Aumento prezzo carburante: dopo il metano si alza il GPL, benzina oltre 1,9 al litro

A pesare sugli aumenti alla pompa sono le pressioni fiscali che raggiungono il 60% tra accise e iva

aumento prezzo carburante

Ancora brutte notizie riguardo la voce aumento prezzo carburante. A risentirne maggiormente sembra essere il gas, che ha fatto registrare una vera e propria fiammata.

Ma sono in aumento anche benzina e diesel. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che hanno chiuso venerdì in salita, nel fine settimana è stata Eni ad aumentare di 1 centesimo i prezzi raccomandati di benzina e diesel.

Nel giro di appena sette giorni la benzina è aumentata dell’1,55% e il gasolio del 2%. Nel dettaglio il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, va a 1,718 euro/litro (venerdì 1,709) con i diversi marchi compresi tra 1,711 e 1,732 euro/litro.

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato cresce a 1,851 euro/litro (venerdì 1,843) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,790 e 1,926 euro/litro (no logo 1,747). 

Per quanto riguarda il diesel il prezzo medio praticato, sempre in modalità self, sale a 1,576 euro/litro (venerdì 1,565) con le compagnie posizionate tra 1,570 e 1,587 euro/litro. Per il servito la media del diesel va a 1,717 euro/litro (venerdì 1,708) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,657 e 1,789 euro/litro (no logo 1,608).

Aumento prezzo carburante, pagano dazio anche metano e GPL

Dell’aumento del prezzo del metano (qui mappa distributori in Italia) se ne era già discusso ad inizio ottobre dove in alcune regioni, aveva toccato il picco di quasi 2 euro al kilogrammo. Consideriamo che il prezzo medio del metano auto, si posiziona tra 1,443 e 1,794.

Ma la tensione dura da fine agosto. Rispetto alla rilevazione del 30 agosto, dunque in appena sei settimane, l’aumento, in base alle rilevazioni medie ufficiali, è stato del 3,8% per la benzina, del 4,5 per il gasolio e del 12,5% per il Gpl. Ed è proprio il GPL a registrare il dato più incredibile. In appena sette giorni è aumentato di oltre il 9,1%, passando da 717,44 a 783,08 euro ogni mille litri.

Il problema è sempre la componente fiscale

I prezzi italiani al netto delle tasse sono i più bassi d’Europa e non i più cari. Dall’ultima rilevazione della Ue risulta infatti che benzina e gasolio in Italia costano 4-5 centesimi in meno rispetto alla media europea. La differenza del prezzo alla pompa è tutta nella componente fiscale.

E tenuto conto del peso fiscale e del costo della materia prima (Platts) che rappresenta il 35% del prezzo finale, le aziende petrolifere possono dunque agire solo sul 3-4% del prezzo finale.

In soldoni sui prezzi dei carburanti grava una componente fiscale che è oltre il 60% del prezzo finale e una delle più alte in Europa.

E se per la benzina siamo secondi soltanto all’Olanda, per il gasolio siamo primi. In pratica, su un litro di benzina che, stando all’ultima rilevazione del Mite, è di 1,687 euro/litro oltre 1 euro sono tasse (accisa e iva).

Foto di andreas160578 da Pixabay

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!