Auto Blu, una fila lunga migliaia di chilometri

Auto Blu, una fila lunga migliaia di chilometri
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    Possiamo essere fieri, in Italia abbiamo un primato, che ,se anche nessuno ci invidia, sempre di primato si tratta, abbiamo una “catasta” di auto blu, 97 volte più alta dell’Everest….

    Tante sono le auto blu del nostro Paese che, messe in fila, una dietro l’altra, coprirebbero una distanza pari a quella che separa Roma da Madrid. E non parliamo del colore prescelto dagli italiani per le loro auto, ma di vetture in uso ai privilegiati uomini di potere in Italia, ovvero la casta dei politici di casa nostra e, quando parlavamo di primati la ragione era che nel 2005 si contavano 198.256 vetture blu, mentre in Francia se ne contavano 65.000, in Inghilterra 58.000, in Germania meno di 50.000 e nel 2007, nonostante i proclami di tagli e risparmi sulla spesa pubblica, le auto blu sono addirittura triplicate, con quasi 580.000 vetture oggi in giro.

    Nonostante, infatti, il nostro debito pubblico, degno di un Paese del Terzo Mondo, spendiamo qualcosa come 20,7 miliardi di euro, per le auto blu, di cui 18 solo per mantenere la pletora di autisti, pedaggi, e rifornimenti vari….

    Addirittura, due anni fa si gridò allo scandalo a seguito della notizia secondo la quale, in una regione i Presidenti della giunta e del Consiglio Nazionale, potevano usufruire dell’auto, dell’autista e di tutti i privilegi afferenti, per i 5 anni immediatamente successivi alla cessazione delle funzioni; ovvero, il cittadino li manda a casa senza più confermarli e loro continuano a pesare sulle sue spalle, anche se, per onestà, questa norma è stata successivamente cancellata dai nuovi insediati e c’è persino chi ha utilizzato l’auto blu per andare in viaggio di nozze, salvo poi rischiare la galera per averlo fatto, comunque in carcere non c’è andato.

    Ogni Ministero ha un numero infinito di quest’auto non proprio blu, visto che oggi si preferisce il grigio scuro, ma da lì, la fiumana di auto si diparte per diventare un rivolo imprecisato nei vari Enti Locali dove non è stato neanche possibile quantizzarle con precisione per il semplice fatto che non esiste neanche un censimento preciso.

    Se si escludono le auto di servizio alla Guardia di Finanza, per fare un esempio e nel 2005 erano 8.489, al solo Ministero dell’Economia e delle Finanze e solo a Roma, si contano 25 auto blu di uso esclusivo ai vari personaggi della politica e 460 di uso non esclusivo, ovvero pronte per il politico che la richiede al momento e tutti con tanto di autista, “pronto all’uso”.

    E che auto, poi…. Mercedes e Audi si sprecano, anche perché nel 1994 una Direttiva autorizzò l’entrata delle auto straniere nel parco delle auto blu, ma i politici non si fanno mancare SUV, berline lussuose, supercar come Maserati e ci sono regioni che hanno approvato l’acquisto, di colpo, di ben 12 supercar che comprendeva una Lancia Thesis 3.2 V6 24 modello Emblema, un’Alfa Romeo 166 24V Luxury con 10 altoparlanti hi-fi, una Lancia Thesis 3.0 con interni in pelle e superaccessoriata e altre che in soli 5 mesi di insediamento, nel 2005, è riuscita a spendere 37.000 euro di benzina, 20.000 per manutenzione ordinaria, 3.000 di lavaggi per le 76 auto blu destinate a giunta, presidenti di commissione e a qualche dirigente.

    Insomma, un filo conduttore lega la prima e la seconda Repubblica, in fatto di malcostume e tutto, sulle spalle dei cittadini a cui si negano spesso i diritti mentre, un’auto blu, come si è visto, non si nega mai a chi, a qualunque schieramento appartenga, si fregia, a volte per un periodo limitato, altre per l’eternità, del titolo di rappresentante del popolo di turno e….. io pago!

    Foto: L’Espresso

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