Auto ecologiche: alimentate con la grappa

Pare che finalmente sia stata inventata la fonte energetica rinnovabile del futuro dei trasporti. Non è il vento, né l’acqua o le biomasse. Questa è davvero originale, non la indovinerete mai: parliamo della grappa. Tanto nessuno sottoporrà mai il motore all’etilometro. La grappa è l’ingrediente segreto aggiunto al carburante tradizionale dai conducenti di autobus in Veneto. Non chiedeteci come hanno fatto a scoprirlo, e soprattutto a chi e perchè è venuta in mente l’idea di provar a ubriacare il serbatoio.
Sta di fatto che l’”invenzione” non è una bufala e sicuramente avrà un seguito. Gli sperimentatori hanno scoperto che i residui delle vinacce nel gasolio hanno una funzione simile a quella del filtro antiparticolato: riducono le emissioni nocive emesse dai carburanti tradizionali, in particolare le polveri sottili PM10.
Le vetture che possono beneficiare di questa piccola “magia” montano vecchi motori da Euro 0 a Euro 5 e non devono essere sottoposte ad alcuna modifica tecnica per ottenere questi risultati ecologici. Dopo la stravagante scoperta, la Regione Veneto ha deciso di finanziare la ricerca, per rendere il colpo di genio alla portata di tutti.
Per sei mesi, da marzo ad agosto, i pullman dell’ACTV di Venezia andranno “a grappa” e più precisamente utilizzaranno la miscela D7, prodotta da Magigas, e gasolio.
L’esperimento è stato battezzato “Clean Venice” e se avrà successo, vedrà la conversione di tanti altri motori inquinanti in auto ecologiche stravaganti. I prossimi, come ha annunciato l’amministrazione locale, saranno i vaporetti.








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Commenti (30)
Solo in veneto potevano usare la snappa come carburante, un litrozzo per il sebatoio e un cicchetto per l’autista…grandi!
ha ragione l’autrice dell’articolo… avremo motori non più inquinanti in auto ecologiche stravaganti… che più stravagante della benzina alla grappa non c’è..
ma che non ne senta altre.. adesso facciamo la grappa per i nostri motori.. ridicoli!!!
caro Marco Fur non si dice snappa, ma sgnappa… e poi è vero… quando soprattutto fa tanto freddo, un cicchetto all’autista non fa male!!
già costa la grappa buona un occhio della testa, se poi dobbiamo farci pure il pieno quanto ci verrebbe a costare??
nome e cognome di quello che ha avuto così tanto tempo libero per pensare a sta cosa…
ma il bello è che la Regione Veneto ha finanziato questa ricerca.. per me questo è grave e ridicolo..
ma pensate se dovesse andare in porto una cosa del genere.. la “Clean Venice” potrebbe essere il futuro
ma che odore avrebbero le emissioni delle auto?? sanno di grappa??? e poi possiamo utilizzare la grappa alla mela, o solo quella bianca???
ahahah… ora diamo il vizietto al motore delle auto dell’alcool… oggi andiamo a mela, domani a liqirizia, conforme il tempo… ahahha
a me piacerebbe tanto sapere come hanno fatto a capire che la grappa ha una funzione di filtro antiparticolato
vero pure a me..perchè per arrivare a questo, devono aver per forza fatto degli esperimenti, e mi piacerebbe sapere i risultati prima di parlare..
io vedo già quelli moto dietro ad una macchina che va a grappa e che respirano … saranno tutti ubriachi e poi incidenti..
posso capire il biocarburante derivato dalle piantine coltivate, posso capire tante altre stramberie, ma questa di alimentare le auto con la grappa proprio no..
ma io da quello che ho capito, hanno mescolato la grappa con la benzina normale… e da li l’invenzione del “Clean Venice”
invece di “Clean Venice” lo dovevano chiamare “Ubriaco Venice”"… e i vaporetti… poveri pesciolini..
figurati se a venezia andranno a finire vaporetti alimentati a grappa… ma per piacere siamo seri..
ma che cos’è la Magigas con cui hanno prodotto la miscela D7 per i pullman dell’ACTV..
per una sera, uno che non sapeva che fare , ha voluto fare il piccolo chimico ed ecco l’invenzione della “Clean Venice”..
dovrebbero tutti lasciare che gli esperti di settore facessero le varie invenzioni e ne studiassero i vari casi, e non il primo che capita..
