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Pirelli diventa cinese, rilevata da ChemChina per oltre 7 miliardi di euro

Pirelli diventa cinese, rilevata da ChemChina per oltre 7 miliardi di euro
da in Mercato Auto, Pneumatici, Pirelli
Ultimo aggiornamento: Lunedì 23/03/2015 12:02

    Arrivano i cinesi, e a far compere non vanno in via della Spiga. ChemChina, gruppo a controllo statale, si compra Pirelli,in un affare che vale complessivamente 7,1 miliardi di euro, il principale per una società cinese da quello delle miniere di rame Las Bambas in Peru. Inizialmente è il 26,1% della compagnia italiana a passare di mano, rilevato da Camfin, con un prezzo di 15 euro ad azione, lo stesso fissato per acquistare il pacchetto residuo nell’Opa volontaria futura.

    La Pirelli diventa cinese

    Fondata nel 1872, per Pirelli si aprono nuove possibilità, soprattutto in termini di competitività sull’enorme mercato asiatico, dove potrà rivaleggiare con altri marchi europei, come Michelin e Continental. Ad avere un boost sarà anche la divisione camion e veicoli industriali, che finirà sotto l’ala di Aeolus, società controllata da ChemChina e attraverso la quale si raddoppierà il volume di gomme prodotte, da 6 a 12 milioni di pneumatici. In cambio, i cinesi guadagnano quelle competenze tecniche in un segmento di mercato premium che mancavano – con Pirelli Tyre destinata a tornare nelle contrattazioni di Borsa nel giro di 4 anni – in un’acquisizione favorita dall’Euro debole e vantaggiosa per gli investitori.

    La struttura aziendale continuerà a vedere Marco Tronchetti Provera nel ruolo di amministratore delegato, mentre il presidente del consiglio di amministrazione sarà di nomina ChemChina. Nessun timore per la sede, che resterà in Italia presumibilmente anche in futuro, vista la clausola secondo la quale servirebbe il consenso del 90% del capitale per uno spostamento.

    Fabiano Polimeni

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