
Un’altra vittima illustre della crisi economica, Mitsubishi ha deciso di porre fine all’avventura della sua divisione sportiva Ralliart; dopo 25 anni di continuo di ricerca e sviluppo tecnologico, di successi nel mondiale Rally WRC negli anni anni ‘90 e di produzione di componenti tuning si chiude in maniera triste un capitolo fondamentale dell’automobilismo sportivo moderno. La notizia è apparsa sul sito ufficiale Ralliart nel quale si dichiara, senza tanti giri di parole, che l’attività cesserà alla fine di marzo 2010 e che le motivazioni sono da addurre ai disastrosi bilanci dell’anno passato e all’andamento infelice di quello nuovo.

I dati che circolano sulle performance del mercato auto sarebbero uno scherzo di cattivo gusto se non fossero scientificamente spiegabili. Le immatricolazioni registrate nel mese di febbraio sono al top, quasi a livelli record. Eppure non c’è un operatore del settore che plauda alla decisione del governo di non rinnovare gli aiuti fiscali. Dalle case automobilistiche ai concessionari, fino alle associazioni di categoria, tutti si autocompatiscono, profetizzando l’apocalisse del mercato auto e la fine del business. In realtà, i dati non sono confortanti quanto insopportabilmente beffardi.

Si continua a parlare di incentivi statali e stavolta per porsi una domanda quanto mai d’attualità; possiamo immaginare un anno senza incentivi nel bel mezzo di una crisi dell’auto che è ben lungi dall’essere passata? Probabilmente no, se si pensa che a bocce ferme, quest’anno rispetto allo scorso, in condizioni economiche del Paese del tutto immutate si potrebbe verificare quello che nel 2009 veniva visto come uno spauracchio, ovvero, vendite sotto i due milioni di auto nuove se non si fossero promulgati gli incentivi, fatto che non è avvenuto, per fortuna e lo scorso anno le immatricolazioni hanno quasi raggiunto i due milioni e 200 mila vetture.

Da adesso in poi la concorrenza si fa a colpi di tecnologia sempre più avanzata che ogni competitors sfodera nei confronti dell’altro; e quale tecnologia più moderna è presente oggi nella nostra epoca se non la propulsione elettrica, intendendo con questa anche lo sviluppo che tale propulsione compie nel panorama delle auto ibride e plugin; ne sa qualcosa Ford che ha messo da parte un bel gruzzoletto, pari a 450 milioni di dollari, da investire sullo sviluppo di veicoli con tali caratteristiche.

In tempo di crisi anche gli animi si ridimensionano. Non sono solo le abitudini a cambiare, ma anche la percezione della realtà subisce una distorsione. Come la volpe con l’uva, quello che non si può avere non è poi così indispensabile. E se non possiamo più permetterci un’auto nuova, perchè crucciarsi? Non era poi così importante.
Ciò che emerge dall’indagine effettuata da Europ Assistance-SWG è un’Italia un po’ indifferente alle quattro ruote. Una passione spenta dalla crisi dell’auto?

Secondo l’UNRAE, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, gli incentivi auto 2010 non riusciranno a fermare il sensibile calo delle vendite che si preannuncia; la crisi dell’auto non è finita, anzi. Lo scenario per il 2010 è scoraggiante, almeno secondo quanto tuttora preannunciato dal governo. Dal Ministero dello Sviluppo economico sono infatti arrivate notizie buone a metà: gli incentivi auto 2010 saranno rinnovati ma la loro portata sarà decisamente inferiore a quella che nel 2009 ha permesso al mercato auto di rimanere a galla.

Anche i ricchi piangono. E anche le auto di lusso lo fanno, visti i tempi di magra. Il lusso non conosce crisi, hanno detto più volte.

Svelato il mistero che avvolgeva ancora i termini delle trattative fra la Uaz e l’eventuale Casa automobilistica europea con la quale mettere in atto una joint venture, voluta dal premier Vladimir Putin, al fine di realizzare una nuova Lada.

Stride e non poco l’evidenza di ciò che accadrà nell’assistere all’avvio di incentivi statali in Russia voluti dal premier Vladimir Putin, rispetto a quanto accadeva negli anni di comunismo serrato quando l’auto era vista come un bene voluttuario, un simbolo del capitalismo incombente in una Società chiusa come era quella russa e di tutto l’Est europeo.

La crisi dell’auto c’è ed è stridente, anche se gli indicatori finanziari indicano una ripresa che per’altro esiste, sia pure supportata dagli incentivi statali, ma da qui a sostenere che la crisi economica in generale e dell’auto in particolare sia del tutto lontana è davvero eccessivamente ottimistico.
Viste le incoraggianti performance esibite grazie agli incentivi statali, ci sono novità per il mercato dell’auto: ai piani alti si discute dell’eventuale prolungamento della politica governativa nel 2010.

Buone notizie per gli operatori del settore delle quattro ruote. Dall’Anfia, Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, arrivano dati incoraggianti sulla ripresa del mercato dell’auto.

Mentre in Italia si dibatte ancora sull’opportunità di prorogare gli incentivi auto anche per il prossimo 2010, in Spagna s’è già deciso che anche per il 2010 tali incentivi ci saranno ancora.
La crisi economica e conseguentemente dell’auto ha di fatto impoverito ogni rassegna motoristica degna di questo nome, ne sa qualcosa Transpotec 2.0, l’importante rassegna motoristica del mondo dei veicoli da lavoro.