Motor Show Bologna 2016

Alfa Romeo: la storia della 4×4 dalla Stelvio alla Matta [FOTO]

Alfa Romeo: la storia della 4×4 dalla Stelvio alla Matta [FOTO]

    Negli ultimi 30 anni tantissimi appassionati del mondo Alfa Romeo hanno sofferto (e contestato) tantissimo il passaggio del marchio del Biscione alla trazione anteriore. Tutto cominciò quando nel 1987 l’Alfa 90, sfortunata per la sua linea troppo squadrata e non particolarmente personale, fu sostituita dalla nuova Alfa Romeo 164, realizzata sul pianale condiviso da Saab 9000, Fiat Croma e Lancia Thema. Un pianale a trazione anteriore. Ma il colpo di grazia si ebbe quando nel 1992 uscì la sostituta della mitica Alfa 75, l’Alfa Romeo 155, che condivideva il pianale a trazione anteriore della Fiat Tempra. Adesso quest’epoca sembra essere finita per sempre, con l’arrivo della nuova Alfa Romeo Giulia, con il nuovo pianale Giorgio a trazione posteriore. In questi giorni, poi, è arrivata anche la nuova Alfa Romeo Stelvio, un SUV 4×4 che porta per la prima volta il Biscione nel mondo delle sport utility. Ma lo sapevate che Alfa ha una lunghissima storia nel campo della trazione integrale?

    Era il 1949 quando il Ministero della difesa aveva aperto un bando di concorso per la realizzazione di un fuoristrada leggero. L’idea era quella di prendere il posto delle vecchie Jeep Willys e Ford americane e all’occasione intervennero la Fiat e l’Alfa Romeo, rispettivamente con l’Alpina e la 1900M. Quest’ultima, più nota con il nome di Alfa Romeo Matta, era realizzata sul telaio della Jeep Willys, mentre sotto al cofano c’era il bialbero 4 cilindri 1884 cm³ derivato dalla 1900, capace di 65 cavalli a 4.400 giri al minuto. Ne furono costruiti 2059 esemplari tra il 1951 ed il 1955, sia esemplari militari che civili.

    L’Alfa era entrata nel segmento delle berline compatte, che oggi definiremmo premium, già nel 1972 con l’Alfasud. Pur trattandosi di un’auto validissima, le diverse noie in termini di affidabilità avevano compromesso il successo del modello che, comunque, nel complesso vendette oltre 1 milione di esemplari. Adesso, nel 1983, toccava all’Alfa Romeo 33 prendere il posto dell’Alfasud, con la quale condivideva buona parte della meccanica e delle motorizzazioni boxer. Ben presto la gamma venne ampliata con le nuove versioni a trazione integrale. Nel 1984 arrivava in gamma la nuova Alfa 33 1.5 4×4: la berlina derivava dalla Quadrifoglio Oro e si distingueva per la trazione integrale inseribile manualmente. Il motore era equipaggiato con un solo carburatore doppio corpo ed erogava 84 CV. Nel 1985 arrivava la versione Giardinetta, ovvero la station wagon, che portava la firma di Pininfarina per il design. Anche per lei c’era la versione 4×4, equipaggiata del motore da 1490 cc da 95 CV, che le regalava una velocità massima di 173 km/h. Con l’arrivo del primo restyling nel 1986, ben presto la gamma 4×4 veniva aggiornata con un nuovo 1.5 da 105 cavalli. Un restyling più sostanzioso si ebbe nel 1990, dove oltre ad importanti aggiornamenti estetici si ebbero anche interessanti migliorie per le versioni a listino. Oltre alla precedente versione 1.5 105 CV, si aggiungevano una nuova versione 1.3 4×4 (solo per la station wagon, che ora adottava il nome di Sportwagon) ed il top di gamma della 1.7 IE 8 valvole da 105 cavalli o nella versione 16 valvole che nelle versioni Permanent 4 (prima del 1993) o Q4 (dal 1994) arrivava fino a 132 cavalli (senza catalizzatore).

    Ne abbiamo già citato il nome dell’Alfa Romeo 164. Nasceva nel 1987 al Salone di Francoforte ed era contraddistinta da un design molto particolare ed innovativo, firmato da Pininfarina. Uno stile che non era solo bello a vedersi, ma che era anche aerodinamico, tanto che il Cx era di appena 0,30. Per la sua versione a trazione integrale dobbiamo aspettare fino al 1993, che nasceva già dalla versione restyling uscita sul mercato l’anno prima. L’Alfa Romeo 164 4×4 si chiamava Q4 ed era il top di gamma della berlina italiana: montava un V6 benzina da 2959 cc capace di 232 CV (170 kW) e 276 Nm di coppia a 5000 giri/min. Quanto bastava per delle prestazioni interessantissime: da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi e 240 km/h di velocità massima, con il km con partenza da fermo percorso in 27,8 secondi. Rimase in vendita fino al 1997.

