Benzina: costa ma non a causa del petrolio

Sul prezzo della benzina alla pompa le Compagnie petrolifere si difendono rammentandoci che non è solo il costo del greggio ad incidere sul prezzo della benzina, ma la cosiddetta quotazione Platts relativa ai prodotti raffinati

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    Pompe benzina

    Quando assistiamo alle oscillazioni del costo del petrolio, guardando i prezzi al barile confidiamo in una diminuzione del prezzo dei carburanti alla pompa per poi essere smentiti dall?evidenza che la benzina al distributore costa, quando va bene, sempre allo stesso prezzo, quando va male, aumenta pure.

    Ma allora che c?azzeccherà una volta tanto il costo del greggio al barile? C?azzecca ma non troppo, lo dimostra lo sciopero di questi giorni dei benzinai che le speculazioni da parte delle Compagnie petrolifere sono tali e tante da aver fatto irrigidire gli operatori del settore, i consumatori e lo stesso Governo che dalla diatriba non riesce a venirne fuori.

    Ma da parte loro le Compagnie petrolifere si difendono rammentandoci che non è solo il costo del greggio ad incidere sul prezzo della benzina, ma la cosiddetta quotazione Platts relativa ai prodotti raffinati. E così in un periodo in cui la comunicazione è divenuta l?essenza stessa del nostro vivere quotidiano, ammettiamo che in pochi sapevamo che per sperare in un abbassamento del costo della benzina al distributore non dovevamo andare ad inseguire i costi del petrolio al barile ma la quotazione Platss che è il prezzo generato dalla benzina rilevato da un?agenzia indipendente basata a Londra espreso in dollari per tonnellata, che viene elaborate sulla base del rapporto domanda-offerta.

    Questa quotazione, aggiunta all?evidenza che a dire delle Compagnie Petrolifere noi in Italia abbiamo una rete distributiva inadeguata, troppi pochi self service, troppi impianti, che fanno si che la benzina da noi costi un 10% in più che altrove, sono le costanti che incidono sul prezzo alla pompa.

    Ma c?è chi s?è voluto prendere la briga di non considerare il prezzo dei carburanti solo sulla base del costo al barile di petrolio, ma andando a sciorinare tutti i dati della quotazione Platts per i prodotti raffinati. L?ha fatto Federconsumatori, l?importante Associazione dei Consumatori, una di quelle che i petrolieri criticano perché generano nell?utente false speranze disattese dai fatti? e sorprendentemente si è visto che, anche tenendo conto della quotazione Platts, la speculazione operata dai petrolieri non manca mai?.

    Vediamo il lavoro fatto dalla Federconsumatori e capiamo dove sta l?inghippo; la benzina (quotazione Platts), il 16 giugno, costava 736 Dollari alla tonnellata, pari a 40 centesimi di Euro al litro. Al distributore, i prezzi consigliati in media si attestavano a circa 1,30 Euro al litro. In questi giorni, con il cambio Euro-Dollaro sempre a 1,40, il Platts viene quotato attorno a 615-620 Dollari alla tonnellata, ciò comporta una riduzione del prezzo dai 40 centesimi appena citati a 33 centesimi di Euro al litro, con una diminuzione, quindi, di 7 centesimi al litro. Ma – spiega l’Associazione – di questi 7 centesimi, non vi è alcuna traccia nella vendita al dettaglio! Infatti, la benzina viene venduta a prezzo consigliato di 1,31 Euro al litro (anche se, per la verità, nella maggior parte dei distributori, viene venduta a 1,33-1,34 Euro al litro) con un prezzo, cioè, ancora più alto di quello precedente, portando, quindi, ad una vera e propria speculazione di almeno 8 centesimi.

    Le conclusioni a questo punto, traetele voi?.