Asfalto fotocatalitico: ecco come si combatte l’inquinamento all’estero

Asfalto fotocatalitico: ecco come si combatte l’inquinamento all’estero
da in Blocco traffico, Mondo auto, Motori auto
Ultimo aggiornamento:

    Posa asfalto

    Questa è una storia tutta italiana, lo è in fatto di assurdità, ma anche di geniale e fertile intuizione che caratterizza, in genere, la nostra inventiva, ovvero, l’efficacia del nostro Made in Italy.

    Si parte da uno dei più sentiti problemi che attanaglierebbe il nostro Paese, più al nord e meno al sud, un problema di cui abbiamo più volte parlato, anche recentemente; l’inquinamento, che, insieme ai disastri climatici che starebbero avvenendo nel pianeta, sentiamo sempre più incombente sulla nostra salute e soprattutto per il nostro futuro e delle prossime generazioni.

    E siccome ci rendiamo conto che noi, uomini e donne della strada, non possiamo fare moltissimo per risolvere un problema ambientale tanto grave, l’unica è farci sentire degli irresponsabili e, perché no, anche criminali, almeno a livello ambientale, se non possediamo neanche un’auto, Euro 4, addirittura, chi s’è fermato alle Euro antecedenti a queste, si sente alla stregua di un “untore” di manzoniana memoria, additato e criticato da Istituzioni, ambientalisti e da cittadini in generale.

    Eppure, ecco l’assurdità, ti danno 800 euro, quale bonus per la rottamazione dell’auto, ne metti 15.000 di tasca tua e hai risolto il problema dell’inquinamento…. quando, invece, la soluzione sembrerebbe più a portata di mano, che mai; per giunta sperimentato su una strada italiana e fabbricato, inventato e brevettato proprio dai nostri connazionali e persino esportato. Si chiama asfalto fotocatalitico ed è già stato applicato al casello di Beinasco, sull’autostrada Torino-Pinerolo.

    Per quanto incredibile possa sembrare, questa particolare copertura, che andrà posata sopra l’asfalto già esistente, avrebbe un’azione eccezionale contro l’inquinamento, generando delle reazioni chimiche di alcuni componenti che reagirebbero con aria e luce abbattendo, per ossidazione, gli agenti inquinanti in larga misura.

    Un esempio, il biossido d’azoto, verrebbe ridotto di circa il 25%, il monossido di carbonio, nientemeno che dell’83% e le polveri sottilissime, per le quali gli organismi animali, uomo compreso, non dispongono di alcun filtro naturale, del 2,5%.

    Addirittura, l’autorevole, A.R.P.A. lombarda, l’Agenzia Regionale dell’Ambiente in Lombardia, ha dichiarato che, se si utilizzasse questo asfalto in maniera regolare, ogni chilometro quadrato di posa, assorbirebbe niente meno che 32 tonnellate di inquinanti nocivi, ogni anno, ovvero, ciò che emettono 15 mila veicoli.

    Ottimo, si dirà, immaginiamo di vedere, da parte delle Istituzioni, un entusiasmo senza precedenti alla notizia sulla possibilità di poter contribuire alla diminuzione dell’inquinamento ambientale in maniera tanto pratica e, invece, Milano, che potrebbe trarre benefici anche dall’uso di questo asfalto, pure per tappezzare le pareti dei tunnel e che sarebbe più di ogni altra metropoli italiana interessata a sistemi atti a ridurre l’inquinamento, vista anche l’azione incisiva in tal senso del Governatore della Lombardia Formigoni, è la città che utilizza meno l’asfalto fotovoltaico e, quando l’ha fatto, a Segrate, in via Matteotti e via Morante e nel tunnel di via Porpora, pur avendo avuto benefici da quest’opera, non s’è visto, da parte degli Amministratori, alcuno entusiasmo.

    Cosa sarà successo? Cosa non ha alimentato aspettative di fronte ad un’opera che di fatto, alla lunga, si finanzierebbe da sola? I costi eccessivi? Macchè, è dimostrato, 10.000 mq2 di quest’asfalto son costati 100 mila euro, oltretutto ben spesi anche per un’altra ragione, visto che questo asfalto coprente si usura tre volte meno di quello tradizionale e, dunque, richiede ridotta manutenzione. E, allora cos’è accaduto? Sembra troppo alla portata di mano la lotta efficace contro l’inquinamento? Paura delle novità, senza parlare del delirio di quell’amministratore lombardo che non utilizzerebbe questo asfalto per il colore diverso da quello tradizionale…..

    Oppure, è più semplice e, soprattutto più eclatante per la gente,l’impressione che fa bloccare il traffico, periodicamente o affidarsi alle targhe alterne, soluzione che, oltretutto non serve a nulla, bombardandoci con una propaganda poco convincente circa l’opportunità di cambiare l’auto con una Euro 4 e domani una Euro 5 e poi una 6 e così via, insomma, ogni due anni cambieremo auto!

    Ma chi davvero comanda in Italia?
    All’estero, Londra, San Francisco e Shangai in testa, utilizzano entusiasticamente l’asfalto fotocatalitico, tutto Made in Italy, al punto che, quando si progetta la strada si fa il conto di quanto asfalto di questo tipo occorra per realizzarla, con indubbi e palpabili conseguenze positive sull’ambiente e da qui, capiamo sicuramente che a comandare, all’estero, è il buon senso…. In Italia, invece, non abbiamo ancora capito chi davvero comanda, ma chissà, nello specifico, un’idea ce la stiamo già facendo…..

    816

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Blocco trafficoMondo autoMotori auto
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI