Bertone: prossima acquisizione?

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Chi si ricorda la Bertone, la gloriosa carrozzeria finita in amministrazione controllata che ha visto alternarsi tante vicende economiche negative fino al punto di ridursi a consegnare i registri contabili in tribunale nonostante le numerose offerte di acquisizione provenivano all’azienda.

Ma le cose per la Bertone o meglio per i suoi eredi, signora Lilly Bertone in testa, le cose potrebbero cambiare e soprattutto per le maestranze che stanno pagando la grave situazione finanziaria dell’azienda. Da quando a prendere le redini della storica carrozzeria potrebbe essere la Keplero di Domenico Reviglio insieme ad un’azienda austriaca la Ti-Cam che si occupa della realizzazione di impianti industriali.

La Keplero vorrebbe acquisire la Bertone per ampliare le proprie ricerca nella produzione di veicoli commerciali leggeri alimentati a GPL , scooter e city car, oltre a varie vetture ecologiche.

Per la Bertone la proposta di Domenico Reviglio potrebbe essere interessante perché oltre a disfarsi di un’azienda con tutti i problemi annessi e connessi, riuscirebbe a reimpiegare i dipendenti che potrebbero in pochi anni tornare al lavoro in un numero di non meno di 500 unità circa.

Ven 01/05/2009 da Giuliano in , ,

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John 24 agosto 2009 11:02
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Articolo tratto dal portale Indymedia Piemonte al link:

http://piemonte.indymedia.org/article/5569

BERTONE: FIAT HA COMPRATO UN “FERROVECCHIO”

In una relazione riservata inviata ai 3 Commissari di Carrozzeria Bertone Spa (Prof. Avv. Stefano Ambrosini, Avv. Vincenzo Nicastro e Dott.  Giuseppe  Perlo) la sconcertante rivelazione: “ … Bertone vale poco o niente … è un ferrovecchio …Bertone è tecnicamente morta il 31  dicembre del 2005” … “”.

“Carrozzeria Bertone è tecnicamente morta il 31  dicembre del 2005″ … alla  fine  del  2005,  quando  andò  in   esaurimento l’ultima  delle  commesse “storiche” di  Carrozzeria  Bertone (la  Commessa  Opel Astra  Cabrio) avendo integralmente  perso il  proprio  capitale  sociale,  gli organi  della  società avrebbero  dovuto  deliberare lo  scioglimento della  società per  sopravvenuta impossibilità di conseguire l’oggetto  sociale. Invece proseguirono  indisturbati  sino al 2000…”
E’ quanto  è  scritto in  una relazione  riservata inviata  ai  3 Commissari  Straordinari  di  Carrozzeria  Bertone  Spa  in AS  (Prof. Avv. Stefano Ambrosini, Avv. Vincenzo Nicastro e Dott.  Giuseppe  Perlo) e  per   conoscenza  al P.I.  del  Tribunale  di  Torino Dott.  Premoselli.  Nel  documento è  indicata l’azione  cautelare  da  promuovere nei  confronti  degli  amministratori di  Carrozzeria  Bertone e  la  richiesta  di  sequestro  conservativo per l’importo  di 44.572.893,00  di Euro, contro Ermelinda  Cortese ved. Bertone, Dott.ssa Barbara  Bertone, Dott.  Michele  Blandino, Arch. Marie  Jeanne Bertone, Dott.  Vincenzo Tutino, Avv. Vito Truglia, Lilli Bertone e  Dott.  Reviglio (tutt’ora  ancora in  corso  un’indagine  penale a  carico  degli  ultimi  tre).
 
