Assicurazioni Auto: così diminuiranno i premi

Assicurazioni Auto: così diminuiranno i premi

il settore RC Auto in Italia è cresciuto in netta controtendenza con quella che è sempre stata la crescita economica del nostro Paese, che negli anni dal dopoguerra è aumentata sempre di più nelle regioni settentrionali, seguita da quelle centrali e sempre meno nelle regioni meridionali ed il settore della Responsabilità civile auto, in fatto di raccolta premi

da in Assicurazione auto, Mondo auto
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    assicurazioni auto

    Un tempo il settore della RC Auto era un fiume sempre in piena alimentato da continui nuovi affluenti che ne aumentavano di anno in anno la portata.

    Basti pensare che negli anni compresi fra il 2000 ed il 2007 si è assistito ad un aumento della raccolta premi che ha rasentato il 30%, ma già sul finire di quel settennato si registrò una live flessione assestatasi nell’1%, segno tangibile che qualcosa stava lentamente cambiando.

    C’è anche da dire che il settore RC Auto in Italia è cresciuto in netta controtendenza con quella che è sempre stata la crescita economica del nostro Paese, che negli anni dal dopoguerra è aumentata sempre di più nelle regioni settentrionali, seguita da quelle centrali e sempre meno nelle regioni meridionali ed il settore della Responsabilità civile auto, in fatto di raccolta premi, prendendo sempre spunto dal periodo 2000/2007, è cresciuto nel Meridione del 43,8%, nel Centro Italia, del 32% e nel Nord Italia del 18%; una situazione questa che ha aggravato e non poco l’economia del Mezzogiorno soffocata dai maggiori costi, da quello del denaro fino, appunto, alle coperture assicurative.

    Il “ segreto “ sta in un libro

    Ma tutto ciò potrebbe non verificarsi più nei prossimi anni e dove non sono riusciti i governanti a rendere omogeneo il tessuto sociale dell’intera nazione, potrebbe riuscire la nuova tecnologia grazie alla quale dovremmo essere sempre meno esposti ad esborsi assicurativi che dovrebbero assestarsi, a parità di profilo, in premi più o meno similari da una regione ed un’altra del Paese, da nord a sud dell’Italia.

    A dircelo il riscontro dei dati che scaturiscono da una ricerca condotta da Antonio Coviello, ricercatore presso l’Istituto di ricerche sulle attività terziarie del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (Irat-Cnr) e docente di Marketing assicurativo nella Seconda Università di Napoli, pubblicata nel volume ‘L’utilizzo delle tecnologie avanzate nel settore assicurativo’ (Giappichelli editore), che è presentato a Roma presso la sede centrale del Cnr (p.le Aldo Moro, 7) ieri.

    Perché dovrebbero diminuire i premi assicurativi

    Il libro presentato individua in alcuni strumenti tecnologici avanzati quali, (GPS per il posizionamento, GPRS/GSM per la trasmissione, accelerometri elettronici ad alta precisione) e dei nuovi servizi internet based. La possibilità di creare un profilo assicurativo personalizzato alle esigenze del cliente studiato sulla base di parametri quali percorrenze per km, tipo di strada, notte/giorno e dinamica dei sinistri, rilevati dalla ‘Clear Box’ montata sull’auto, riducendo il peso dei parametri standard quali età, residenza e sesso.

    Ciò significa minori frodi e dunque un premio che, epurato dai costi scaricati sull’assicurazione, rappresentati da truffe e illeciti spesso compiute da frange malavitose, risulti più basso a tutto ristoro degli assicurati.

    Le conseguenze del fenomeno fraudolento

    La dimostrazione di quanto asfissiante sia la presenza dei delitti patrimoniali perpetrati nei confronti delle assicurazioni ce lo danno i dati ISVAP 2007; 2,54% del numero dei sinistri, per un importo di 289 milioni di euro, pari al 2,27% del valore complessivo dei risarcimenti e all’1,59% sui premi. Un’incidenza molto differenziata a livello territoriale, che tocca punte quali quella della provincia di Napoli – dove rappresenta il 15,18% dei sinistri, il 12,88% dei risarcimenti e l’8,82% dei premi – contro Milano e Firenze dove raggiunge in numero lo 0,89% e lo 0,6-0,8% di risarcimenti e premi.


    L’inefficienza delle strutture liquidative e la distribuzione dei prodotti assicurativi

    “Tale fenomeno determina a sua volta l’inefficienza delle strutture liquidative, particolarmente nell’Italia meridionale, limitando anche la crescita del mercato dell’e-insurance (la distribuzione innovativa dei prodotti assicurativi e finanziari )”, prosegue Coviello. Il numero totale dei ‘punti di contatto per la liquidazione dei sinistri’ sul territorio nazionale, al 31 dicembre 2007, è sceso a 5.227 con una riduzione del 3,8% rispetto al 2006, toccando nell’Italia meridionale il -5,1% rispetto all’Italia centrale (-4,8%), settentrionale (-3,7%) e insulare (-0,2%). Ne consegue l’aumento del numero medio di utenti serviti da ciascun “punto di contatto”, passato a 9.011 veicoli rispetto a 8.513 nel 2006 (6.624 del 2003). Anche in tal caso l’area geografica con i rapporti più elevati resta l’Italia meridionale, 12.861 veicoli circolanti per ogni “punto di contatto”, e la Campania , dove si sfiorano i 20 mila veicoli. Inevitabilmente, anche il carico medio di sinistri per addetto è cresciuto, a livello nazionale, da 799 nel 2006 a 778 nel 2007 (carico di lavoro maggiore per la Campania : 1.450), con intuibili ricadute negative sulla qualità del servizio.

    Il quadro assicurativo emergente

    A sua volta, anche l’indicatore sinistri-reclami evidenzia nel 2004–2007 una netta differenza fra l’Italia settentrionale, pari nel 2007 a 1.318,2 (dunque in miglioramento rispetto ai 1.158,3 del 2004), rispetto all’Italia meridionale: 216,7 contro i 232,1 nel 2004. I provvedimenti ingiuntivi emessi dall’Isvap hanno riguardato per 2.031 casi, pari all’88,8%, violazioni delle norme sui tempi di liquidazione dei sinistri, per un importo complessivo di 26 milioni di euro.

    La certezza di un miglioramento dei rapporti assicurazione-assicurato

    L’e-insurance è quindi l’occasione per le imprese italiane di ripensare le strategie di business”, conclude il ricercatore, “per accrescere tempestività ed esaustività delle informazioni ed efficienza ed efficacia della gestione. Solo gli investimenti in tecnologie sulle strutture organizzative e di controllo permetteranno di cogliere le opportunità generate dalla ripresa del mercato finanziario unico europeo”.

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