Auto Elettrica: già un secolo fa era un bolide

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    Una Detroit Electric Car del 1915 a propulsione elettrica

    Correva l?anno 1.899, un anno importante per il mondo delle quattro ruote, si pensi che la Fiat pose la sua prima pietra proprio allora ma, stavolta se ci interessiamo a quel lontano periodo è per un?altra ragione dovuta al fatto che nel 1899 un?auto condotta da Camille Janatzy, pilota dell?epoca,superava un record storico al tempo, i 100 km/h di velocità massima, fatto che potrebbe dire ancora poco se non per un altro motivo di più; l?auto in questione era? elettrica.

    E se si considera che all?epoca tutto si poteva temere meno che l?inquinamento ambientale, l?idea che un?azienda come la Detroit Electic Cars, costruttrice del prototipo che per prima abbattè il muro dei 100 chilometri orari, si potesse cimentare nella realizzazione di vetture che sfruttavano propulsori elettrici è ancor più sbalorditivo, forse che agli albori dell?auto qualcuno pensava che più del motore a scoppio valesse la batteria che alimentava un motore utilizzato alla stregua di un frullatore? Forse, fatto sta però, che l?azienda prestigiosa dopo un periodo di successi, rassegnò le armi a favore di un?industria automobilistica tradizionale che ebbe il sopravvento.

    Ma è di questi giorni la notizia secondo la quale la China Youngman Automotive Group e la californiana Zero Air Pollution, hanno in animo di riprendere il lavoro della Detroit Electric Cars laddove era stato dimesso l?antico lavoro, per realizzare una grande industria che addirittura dal 2009 intenderebbe realizzare bus e auto elettriche e commercializzarli in tutto il mondo.

    Ma perché si arrestò l?antica fabbrica di auto elettriche dell?epoca? Non si sa, forse per la congiuntura più favorevole al tempo verso le auto alimentate a benzina per via del basso costo dei carburanti e di una coscienza ecologica che non poteva di certo essere accolta oltre un secolo fa. Eppure, clienti d?eccezione della Casa americana di auto elettriche furono personaggi che solo col proprio seguito avrebbero potuto dare smalto all?azienda, si pensi a Thomas Edison, inventore del fonografo, ovvero di quello che diventò poi il giradischi, ma anche di John Rockfeller e persino della moglie di Henry Ford che, probabilmente con spirito di contraddizione tutta femminile nei confronti del marito, non volle avere per sé una diffusissima Ford modello T. Ma c?è di più, la pubblicità dell?epoca sbandierava che le auto elettriche prodotte dall?azienda avevano una autonomia di esercizio di 130 chilometri e una velocità massima di oltre 32 km/h .

    Eppure, dopo i periodi d?oro della Casa americana, che arrivò a produrre fino a 1.500 vetture elettriche all?anno per qualche periodo, sull?azienda calò un?ombra che ne decretò la fine .Oggi, a distanza di un secolo da allora, si vuole fare resuscitare il glorioso marchio e con esso la possibilità di produrre veicoli elettrici, ibridi ed ad idrogeno al punto che pare certa la produzione di un autobus di 12 metri di lunghezza, elettrico e due berline con lo stesso propulsore opportunamente adattato entro un anno da oggi, fatto che richiederà l?apertura di nuovi stabilimenti che i cinesi avrebbero già progettato.

    Corsi e ricorsi storici, quello che ieri sembrava del tutto obsoleto, oggi viene salutato come una novità.