Benzinai in sciopero, il 13 e 14 maggio stop sulla rete autostradale nazionale

Dopo insistenti richieste inviate al governo, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio hanno confermato lo sciopero di 48 ore delle aree di servizio della viabilità autostradale fissato dalle 22 del 12 maggio, fino alla stessa ora del 14.

Un impianto che rimarrà fermo per lo sciopero dei benzinai di maggio

Foto Shutterstock | di Aleksandar Malivuk

Lasciati senza sostegno economico né finanziario in un momento così critico. I gestori delle stazioni di servizio non ce la fanno più. Lo sciopero dei benzinai del 13-14 maggio si farà. Sulla rete autostradale. A confermarlo sono Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio. Le aree di servizio resteranno chiuse per 48 ore a partire dalle 22.00 di martedì 12 maggio fino alla stessa ora di giovedì 14 maggio.

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Crollo dei prezzi e dei consumi ma allo stesso tempo necessità di garantire almeno il trasporto delle merci e gli spostamenti legati ai servizi essenziali. Un grido, una richiesta di aiuto. La pandemia legata al coronavirus, tra uno tsunami di problemi che ne sono conseguiti, ha causato anche il crollo del prezzo del petrolio a livelli inimmaginabili. E la caduta verticale dei consumi di carburante in seguito al lockdown prolungato.

Sciopero dei benzinai maggio 2020, i perché della protesta

Uno stop che cela dietro diversi motivi. Sono le stesse associazioni di categoria a spiegare il perché dello sciopero dei benzinai a maggio. “Con una attività che per il suo carattere essenziale non ha potuto chiudere ed a cui non è stato neanche consentito di ridurre orari ed applicare turnazioni per contenere i costi e utilizzare almeno la cassa integrazione, le imprese di gestione, in particolare in autostrada, hanno continuato a garantire il servizio 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, malgrado oltre 2 mesi di vendite letteralmente crollate in media del 92%“, si legge nella nota delle associazioni di categoria.

In tali condizioni ed a costi inalterati la liquidità è ormai da tempo prosciugata” e “il tavolo di crisi avviato dal ministro Patuanelli è fermo ormai da un mese per il semplice fatto che, si dica apertamente o meno, che il governo non ha forza ed autorità sufficienti per imporsi su società concessionarie autostradali che sono divise su tutto, tranne che sulla convinzione incontrastata di poter agire da ‘padroni’ anziché, appunto, da concessionarie di un bene pubblico“.

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Cosa si chiede al governo

Le richieste dei gestori, però, almeno per il momento non sono state ascoltate. “Dal governo ed in particolare dai ministri del Mit e del Mise, competenti per materia vorremmo non solo poter essere messi finalmente nelle condizioni di beneficiare delle misure generali assunte in precedenza ed ora annunciate come la cassa integrazione in deroga, finanziamenti a fondo perduto, bonus affitti e bollette, ma anche di predisporre interventi mirati, riconvocando il tavolo di crisi e rispettando gli impegni già assunti, capaci di affrontare le condizioni peculiari a cui sono state e sono tuttora sottoposte le imprese di gestione“.

Dopo una prima protesta a marzo per richiamare l’attenzione di chi ha il compito d’intervenire, il settore non ha riscontrato risposte adeguate. Se allora lo sciopero si era evitato, questo di maggio sembra non rientrerà.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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