Autostrade: e se non pagassimo più il pedaggio?

Autostrade: e se non pagassimo più il pedaggio?

Il motivo del blocco nell’esazione dei pedaggi da parte dei concessionari, è semplice, mentre si lascia la gente a fare lunghe file di chilometri, a seconda delle stagioni, si consentono stress inauditi e perdite di tempo incommensurabili, gli Enti concessionari delle Autostrade ritengono del tutto normale pretendere il pagamento del pedaggio, oltretutto cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni rispetto al passato

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    E’ provocatoria, ma al contempo interessante, la presa di posizione di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “ Tutela dei Consumatori” di Italia dei Valori, quando afferma, seccamente, che il Governo dovrebbe intervenire bloccando l’esazione dei pedaggi nelle Autostrade, almeno fino a quando non si eliminano i cantieri lungo la rete viaria.

    Certo, sarebbe un bello stimolo per i concessionari delle Autostrade a dare impulso ai lavori di ultimazione che spesso durano decenni e si protraggono fra un progetto ed un altro, stato di avanzamento sempre procrastinato e perizie di varianti continue.

    Il motivo del blocco nell’esazione dei pedaggi da parte dei concessionari, è semplice, mentre si lascia la gente a fare lunghe file di chilometri, a seconda delle stagioni, si consentono stress inauditi e perdite di tempo incommensurabili, gli Enti concessionari delle Autostrade ritengono del tutto normale pretendere il pagamento del pedaggio, oltretutto cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni rispetto al passato.

    Ma quello che più sbalordisce, di fronte all’immobilismo da una parte nella realizzazione di grandi opere pubbliche come appunto sono le autostrade e la corresponsione di un pedaggio che sembra ignorare questo malcostume tutto italiano, è l’altra evidenza, ovvero, che le autostrade sono state per lo più costruite negli anni 60/70 a spese dello Stato e oggi si consente a pochi, quando invece i grossi investimenti furono realizzati a spese della collettività, di fare profitti enormi e non solo, non esiste alcuna concorrenza fra i diversi concessionari dei tratti autostradali, di fatto agendo loro in un regime che se non è di monopolio è almeno di oligopolio.

    Se poi una volta tanto volessimo guardare all’Europa intera, cui ad ogni decisione dobbiamo per forza interfacciarci, scopriamo una altra realtà; primo, le nostre tariffe sono le più care del Vecchio Continente, secondo, che le autostrade tedesche, sicuramente migliori delle nostre, sono gratuite! A parere dell’Associazione dei Consumatori in questione, sarebbe più logico che per lo meno l’introito dei pedaggi andasse allo Stato che di fatto ha investito nella realizzazione delle opere e dal quale ci si aspetterebbe, per lo meno, un’assenza di quella speculazione rispetto a quanto possa avvenire con i concessionari, non foss’altro perché di opera e servizio pubblico pur sempre si parla.

    Per queste ragioni, Giovanni D’AGATA, componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori chiede al Governo di attuare il blocco ad interim dei pagamenti dei pedaggi autostradali per le autostrade in concessione i cui cantieri non siano stati interamente completati nonché per quelle a pieno regime in attesa che vengano riparametrati i pedaggi autostradali rapportandoli alla effettiva redditività delle concessionarie mediante criteri che tengano realmente conto del capitale investito.

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