    C’è un po’ un rapporto di amore ed odio verso l’Alfa Romeo 155. Da un lato fu l’auto che mandò in pensione lo schema a trazione posteriore, cambio al posteriore e motore longitudinale della 75, ma dall’altro fu un’auto dai molti meriti sportivi. Il suo arrivo è datato 1992, con al top della gamma la versione Q4, dotata di trazione integrale ed equipaggiata con il motore 2.0 litri turbo 16V da 192 CV, derivato da quello della Lancia Delta Integrale. Nel 1992 venne prodotta la 155 GTA, dotata di trazione integrale permanente, motore 2.0 litri turbo capace di 400 CV, intercooler raffreddato con getto d’acqua nebulizzato, cambio 6 marce e impianto frenante derivato dalla Formula 1. Questa meccanica era in gran parte basata su quella della Lancia Delta Integrale Evoluzione, che dominava i rally di quello stesso anno. Però, visto il cambio del regolamento, nel 1993 venne ben presto realizzata la 155 V6 TI con motore 2.500 V6 (60º), che erogava oltre 420 CV a 12.000 giri/min. In quell’anno la 155 partecipò al campionato DTM, battendo la concorrenza tedesca di Mercedes, Opel e BMW e vincendo 12 gare su 20, il campionato costruttori e il campionato piloti con Nicola Larini.

    Commercialmente parlando, la 155 non fu un grande successo. Ed è per questo che ben presto in Alfa si comincia a lavorare sulla sua sostituta. Stiamo, ovviamente, parlando dell’Alfa 156, un’auto che arrivava al debutto nel 1997 dotata di uno stile molto personale e sportivo, ma al tempo stesso anche di un’impostazione meccanica molto interessante. Purtroppo la trazione restava anteriore di base, ma le sospensioni erano a quadrilatero alto all’anteriore e McPherson al posteriore e le regalavano doti eccellenti di tenuta di strada e feeling di guida. Nel 2003 arriva un importante restyling estetico, firmato da Giugiaro, che anticipa gli stilemi della futura 159. Con l’occasione, arrivano anche le versioni Q4 a trazione integrale. L’Alfa Romeo 156 4×4 è disponibile in versione Sportwagon (station wagon) con il 1.9 JTDm da 150 CV turbodiesel, ma anche nella versione crossover battezzata Crosswagon, che si distingue per un’estetica più fuoristradistica e per l’assetto rialzato. LEGGI ANCHE: Alfa Romeo 156: storia della berlina compatta di Arese [FOTO]

    L’Alfa Romeo 159 nasce nel 2005 con il difficilissimo compito di rimpiazzare l’oramai datata 156, auto di grande successo. Il pianale è tutto nuovo e sviluppato in collaborazione con la General Motors, contraddistinto da raffinate sospensioni a quadrilatero alto all’anteriore e multilink al posteriore. Il vero problema fu il peso della prima versione, quella del 2005, un po’ troppo eccessivo, specialmente nelle versioni top di gamma con i motori più grossi (3.2 V6 benzina e 2.4 JTDm diesel), in abbinamento al cambio automatico ed alla trazione integrale. Le versioni 4×4 dell’Alfa Romeo 159 sono disponibili solo con il top di gamma. La prima era la 3.2 JTS V6 24V Q4, dotata di 260 cavalli e 322 Nm di coppia. In versione con cambio manuale raggiungeva una velocità massima di 244 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 7 secondi (venduta dal 2005 al 2010). In alternativa, dal 2007 arrivò la 2.4 JTDm 20V Q4 210 CV, dotata del 5 cilindri in linea turbodiesel con 400 Nm di coppia a 1.500 giri/min, sufficienti ad accelerare da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e raggiungere i 228 km/h di velocità massima (venduta fino al 2009).

    Ed eccoci finalmente ai giorni nostri. L’Alfa Romeo Giulia è il modello del rilancio della casa del Biscione, nata da un pianale tutto nuovo, battezzato Giorgio e che ritorna finalmente al motore longitudinale ed alla trazione posteriore. La gamma motori è tutta nuova, in alluminio sia i benzina che i diesel, mentre il peso si fa molto contenuto grazie all’ampio uso di alluminio, magnesio e carbonio. Le diesel con cambio manuale pesano 1374 kg a secco, tanto per rendere l’idea. Le vendite si sono aperte a metà del 2016, mentre al Salone di Parigi 2016 ha debuttato la Giulia Veloce Q4, dotata dei brillanti motori 2.0 turbo benzina da 280 CV e del 2.2 turbodiesel da 210 cavalli. Per entrambe c’è la trazione integrale Q4 ed il cambio automatico ZF ad otto marce. La caratterizzazione di design, sia estetica che interna, è molto forte e sono evidenti i richiami alla versione più sportiva di tutte, la Quadrifoglio. LEGGI ANCHE: Alfa Romeo Giulia 2016: le versioni Veloce, Advanced Efficiency e Q4 a trazione integrale [FOTO]

    L’ultimo modello della storia delle Alfa Romeo 4×4 (per il momento) è l’Alfa Romeo Stelvio, svelato in anteprima mondiale al Salone di Los Angeles 2016 nella versione Quadrifoglio, il top di gamma. Monta lo stesso 2.9 litri V6 biturbo da 510 cavalli e 600 Nm della Giulia Quadrifoglio e molto probabilmente sarà solo disponibile con il cambio automatico ad otto marce della ZF e la trazione integrale Q4. Le prestazioni dichiarate sono incredibili: accelerazione da 0 a 60 miglia (0-96 km/h) in 3,9 secondi e velocità massima di 285 km/h, numeri che la rendono la più veloce della categoria. Le versioni più tranquille arriveranno al Salone di Ginevra 2017: 2.0 turbo benzina da 200 e 280 CV e 2.2 turbodiesel da 150, 180 e 210 CV. La trazione sarà integrale per tutte, con l’opzione della sola trazione posteriore su certi modelli. LEGGI ANCHE: Nuova Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio: prezzo, dimensioni e uscita del nuovo SUV [FOTO e VIDEO]

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