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Bugatti ce lo insegna, l’auto adesso si prova quasi esclusivamente al computer

Bugatti ce lo insegna, l’auto adesso si prova quasi esclusivamente al computer

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    Chi ormai non conosce la Bugatti Veyron e chi non è al corrente delle eccezionali potenzialità di quest’auto, grazie ai suoi 1001 cavalli che la rendono fra le macchine più potenti al mondo. Quello che forse non tutti sanno è che,la Veyron, tecnologicamente parlando, è tanto avanzata da fare un po’ da apripista a tutte le vetture prodotte in questo millennio, ciò grazie al larghissimo uso dell’elettronica, più di quanto avvenga in ogni altra auto, ma quello che, forse, non si sapeva del tutto, era l’esistenza dell’ICT, ovvero il service provvider T-Systems.

    Tale dispositivo consente di testare, ancor prima di essere prodotto definitivamente, il mastodontico propulsore di questa supercar, prima di essere collaudata sul circuito di Nurburgring e ciò significa, per il produttore, enormi risparmi di risorse ed economici, insomma, è possibile provare l’auto al computer senza ricorrere, ogni qualvolta si intenda modificare o aggiornare qualche particolare della meccanica, a costosissimi prototipi, il tutto consente, con la realtà virtuale, anche l’accorciamento drastico dei tempi di esecuzione dei test, che, oltretutto, risultano sempre più attendibili di un tempo, rispetto alle prove in pista.

    Con l’ICT, è anche possibile verificare l’affidabilità del treno motore prima di poggiare l’auto sulle quattro ruote, stessa cosa per quanto riguarda il sistema frenante, sollecitandolo ai massimi livelli e constatando le reazioni all’affaticamento, senza aver prodotto, ancora, neanche un disco freno, idem per sospensioni e organi di direzione. Tale avanzatissima tecnologia gioca un ruolo basilare nella costruzione di nuovi modelli e non riguarda solo la Bugatti, tenuto conto del grado sempre più sofisticato di componenti elettronici che sono entrati, a partire dalla fine del secolo scorso, nell’auto; ciò vuol dire che la messa a punto di nuovi modelli deve, per forza di cose, richiedere test sempre più aggiornati i cui costi sarebbero davvero proibitivi per le Case automobilistiche se venissero condotti solo ed esclusivamente in pista, oltre che meno attendibili degli stessi test effettuati al computer.

    Cosicche, mediante un simulatore chiamato HIL, è possibile riprodurre anche guasti seri constatando le reazioni dell’auto quando a questa si sottraggono, appositamente, pezzi meccanici importanti simulando evenienze accidentali e, sicuramente, persino impossibili; un esempio, come frena una Veyron lanciata ad altissima velocità, se annulliamo il freno motore? Cosa accade alla vettura se si frena, si sterza e, contestualmente si accelera? condizione quest’ultima impossibile da testare “in vivo”, proprio per l’incompatibilità di due azioni uguali e contrarie se attuate allo stesso momento, a queste prove si aggiungono altri test, a volte persino….. bizzarri, tutti contraddistinti da una grande improponibilità a che si verifichino realmente, ma ugualmente indispensabili per mettere su strada modelli potentissimi, ove l’affidabilità e la sicurezza dovrà essere essenziale.

    Il tutto simulando alla perfezione il circuito reale ma, ribadiamo il concetto, con la sola realtà virtuale. Oltretutto, così facendo, in aggiunta ai costi più che dimezzati per eseguire le prove, si evitano impagabili sacrifici di vite umane, rappresentate dai piloti che avrebbero dovuto eseguire dal vivo prove pericolose ed estenuanti come alcune di quelle già accennate.

    Tutto ciò, sarà reso ancor più possibile,man mano che diventerà sempre più moderno e sofisticato il sistema T-Systems del quale la Bugatti sta traendo, già da adesso, enormi vantaggi.

    Certo, le prove delle auto avvolte, spesso, da tutto un alone di suggestiva emozione, con i nuovi sistemi verrà sempre di più destituita di quell’ardore che contraddistingueva una corsa di un prototipo in circuito dietro il rombo dei suoi motori ancora “imballati” e imprecisi, al di là del quale, spesso, si trinceravano capannelli di curiosi e appassionati pronti a carpire dallo stridore delle ruote, dalle derapate delle auto, dalle accelerazioni brucianti dei prototipi, i piccoli, grandi segreti che si agitavano dietro i box meccanici dei circuiti di prova delle Case automobilistiche.

    Ma, delle due l’una, o usiamo le moderne tecnologie per vivere meglio, o dovremo rassegnarci a modelli futuri parzialmente affidabili, da un lato, pronti a sacrificare, a volte, qualche vita fra coloro che sarebbero preposti, al posto del computer, alla prova su strada di potenti future vetture. E, dunque, se chiediamo aiuto al progresso avanzato, per farci vivere meglio, dovremo pure rinunciare a qualcosa, anche se questo qualcosa era ciò che ci faceva trepidare di emozione, sacrificato, ormai, sull’altare della perfezione.

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