Auto più belle della storia: classifica e foto

Quali sono le auto più belle della storia? Modelli entrati di diritto nell'Olimpo delle auto da sogno per la bellezza del loro design

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    Auto più belle della storia: classifica e foto

    Si fa presto a dire quali siano le auto più belle della storia. O forse no. E’ un esercizio molto più complesso di quanto non possa apparire. Bellezza del progetto che chiama in causa direttamente il design. Non discutiamo di validità nel complesso, di prestazioni, di versatilità: solo ed esclusivamente del look di un’auto. Sono i modelli dei marchi italiani a fare la parte del leone. La storia gloriosa dei carrozzieri nostrani giustifica pienamente questo primato: Pinifarina, Bertone, Giugiaro, Scaglietti, solo alcuni nomi dei più celebri. Ovviamente, prendere in esame per stilare la classifica solo ed esclusivamente la bellezza, porta a elencare modelli inarrivabili per la stragrande maggioranza degli automobilisti. Spesso pezzi che possono incrociarsi unicamente in un museo o in selezionati eventi in pista,

    tanto sono rare e costose alcune di queste auto.

    Alfa Romeo 8C Competizione

    auto più belle della storia

    La perfezione su quattro ruote, formato supercar. Solo 500 esemplari coupé, altrettanti spider, sono stati realizzati tra il 2007 e il 2010. Una coupé compattissima, meno di 4 metri e 30 di lunghezza, sviluppata su tecnica Maserati, con motore V8 4.7 litri di derivazione originaria Ferrari. E’ fatta di linee morbide, coda tronca, dettagli del marchio Alfa Romeo inconfondibili e posti nei punti cruciali, come lo scudetto sul muso o i fari tondi in coda. Il nome 8C è omaggio alla storia, il richiamo del frazionamento 8 cilindri come avveniva sulle Alfa di Vittorio Jano negli anni Trenta e Quaranta.

    Alfa Romeo Giulia

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    E’ destinata a entrare nella storia. Pochi anni di vita sulle spalle ma il design ha le carte giuste per lasciare un segno indelebile nel panorama automobilistico. Le linee morbide e aggressive, la sportività della Quadrifoglio, la tecnica sopraffina. Tutto vestito da una carrozzeria che, prima di ricevere il via libera, ha subito diverse riletture proprio dello stile dell’anteriore, con indiscrezioni che puntavano a un ritardo nella presentazione proprio per definire le forme migliori dei gruppi ottici. Il risultato è una berlina dal sapore di coupé.

    Aston Martin Vanquish

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    Tra le Aston Martin recenti, la più bella in assoluto è la Vanquish. Prodotta dalla Casa automobilistica d’Oltremanica dal 2001 fino al 2007, la prima generazione di questa sportiva è piaciuta fin da subito per le sui linee eleganti e tipicamente Aston Martin. Sotto il cofano trovava posto un dodici cilindri a V da 6 litri di cilindrata che erogava la bellezza di 520 cavalli a 7.000 giri ed una coppia di 577 newtonmetro a 5.800 giri al minuto.

    Grazie a questi dati, l’accelerazione da 0 a 100 avviene in 4.2 secondi mentre la velocità massima è pari a 321 chilometri orari.

    Ferrari 250 GTO

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    Tra le più belle auto di sempre, la Ferrari 250 GTO introdusse una sigla diventata leggenda. Gran Turismo Omologata, la O stava per l’omologazione necessaria perché potesse correre nelle gare del tempo. Un tempo in cui tra supercar stradali e macchine da corsa non esistevano differenze sostanziali: si realizzava l’auto stradale con in mente gli obiettivi sportivi. La Ferrari 250 GTO ha le linee perfette di una carrozzeria fatta a mano, un cuore V12 da brividi e una silhouette inarrivabile: un’opera d’arte su quattro ruote, che dominò in pista a partire dal 1962, anno del debutto. Sfide che videro nella 24 Ore di Le Mans il punto più alto del confronto con i marchi rivali

    Ferrari 360 Spider

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    Una delle vetture più belle del Cavallino Rampante è la Ferrari 360 Spider, variante scoperta della berlinetta prodotta dal 1999 ed il 2004 che verrà poi sostituita dalla F430. Questo modello ha segnato una svolta in Casa Ferrari: spariscono infatti i fari a scomparsa (per rispettare le norme europee) e fanno la loro comparsa degli eleganti fari a goccia con proiettori xeno. Una svolta anche nel design che non presenta più linee tese bensì è composto da tratti morbidi e ben raccordati tra loro. Sotto il cofano anteriore un V8 da 3.6 litri di cilindrata e 400 cavalli che scaricava la potenza sulle ruote posteriori.

