Fiat, Marchionne: utile non ottenuto in Italia

Sergio Marchionne ha detto che la Fiat ha ottenuto un utile di 2 miliardi di euro fuori dall'Italia

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    Fiat Marchionne intervista Fazio

    Sergio Marchionne parla di lavoro, durante l’intervista rilasciata a Fabio Fazio, nella sua trasmissione. L’ad del Lingotto ha specificato come l’utile operativo, ottenuto da Fiat, di 2 miliardi di euro, sia stato un risultato esterno all’Italia. Gli stabilimenti del gruppo, dunque, sono andati sempre in perdita. La Fiat, ha continuato Marchionne, non può gestire le proprie fabbriche sempre in perdita. Per fare questo, bisogna accettare tutti i cambiamenti che il gruppo sta progettando nel nostro Paese, se si vuole riportare la competitività.

    Un Paese che ristagna agli ultimi posti per l’organizzazione del lavoro, tra quelli più industrializzati. In fatto di produttività, il dato relega l’Italia in una posizione arretrata, dopo alcuni Paesi che, in passato, non erano nemmeno industrializzati. Marchionne fa il paragone con la Polonia: nello stabilimento di Tichy, dove sono impiegati poco più di 6.000 operai, si producono più autovetture che in tutte le fabbriche in Italia.

    Alla domanda posta circa gli incentivi alla rottamazione, l’ad ha risposto che questi sono stati concessi, in massima parte, nello scorso anno ma che non hanno affatto influito sul miglioramento dell’azienda ma, invece, come aiuto per i privati. Comunque, ogni aiuto ricevuto dallo Stato, e che ha creato un debito dell’azienda, è stato ripagato. Negli USA, Fiat è entrata nel capitale di Chrysler e sta svolgendo un ruolo di risanamento di un’azienda in pessime condizioni economiche.

    fiat fabbrica tichy

    In quel caso, ha ricevuto un aiuto fattivo dal governo americano, che sarà ripagato grazie alle precise regole che sono state sottoscritte. In Italia, ciò non è possibile perché una minoranza riesce a bloccare un intero stabilimento e causare danni ad una maggioranza che vuole lavorare. Fiat vuole portare gli stipendi degli operai al livello europeo, ma ha bisogno dell’apporto di tutti.