quello che non capisco è come possa la Regione Veneto finanziare ed approvare la “Clean Venice”… ma non si rendono conto della barzelletta che stanno diventando??
io penso che se la Regione Veneto ha deciso di finanziare la “Clean Venice” è perchè di vede un futuro e un potenziale
non penso che alla Regione Veneto ci siano solo sprovveduti.. io penso che è giusto sperimentare la “Clean Venice”..
se la “Clean Venice” si dovesse rilevare una cosa utile, ben venga la scoperta..
hai ragione, in caso contrario invece, la regione Veneto potrebbe sempre dire: “ci abbiamo provato”!! bravi comunque..
ogni possibile scoperta per farci abbandonare l’oro nero, è sempre ben accetta.. vedremo i risultati della “Clean Venice”..
aspettiamo agosto per poter vedere se la “Clean Venice” sarà veramente la scoperta dell’anno oppure l’ennesima bufala all’italiana..
esatto, per me la “Clean Venice” sarà l’ennesima bufala all’italiana, fatta da persone che non sanno dove buttare i soldi dei contribuenti
utile anche sapere che se dovesse andare in porto la “Clean Venice”, questa invenzione potrebbe essere sfruttabile su qualsiasi motore…
Potrebbe sembrare una barzelletta dell’attore e comico veneziano Lino Toffolo, però la notizia è seria. Dai sottoprodotti della lavorazione del vino, tecnicamente dei rifiuti speciali, è stato infatti ottenuto un additivo (il Magigas D7) che sembra capace di dimezzare le emissioni di PM10 di motori datati, ante Euro 4 ed Euro 5, senza modifiche agli automezzi. L’efficacia sarà ora verificata nel corso di una sperimentazione voluta e finanziata dalla Regione Veneto, che interesserà per un periodo di sei mesi, da marzo ad agosto, l’intera flotta di autobus dell’Actv in servizio al Lido di Venezia. L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Balbi dall’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, dal vicepresidente di Actv Claudio Bertolin, accompagnato dal direttore di esercizio Elio Zaggia, da Giovanni Torracchi amministratore delegato di Magigas e da Stefano Biondi presidente di Envicon, la società che fornirà l’additivo e le apparecchiature di misurazione finalizzate a verificare in continuo la riduzione degli inquinanti nei gas di scarico.
“Siamo convinti che la politica del fare, delle azioni positive”, ha sottolineato Chisso battezzando il progetto Clean Venice, “possa dare risultati molto più significativi di quella dei semplici divieti. La Regione ha finanziato la sperimentazione con 100 mila euro sulla scorta di una prima positiva verifica sull’additivo D7 effettuata dal Centro ricerche della Commissione Europea Jrc di Ispra, in provincia di Varese, su autobus Iveco Euro 0 e Euro II”. In quella occasione”, ha aggiunto, “è stata riscontrata una riduzione delle emissioni di particolato comprese tra il 21 e il 69 per cento; questo significa che l’emissione specifica di un autobus equipaggiato con motore Euro 2 che circola in area urbana, responsabile mediamente dell’emissione di PM10 pari a 0,55 grammi per chilometro, potrebbe ridursi a 0,18 g/km. Se i risultati confermeranno i test di prova, si potrà pensare ad estendere l’utilizzo di gasolio adittivato negli autobus con motori di vecchia generazione in attesa della loro naturale sostituzione”.
La sperimentazione interesserà un arco temporale con significative variazioni climatiche. I controlli sulle emissioni saranno effettuati con apparecchiature mobili posizionate sui mezzi stessi, in modo da permettere un monitoraggio costante in tutte le situazioni operative. I 30 autobus in servizio al Lido di Venezia percorrono 2.400.000 km l’anno, con un consumo medio di 43,5 l/100 km di gasolio, quindi con un consumo totale di circa un milione di litri l’anno. L’operatività circoscritta al territorio dell’isola permetterà un’analisi precisa del comportamento dei mezzi alimentati in una prima fase con gasolio commerciale e quindi successivamente con gasolio miscelato con additivo D7. Previsto anche un calo anche degli ossidi di azoto (dal 5 al 10 %) e degli idrocarburi incombusti (-25 %). La raccolta dei dati e la certificazione dei risultati ottenuti sarà affidata in continuità al Centro di Ricerca della Commissione Europea di Ispra e all’Arpav.Alla sperimentazione collabora anche l’Università di Venezia. A metà del periodo di prova verrà presentata una relazione intermedia sui risultati ottenuti.