    Grazie al telaio space frame in alluminio, il peso a secco è ridotto a soli 1.290 kg, le prestazioni sono quindi eccellenti: si parla di una velocità massima di oltre 295 chilometri orari e di un accelerazione da 0 a 100 in 4.5 secondi.

    Jaguar E-Type

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    Fu la Jaguar in grado di stregare Enzo Ferrari, che la ribattezzò la più bella al tempo. Jaguar E-Type è tra le regine degli anni Sessanta, dalle linee aerodinamiche a affusolate. Opera di Malcom Sayer, venne realizzata in versione coupé e nella variante spider. La particolarità della coupé, oltre all’abitacolo arretrato, al parabrezza verticale, sta nell’apertura del lunotto-portellone posteriore, incernierato su un lato. Sotto al cofano della E-Type venne proposto un motore sei cilindri in linea da 3.8 litri, in grado di sviluppare 265 cavalli. Il peso piuma d una coupé da 4 metri e 45 centimetri di fermava a 1.100 kg. Negli anni, la cilindrata crebbe per arrivare ai 4.2 litri dal sei cilindri in linea e proponendo il V12 5.3 litri negli anni Settanta.

    Lamborghini Miura

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    Parlando di icone del mondo dell’auto per forza bisogna parlare anche della Lamboghini Miura. Presentata all’edizione 1966 del Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra, questa supercar della Casa di Sant’Agata Bolognese ha fin da subito ricevuto notevoli apprezzamenti da parte di pubblico e addetti ai lavori per la sua linea emozionante che faceva sembrare obsoleta quella delle concorrenti.

    Prodotta in soli 700 esemplari, la Miura era spinta da un dodici cilindri da 3.9 litri di cilindrata e 350 cavalli di potenza nella versione standard che aumentavano a 440 cavalli nella più estrema Jota.

    Maserati GranTurismo

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    Lanciata nel 2007, Maserati oggi GranTurismo conserva intatto il fascino di linee che sintetizzano al meglio la storia della casa del Tridente. Al debutto si presentò con la tecnica di casa Ferrari, un motore oggi arrivato a 460 cavalli con la cubatura di 4,7 litri, V8 aspirato. Unità evoluta rispetto al 4.2 litri V8 delle origini, da 405 cavalli. Il design è caratterizzato dall’enorme griglia anteriore, una bocca protesa in avanti che richiama le Maserati da corsa degli anni Cinquanta. E’ la grande coupé supersportiva, da oltre 300 orari e interni raffinati. Tra le migliori espressioni firmate Pinifarina che ricadono di diritto nel concetto di granturismo.

    Porsche 918 Spyder

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    Una delle ultime nate del Costruttore di Stoccarda è la Porsche 918 Spyder che è pure la più costosa supercar del marchio tedesco attualmente a listino. La scocca in fibra di carbonio accoglie una propulsione ibrida composta da un motore V8 a benzina collocato in posizione centrale posteriore e da due motori elettrici posizionati in entrambi gli assi. La potenza complessiva è di 887 cavalli mentre la coppia è addirittura pari a 1275 newtonmetro. L’accelerazione da 0 a 100 avviene in 2.6 secondi mentre la velocità massima raggiungibile è pari a 345 chilometri orari. Il rapporto peso potenza di 1.9 kg/cv assicura quindi prestazioni davvero elevate ma se si riesce ad andare piano consente consumi da utilitaria, merito dell’eccellente sistema ibrido: Porsche dichiara un consumo medio di 33.3 chilometri con un litro. Esteticamente è davvero bella da vedere, sia nel frontale che nel posteriore dove fanno capolino i terminali di scarico in ceramica.

    Shelby Cobra

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    Un appassionato di auto che si rispetti non può non conoscere la Shelby Cobra, celebre sportiva due posti prodotta dal 1962 al 1967 in America. Ideata da Carroll Shelby per andare a competere contro le supersportive europee, era spinta da un propulsore a stelle e strisce di derivazione Ford montato su un telaio dalla tipica concezione inglese.

    Auto da sogno per molti e must have per i facoltosi collezionisti, da guidare è davvero particolare. La concezione con la quale è stata sviluppata ruotava infatti al pensiero “meglio che il telaio si fletta in modo tale da scaricare meglio la potenza a terra“, ossia esattamente l’opposto di quello che si cerca ora. Le sue linee fanno emozionare chiunque e non passeranno mai di moda.