impianto frenante discreto. Buona la dotazione di serie, con doppi airbag, climatizzatore, cerchi in lega leggera da 16 pollici di diametro, un buon impianto radio/CD/MP3, interni in pelle, posteriormente frazionabili, tetto apribile, vernice metallizzata; tutto ciò è compreso nel prezzo occorrente per acquistare la DR 5. E per avere il tutto bastano ?soltanto? 17.000 euro, addirittura, acquistandola nei centri commerciali si gode di uno sconto, addirittura, di 1.000 euro.

    A questo punto parlare di concorrenza è difficile perché se è vero che c?è chi offre vetture ancora più economiche, non è facile paragonare la Dr5 con i competitors, neanche con quella che costa meno della vettura molisana, si pensi alla Suzuki SX4, l?omologa della Fiat Sedici, ha un motore anch?essa di 1.600 cc. di cilindrata, consuma meno, costa poco più di 15.500 euro, ma non offre certo l?abitabilità della molisana. Forse sarebbe più giusto dire che la DR. 5, in atto, non ha veri e propri concorrenti e se si accetta di possedere un?auto giovane, anche in fatto di centri di assistenza, neanche costituiti, che domani rivenderla non sarà proprio facile, caratterizzata da un buon confort ma da materiali non all?apice della qualità e da un motore che non fa mirabilie, in fatto di ripresa e potenza, per il resto i numeri ci sono tutti, per avere un buon prodotto ad un prezzo davvero interessante e, in generale, sperare in uno sviluppo aziendale che a breve dovrebbe concretizzarsi.