Esenzione bollo auto per 3 anni, se ne discuterà alla Camera

Esenzione bollo auto per 3 anni, se ne discuterà alla Camera

Passa all'esame dell'aula, la proposta di esenzione del bollo auto per 3 anni sulle auto nuove

da in Bollo auto, Mercato Auto
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    E’ un piccolo, microscopico, passo in favore del settore auto. L’esenzione del bollo per 3 anni, se dovesse diventare legge, darebbe un interessante incentivo a chi è in procinto di sostituire il proprio mezzo. Sebbene si tratti di un provvedimento limitato nel tempo, verrebbe seguito da un principio decisamente equo, almeno in teoria: il bollo auto si pagherebbe dal quarto anno successivo l’immatricolazione e proporzionalmente alle emissioni inquinanti della vettura. Vedremo a breve perché funziona solo in teoria, l’equità. Prima, però, i dettagli della proposta di legge di Daniele Capezzone, presentata lo scorso 20 maggio in commissione Finanze della Camera.

    Chiunque acquista un’auto nuova, ha diritto all’esenzione del bollo per tre anni, esenzione che si estende a 5 anni nel caso di auto a basso impatto ambientale. Saranno poi i regolamenti attuativi a definire le soglie delle emissioni, visto che al momento la previsione generica nel testo di Capezzone è su tutte le auto a metano, gpl e ibride. Considerando la presenza di auto ibride decisamente di alta gamma, non appare equo esimerle dal pagamento del bollo, serviranno quindi dei parametri ulteriori.

    Inoltre, all’esenzione del bollo per 3 anni si accompagnerebbe quella dall’IPT, mentre si estenderebbe la deducibilità delle auto aziendali al 40%, di fatto riportandola al valore di alcuni anni fa, rispetto all’attuale 20%: deducibilità prevista per il primo anno di immatricolazione e i tre successivi.

    Come finanziare queste agevolazioni, che complessivamente sono stimate in 1 miliardo di euro? Per Capezzone sarebbero coperte dal maggior gettito Iva derivante dell’incremento delle vendite, inoltre, l’articolo 4 della proposta di legge 2397 prevede la riduzione di agevolazioni, incentivi e contributi alle imprese previsti nella legge 196/2009, che andrebbero a costituire un fondo dedicato, destinato alla copertura finanziaria dell’esenzione.
    Alle Regioni e Province, poi, andrebbe per compensazione un trasferimento statale a copertura dei mancati introiti.

    Torniamo un attimo al principio di equità, per il quale il bollo, dopo tre anni dall’immatricolazione per le auto nuove, e generalmente per tutte le altre, andrebbe pagato secondo i livelli di emissioni. Misura corretta se pensiamo al parco circolante di auto nuove, appena acquistate, ma che andrebbe a gravare anche su quanti l’auto non possono sostituirla e devono forzatamente guidare un veicolo datato, con emissioni inevitabilmente superiori. Anche in questo caso, la norma va specificata e rifinita, per non incidere sulle tasche già vuote di chi l’auto non può proprio permettersi di sostituirla.

    Fabiano Polimeni

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