Autovelox: sviluppo della prova senza pubblico ufficiale

Autovelox: sviluppo della prova senza pubblico ufficiale

Nella violazione delle norme sui limiti di velocità accertata con strumento omologato, il momento essenziale dell'accertamento è quello del rilevamento fotografico, cui deve necessariamente presiedere un organo di polizia

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    In base al contenuto della convenzione, stipulata tra il Comune e l’azienda privata produttrice e manutentrice dell’apparecchiatura elettronica di rilevamento della velocità, il giudice di pace accoglieva il ricorso dell’automobilista e annullava il verbale di accertamento elevato per violazione dell’art. 142 comma 8° del codice della strada.

    Il giudice, dalla lettura del contratto, sosteneva sussistente l’affidamento completo ad un privato delle fasi di regolazione e impostazione dell’autovelox, sia della rilevazione dell’infrazione, sia, infine, della disponibilità del supporto fotografico e dell’attività di stampa e sviluppo. Di conseguenza annullava la multa per violazione dell’art. 345/IV regolamento d’esecuzione del codice della strada, in quanto questa norma impone che siano gli organi di polizia (artt.

    11 e 12 c.d.s.) ad avere la gestione diretta e l’immediata disponibilità degli strumenti di misurazione della velocità, onde assicurare ai cittadini l’imparzialità nella irrogazione delle sanzioni.

    Ma la decisione del giudice di merito non è stata condivisa dalla Cassazione civile (sentenza n. 13387 del 10 giugno 2006), che l’ha annullata, rinviando la causa ad altro giudice di pace.
    La suprema Corte ha invece sostenuto che:
    1) la sorveglianza e l’assistenza tecnica di un operatore privato non limitano o escludono la gestione e la disponibilità delle strumentazioni da parte dell’agente di polizia, che inoltre tali attività ne garantiscono una maggiore efficienza funzionale;
    2) ai fini della legittimità dell’accertamento è essenziale la corrispondenza tra il negativo della prova fotografica e le circostanze di tempo, di luogo e di fatto (tipo, marca e modello di veicolo, targa, velocità, eccetera) sussistenti al momento della violazione, mentre sono irrilevanti:
    — la modalità con cui è stato organizzato il servizio rilevamento e accertamento del limite di velocità ;
    — l’assenza del pubblico ufficiale alle fasi di sviluppo e stampa della prova, purché questi sia stato presente al momento della rilevata infrazione.

    La sentenza degli ermellini si inserisce in un contenzioso seriale che ha avuto alterne vicende, quindi non preclude pronunzie opposte o comunque più orientate verso l’interpretazione data dal giudice di San Giorgio La Molara.

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