Auto ecologiche: novità dall’Unione Europea

Arriva dall'Unione Europea una ricetta per combattere le emissioni nocive come da programma UE

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    Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l’industria e l’imprenditoria, presenterà mercoledì un piano d’azione per ridurre le emissioni nocive come previsto dagli obiettivi adottati a livello comunitario. Secondo quanto stabilito nel 2007 entro il 2050 le emissioni di CO2 prodotte dal parco vetture europeo dovranno essere ridotte dell’85%-90%. Un obiettivo alquanto ambizioso, sorretto da un programma a due binari: da una parte lo sviluppo delle nuove tecnologie (auto ecologiche ibride, elettriche, alimentazioni alternative, etc.), dall’altra l’ecologizzazione del motore a combustione tradizionale.

    Il tutto con uno sguardo alla politica dei prezzi e agli incentivi su domanda e offerta. Entro il 2030, secondo le previsioni, i veicoli in tutto il mondo arriveranno a toccare la soglia degli 1,6 miliardi, mettendo ancora di più in pericolo l’equilibrio dell’atmosfera.

     

    Per questo sarà importante la collaborazione tra consumatori e autorità, per far decollare i nuovi settori della motorizzazione pulita.

    Il commissario UE ha tracciato un percorso a prima vista organico. L’imposizione di limiti più restrittivi abbraccia più livelli di inquinamento (riduzione dell’impatto del sistema di condizionamento sull’energia, inquinamento acustico, etc.) mentre gli incentivi continuano a fungere da anabolizzanti per il mercato impigrito dalla crisi auto, spronando ricerca e sviluppo a portare avanti la frontiera tecnologica nei settori dell’auto elettrica e dell’auto a idrogeno.

     

    La ricetta anti-inquinamento coinvolge la Banca Europea degli Investimenti (Bei), fonte dei necessari strumenti finanziari che staranno alla base di iniezioni ad hoc, “mirate, non discriminatorie, limitate nell’entità e nel tempo”.