Auto incastrata a Como: fiducia cieca nel navigatore della Volvo V40

Un guidatore segue alla lettera le istruzioni del navigatore e rimane incastrato in un passaggio non percorribile

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    Auto incastrata a Como: fiducia cieca nel navigatore della Volvo V40

    Non servono grandi titoli accademici per leggere le avvertenze che la totalità dei sistemi di navigazione forniscono a chi guida: fare sempre riferimento alla segnaletica stradale. La disavventura capitata domenica 6 novembre a un malcapitato turista lombardo in quel di Carate Urio, oltre l’ilarità dell’episodio dell’auto incastrata, porta alla considerazione di una fiducia cieca nelle indicazioni dei sistemi di bordo dei veicoli. Nel dettaglio, la Volvo V40 è finita in via De Cristoforis, strada effettivamente percorribile per un tratto, prima di sfociare in un passaggio pedonale, con tanto di gentili gradini. Ma, soprattutto, un evidente restringimento della strada, tale da far intuire immediatamente a un guidatore più attento che il navigatore, nel caso specifico, si è sbagliato clamorosamente.

    Sono servite 5 ore di intervento dei Vigili del fuoco per liberare la Volvo V40 rimasta bloccata, con notevoli danni alla carrozzeria, com’è facile immaginare. E la giustificazione riportata dal guidatore alle forze dell’ordine – posto che sia la verità – che si sono trovate di fronte all’insolita situazione, ovvero, che la colpa è da attribuire al navigatore, a guidarlo là dove il passaggio era chiaro non fosse quello corretto, mette ancor più l’accento sulla necessità di un’analisi critica delle indicazioni fornite dai sistemi di bordo.

    Affidarsi ciecamente alle istruzioni dell’auto è il peggior viatico verso l’automazione. Guidare resta una cosa seria e andrebbe fatto con una capacità di analisi superiore ai suggerimenti dell’elettronica. In questo caso del navigatore. Un occhio alla segnaletica sarebbe stato più che sufficiente per evitare i danni subiti dall’auto.

    Fonte immagini: Quicomo.it