Mobilità urbana: auto e bici usate alla stessa stregua dalle donne

Mobilità urbana: auto e bici usate alla stessa stregua dalle donne

Un po’ la stessa cosa avviene negli Stati Uniti non solo esistono poche opportunità di usare la bici ma esiste anche un rapporto donne e uomini e bici tutto a favore delle donne, 2 a 1; in Europa, soprattutto nel nord Europa le cose non stanno invece così, visto che la percentuale di ciclisti uomini e ciclisti donne si appaia, 1 a 1

da in Blocco traffico, Sicurezza Stradale
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    Ragazza in bicicletta

    Alla donna piace la bicicletta e tanto più si stimola l’uso della bicicletta in città, quanto più presa questo fatto ha sul gentil sesso; “Chi vuole capire se un ambiente urbano supporta l’uso della bicicletta farebbe meglio a dimenticare i dettagliati “indici di ciclabilità” e misurare semplicemente la proporzione di ciclisti donna,” lo dice Jan Garrard, della Deakin University di Melbourne in Australia. L’uso delle due ruote non è diffuso ubiquitariamente in tutta Italia, visto che ci sono città della penisola dove le piste ciclabili sono presenti in grande misura e ne vengono richieste delle altre soprattutto da parte delle donne ed altre in cui la possibilità di usare la bici è davvero ridotta.

    donna in bici

    Un po’ la stessa cosa avviene negli Stati Uniti non solo esistono poche opportunità di usare la bici ma esiste anche un rapporto donne e uomini e bici tutto a favore delle donne, 2 a 1; in Europa, soprattutto nel nord Europa le cose non stanno invece così, visto che la percentuale di ciclisti uomini e ciclisti donne si appaia, 1 a 1 .

    Ma appare interessante osservare come il popolo dei ciclisti nei due sessi è diverso per rapporto col mezzo, l’uomo più temerario vive la bici come l’auto, non sempre attento e prudente con quel pizzico di temerarietà in più rispetto alla donna che men che meno in bici vuol correre pericoli, non lo fa in auto, figuriamoci in bici. Di contro le nostre città, così come sono realizzate con scarsa attenzione per gli spazi riservati alle auto, alla stessa stregua prevedono situazioni di obbiettiva utilità nei confronti delle bici. Si vedano le piste ciclabili spesso progettate scegliendo percorsi di maggior valore ambientale e paesaggistico (per esempio piste che corrono in mezzo a un parco a lato di un fiume) ma non vie che si dirigano verso scuole e supermercati; questo penalizza le donne che per lo più devono barcamenarsi con gli impegni e le esigenze della famiglia, figli compresi. Per non contare la maggiore consapevolezza della donna nei confronti dei temi ambientali, inquinamento in particolar modo.

    Potendo paragonare la donna alla guida di una city car, ad esempio e successivamente di una bici, come ha dimostrato la ricerca condotta da Jennifer Dill, ricercatrice di pianificazione dei trasporti all’Università di Stato di Portland, posizionando un sistema GPS per registrare i percorsi quotidiani dei ciclisti, si è concluso che, a differenza degli uomini, “ le donne tendono a non prendere il percorso più breve da un punto a un altro, scegliendo vie che passano attraverso zone più tranquille dal punto di vista del traffico. Anche i dati su una città come New York sono significativi: anche se nel complesso gli uomini in bici sono tre volte le donne, per alcune piste ciclabili particolarmente tranquille, come quelle che passano per Central Park, la percentuale femminile sale al 44% “ La stessa cosa avverrebbe con le auto se sussistessero le stesse condizioni.

    Appare dunque abbastanza suggestivo paragonare il diverso rapporto esistente fra auto e bici per le donne anche laddove volessimo considerare un altro importante aspetto relativamente alla sicurezza stradale; dalla ricerca è infatti emerso che le donne richiedono strade destinate alle auto e piste ciclabili più sicure, cioè, inerentemente alle piste ciclabili, “ non basta segnare un percorso sulla strada in mezzo al traffico, ma bisogna pensare a uno spazio protetto da una barriera – e utili. Non basta però migliorare le infrastrutture per spingere più donne a spostarsi su due ruote. Come sottolinea Susan Handy, dell’Università della California e autrice di uno studi recente pubblicato sulla rivista Transportation Research Record, esistono anche delle variabili attitudinali. Il “comfort” e il fatto di “aver bisogno della macchina” fattori che influenzano fortemente le percentuali di scelta della bicicletta da parte delle donne, ma non degli uomini.

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