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Abolizione bollo auto e nuove accise benzina: cosa è meglio?

Abolizione bollo auto e nuove accise benzina: cosa è meglio?
    Abolizione bollo auto e nuove accise benzina: cosa è meglio?

    Avete presente quelle telenovele che durano anche decine di anni, in cui periodicamente cambiano i personaggi ma la storia resta sempre la stessa, solo raccontata in modo un po’ diverso? L’abolizione del bollo auto è precisamente una di queste telenovele. Va avanti da più di trent’anni; i personaggi, cioè i politici, cambiano ogni tanto; la storia rimane sempre uguale, vale a dire che la tassa non la toglie mai nessuno, anche se tutti hanno detto e continuano a dire di volerla eliminare, soprattutto durante le campagne elettorali.

    Anche oggi (nel momento in cui si apre ufficialmente la campagna per le elezioni amministrative) lo schema è immutato. Attualmente esiste solo una proposta di legge depositata alla Camera da un gruppo parlamentare di pochi membri, il suo nome è Fare! e il suo leader politico è il sindaco di Verona Flavio Tosi, ex Lega Nord; a questa si è aggiunto l’ennesimo tweet da parte del presidente del Consiglio, in cui genericamente dice che è una buona idea. Non ci serviva Matteo Renzi per capirlo. Soprattutto, da parte di un Governo e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene ci si aspetterebbe un vero provvedimento legislativo, non altre chiacchiere.

    Tuttavia per il momento chiudiamo gli occhi e fingiamo che il bollo auto venga davvero abolito. Siccome niente è gratis, esso verrebbe sostituito da un’altra forma di prelievo fiscale. Perché il gettito del bollo rappresenta circa il 30% delle entrate delle Regioni e oggi vale circa 6,1 miliardi di euro, una cifra a cui non possono rinunciare senza smettere di funzionare (se poi funzionano veramente, è tutto un altro discorso). L’ipotesi più diffusa è compensare questa mancanza di gettito attraverso un aumento delle imposte sui carburanti, le cosiddette accise. Staremmo meglio? Peggio?

    Secondo i calcoli della CGIA Mestre, associazione di artigiani e piccole imprese venete, per compensare il gettito con le accise, il prezzo dei carburanti dovrebbe aumentare di 16 centesimi al litro. Da un punto di vista economico, ci guadagnerebbe di più chi percorre pochi chilometri l’anno, soprattutto chi ha auto di potenza maggiore (il bollo è calcolato in base ai kilowatt di potenza del motore). Con una percorrenza superiore ai 20.000 Km all’anno per un’auto di potenza medio-alta cesserebbe il risparmio dall’abolizione del bollo. Per chi ha un’auto più piccola, si stima che il vantaggio terminerebbe oltre i 15.000 Km all’anno.
    Quindi le categorie più svantaggiate economicamente sarebbero quelle dei viaggiatori professionali (agenti di commercio, tassisti, trasportatori) e degli artigiani che usano mezzi propri per svolgere l’attività.

    Tuttavia è bene riflettere su un altro punto, probabilmente molto più importante. Il bollo auto è una tassa giusta? E’ giusta una legge che ti tassa per il solo fatto di possedere un bene? Perché il bollo è solo questo: una tassa di possesso sul veicolo, come il canone Rai è una tassa di possesso sui televisori, come l’Imu è una tassa di possesso sulla casa. Non a caso, anche queste ultime due sono estremamente impopolari.

    Quando acquistiamo un’auto, paghiamo l’Iva e anche l’Imposta provinciale di trascrizione. Abbiamo già dato il nostro contributo, quindi. Perché dovremmo continuare a pagare ogni anno per il solo fatto di possederla? Inoltre dobbiamo pagare la tassa anche se usiamo poco l’auto o non la usiamo affatto, allo stesso modo di chi la usa tanto. Infine, paghiamo lo stesso importo anche se il valore della nostra auto diminuisce sempre. Il bollo auto è una tassa sovietica, inutile girarci attorno; è profondamente ingiusta.
    Senza contare che se ci dimentichiamo di pagare o lo facciamo anche solo un giorno dopo la scadenza, rischiamo di patire le pene dell’inferno dal punto di vista burocratico. Aggiungiamo anche i casi in cui le pubbliche amministrazioni ci torturano per colpa loro, quando ci chiedono il pagamento per un’auto che non è la nostra, o che non lo era nel periodo per cui vogliono i soldi.

    Trasferendo invece l’importo sul carburante, pagheremmo in base a quanto consumiamo e inquiniamo e a quanto usiamo il territorio e i servizi gestiti dalla nostra Regione. Avremmo la libertà di scegliere quanto pagare, adeguando il nostro stile di guida, acquistando un’auto che consuma meno, decidendo di usarla quando è necessario, scegliendo percorsi che ci facciano consumare meno, usando di più i mezzi pubblici. Se poi vogliamo usarla di più perché ci piace farlo, o vogliamo un’auto che beve tanto perché ci fa divertire di più guidandola, allora giustamente dovremo pagare di più. Ma sarà una nostra libera scelta.
    E’ una questione di libertà. Una parola che a molti non piace, quando non è applicata solo a se stessi.

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