Autostrada, il Codacons attacca l’ANAS

Il Codacons attacca l'ANAS per la volontà di quest'ultima di volere costruire nuovi tipi di caselli in autostrada e di imporre nuovi pedaggi

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    casello autostrada

    Anas vuole un nuovo sistema di riscossione del pedaggio. Meno di una settimana fa, il presidente ANAS, Ciucci, ha affermato che la costruzione di nuovi caselli e l’imposizione di nuovi pedaggi è un atto dovuto, in quanto previsto espressamente dalla legge. Ma non è la sola novità, per quel che riguarda il traffico autostradale. Ciò che ha colpito l’opinione pubblica, ma non solo, è stata la notizia di imporre il pagamento in modo automatico, prelevando l’intestazione del veicolo telematicamente.

    Un nuovo modo di intendere il pedaggio in autostrada, senza caselli con barriere ma con corsie dove fare registrare il passaggio del proprio veicolo. A questa novità, si è aggiunta la volontà di fare pagare il pedaggio anche sul cosiddetto GRA, il grande raccordo anulare che cinge la città di Roma. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Codacons, per bocca del suo presidente, Carlo Rienzi, afferma che i nuovi pedaggi dovranno rispettare il principio europeo che afferma che “chi usa, paga”.

    In pratica, se i nuovi principi italiani non rispetteranno quelli europei, ci saranno nuovi ricorsi da parte delle associazioni dei consumatori. Il Codacons attacca ancora, affermando che i cittadini italiani sono subissati da una miriade di tasse, proprio per pagare le infrastrutture. Non è tollerabile, dunque, fare pagare due volte i cittadini, prima coi tributi e poi coi pedaggi. Perciò, se non verrà rispettato il principio di proporzione, imposto dalla UE, secondo il quale “chi paga, usa”, i nuovi pedaggi saranno di nuovo impugnati.

    Il presidente Codacons, Rienzi, a proposito del GRA, conclude dicendo che i nuovi caselli ed il pedaggio, con tutta l’implementazione di strumentazioni elettroniche necessarie, per questo tratto di raccordo, non faranno altro che aumentare i costi di costruzione, i quali non saranno ammortizzati neanche in 20 anni.