Auto Blu: patente per gli autisti senza decurtazione di punti

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un’auto blu

C’è bufera in ambito alle applicazioni ad litteram del Codice della Strada in Italia quando si tratta di coinvolgere i nostri rappresentanti della politica; perché, laddove vi potesse essere una parvenza di equità, chiaramente se estesa a tutti, nell’emendamento “grappino”, dal nome del noto liquore del Nord Est Italia, voluto dalla Lega al fine di consentire a chi ha avuto ritirata la patente, di raggiungere il luogo di lavoro alla guida del proprio mezzo.

Dove si stenta un po’ a non inorridire è di fronte a quell’emendamento proposto dal Senatore Cosimo Gallo del PDL che vorrebbe la riforma al Codice della Strada prevedendo che gli autisti di auto blu possano detenere una patente speciale e dunque al riparo anche dalle pene accessorie che prevedono la decurtazione di punti, già previsti dall’art. 126-bis.

Insomma, se tale emendamento dovesse trovare attuazione, sindaci, prefetti, Presidenti di Provincia, Regione e via, via, fino alle più alte cariche dello Stato, potrebbero invogliare gli autisti delle loro auto blu a pigiare sull’acceleratore tanto, si sa, le multe potrebbero farle annullare per improcrastinabili esigenze di servizio e per l’addetto alla guida del mezzo nessuna limitazione sarebbe prevista alla sua patente.

“E’ una norma su cui abbiamo manifestato una forte contrarieta’”, spiega il senatore Marco Filippi, capogruppo del Pd in commissione Lavori Pubblici, perche’ “e’ ambigua” e puo’ essere interpretata in maniera “particolarmente estensiva e odiosa”. Si poteva, ad esempio, restringerla “solo ai presidenti di Camera e Senato e al massimo a quelli delle regioni”. Certo, “abbiamo detto no, ma quando poi si tira fango nel ventilatore ci si macchia tutti” e certe norme ” danno il sapore” di privilegio “per la casta, una cosa che ci ferisce particolarmente”.

Per fortuna, osserva Filippi, siamo riusciti a far introdurre un comma che affida al ministro dei Trasporti la responsabilita’ di definire aspetti e modalita’ del rilascio di questa patente.

Certo è che spesso si fa un bel dire immaginando la casta dei nostri politici per i quali in determinate circostanze non esistono semafori rossi, limite di velocità e dubitiamo molto che il singolo autista resista dalla tentazione di mandare a quel Paese il suo illustre passeggero pur di rimanere ligio alle norme del Codice della Strada, perché, quante volte è davvero necessario per un esponente politico infrangere le regole alla stregua dei mezzi di soccorso in servizio per una vera ragione che giustifichi una guida quasi da pirata della strada?

Lun 03/05/2010 da Giuliano

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Giovanni 4 maggio 2010 08:58
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LA LEGGE ITALIANA HA DIMOSTRATO CHE NON E’ UGUALE PER TUTTI MA SOLO I PIU’ FESSI SONO TENUTI A RISPETTARLA

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4 maggio 2010 10:08
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Mi faro’ anch’io una legge ad personam, voglio andare a 130 km/h in citta’ :-) .

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Giuliano Cosimetti 7 maggio 2010 12:28
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Abbiamo toccato il fondo….

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