Benzina: perché in Italia è così cara? Tasse, IVA, accise: scopriamone di più

Benzina: perché in Italia è così cara? Tasse, IVA, accise: scopriamone di più
da in Prezzo benzina
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19/08/2015 10:53

    Perché in Italia la benzina è così cara

    Perché in Italia la benzina (o il gasolio) è così cara? questa è una delle domande più gettonate, la classica domanda da un milione di dollari. Perché nonostante che il prezzo del barile di petrolio sia in continua discesa, in Italia il costo del carburante è così elevato? Nel corso dell’ultimo anno infatti il prezzo del barile di petrolio è passato dai cento dollari, a quasi cinquanta dollari, possiamo dire quindi che si sia dimezzato. Congiuntamente al prezzo del petrolio oscillano i costi di molti altri prodotti, perché il petrolio è un elemento impiegato nella loro produzione: fra questi ci sono i carburanti per il trasporto, come la benzina e il gasolio che vengono ottenuti dalla distillazione del petrolio greggio. Però in Italia il prezzo dei carburanti ha avuto solo una lieve flessione, proviamo a capire perché.

    Caro benzina

    Una ragione per la quale il prezzo di benzina e gasolio rimane sempre elevato, è perché molti produttori di questi carburanti comprano un prodotto con contratti “futures”, si tratta quindi di contratti in cui si compra la merce, si prevede la consegna ma il pagamento viene effettuato in seguito, secondo le condizioni che vengono dettate dal venditore usando prezzi vigenti nel momento dell’affare. Facendo così i produttori si assicurano la merce utilizzando un prezzo fisso, non curandosi quindi delle piccole oscillazioni quotidiane del greggio. Tuttavia l’andamento del prezzo industriale della benzina segue quello del prezzo del petrolio greggio.

    Questo non basta per dare una spiegazione chiara sulla ragione per cui il prezzo della benzina non scende di così tanto. Per analizzare meglio la questione bisogna innanzitutto fare una separazione tra il costo industriale della benzina e il prezzo finale. Il prezzo industriale è quello a cui i produttori decidono di vendere la benzina, una volta considerati i costi di produzione e di trasporto. Il secondo è quello che effettivamente le persone pagano quando vanno a rifornirsi presso i distributori. Purtroppo in Italia la differenza tra questi due prezzi è decisamente elevata, il prezzo industriale è circa 0,562 euro al litro, in linea con la media europea (0,561); il prezzo finale invece è oggi circa 1,649 euro al litro. Per fare un confronto in Spagna il prezzo finale si aggira intorno a 1,3 euro al litro e in Francia arriva a un massimo di 1,560.

    In Italia la maggior parte delle cause di un prezzo finale così alto è dovuto alle accise e soprattutto dell’IVA. Per chi non lo sapesse, le accise sono un tipo particolare di imposta che colpisce un bene nel momento in cui viene consumato, e gravano sul prezzo finale per 0,728 euro, più dell’intero prezzo industriale. L’IVA, al 22 per cento, invece grava sul prezzo finale per 0,293 euro. Per quanto riguarda il gasolio, la situazione è sostanzialmente la stessa, anche se le accise sono leggermente più basse. Nel caso del GPL (gas di petrolio liquefatti), invece, accise e IVA sommate consistono in meno della metà del prezzo totale. Per la benzina il prezzo al netto delle imposte, quello industriale, corrisponde a circa la metà del totale delle imposte. Nell’ultimo anno, le accise sulla benzina sono scese: prima risultavano in 0,731 euro per litro.

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