La  crisi della  Bertone però  ha  radici  ancor  più lontane. Prosegue  la  relazione:
“…la  crisi  di  Carrozzeria  Bertone  ha  radici  lontane e  risale agli anni  immediatamente successivi  alla  morte del  fondatore  Nuccio  Bertone (avvenuta  nel  1997)  nel  corso  dei  quali  si  registra una  drastica riduzione  del  fatturato  della  società. Al  riguardo  basti  pensare che  nel  corso  dell’esercizio  1999 la  gestione  caratteristica di Carrozzeria  Bertone ha  registrato  perdite per  oltre  55 miliardi  di  Lire (a  fronte  degli  8,8 miliardi dell’esercizio 1998 e  dei  6,7  miliardi dell’esercizio  1997) a  cui  si  è  accompagnato un  esubero di  circa  700 operai e  40  impiegati (pari  circa  alla  metà  dei  dipendenti che  allora  erano  in  forza alla  società).  In  tale  difficile contesto i  soci  dell’allora  Carrozzeria  Bertone  decidono  di  “mettere  in  salvo” il  cospicuo  patrimonio  immobiliare della  società  conferendo in una newco (che  prenderà  il  nome  di  Carrozzeria  Bertone)  tutta la  rischiosa  attività operativa e  lasciando  invece  in  capo  alla  società  conferente (che  muterà  la  propria  denominazione  in  Bertone  Spa) l’intero  patrimonio immobiliare. E’  l’iniziio della  crisi di  Carrozzzeria  Bertone … le  ricadute di  atle  tipo  di  gestione non  hanno  tardato  a  manifestarsi. A  partire  dal  1997 la  società  infatti  non  è  più  riuscita,  salvo  marginalissimi lavori  di  verniciatura ed  ingegneria e  la  micro  commessa MINI COOPERS (per  sole  2000  unità a  fronte di  un  break-even point  di  circa  30.000) ad  acquisire  nuove  commesse. In  questo  lunghissimo arco  temporale  di  10  anni,  Carrozzeria  Bertone è  stata gestita per  anni  sulla  base  di  mere  aspettative (nei  fatti  puntualmente disattese) e  con la  cieca  ed  irrazionale fiducia che  “la  strategia  di aspettare  gli  eventi” (questa  l’espressione usata da  Barbara  Bertone nella  lettera  indirizzata  ala  madre del  6.12.2007) potesse portare miracolosamente con  sè  qualche  nuova  opportunità di  lavoro… l’organo  gestorio  della  Bertone  Spa  (originariamente  composto dalla Fam.  Bertone,  madre  e  figlie) ha  omesso  di assumere iniziative,  dapprima finalizzate ad  impedire la progressiva  inattività della  Carrozzeria e,  successivamente, ad  evitare che  tale  inattività fosse  portata ad  estreme  conseguenze non  attivandosi, malgrado  delibere in  senso  contrario, per  promuovere  procedure  concorsuali,  con  relativo  danno  per  la Capogruppo …”.
Ma voi   direte: “che ce frega a noi … Bertone se l’è comprata FIAT. Dove sta il problema?”
Infatti non c’è alcun problema. Anzi. Plausi a Marchionne e Board che han messo a segno un’altro colpo gobbo. Un’ affare coi controfiocchi.
Il Dott.  Fabrizio Torchio,  consulente  incaricato  dalla Procedura (sulla  base  delle  ricostruzioni  contabili e  osservazioni svolte  personalmente e da  alcuni  soci  di  minoranza come la  Fam. Gracco De  Lay) ha  osservato circa le  pesanti  svalutazioni delle  immobilizzazioni materiali da  operare:
“In Bertone e Carrozzeria Bertone …la  gran  parte dei macchinari risulta  di  dubbia servibilità,  fatti  salvi l’impianto  di  verniciatura, quello  di  traslazione  delle  schocche e  la  centrale  termoelettrica…  il  valore delle  attrezzature site  nel  capannone deve  con ogni  probabilità considerarsi pari  al  prezzo del  metallo  recuperabile…”.
 
Meno  male  che nel board di FIAT siede pure  Mr. Ratan  Tata. Come si suol dire a Bombay non van mai disprezzati i “ferri vecchi” (almeno non mancherà    la  materia prima per le acciaierie di Mr. Tata).
 
 

(*) Tata è il multimiliardario indiano che  controlla Tata Motors e  Tata Group, che  s’è  comprato Jaguar  e  Land  Rover. Aveva fatto pure lui un pensierino a Bertone  Spa  e Carrozzeria  Bertone  Spa  ma quando i suoi consulenti gl’han esplicato i valori degli assets ha cambiato subito idea). Mr. Tata è proprietario anche di Tata Steel (una delle acciaierie più importanti del pianeta).

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