Carburanti: ieri i prezzi più bassi del 2008

Carburanti: ieri i prezzi più bassi del 2008

Il prezzo di benzina e gasolio cala, per fortuna, ciò significa poter beneficiare di una diminuzione anche dei costi delle merci e dei prodotti finiti acquistati in negozio, si tratta di vedere se siamo di fronte a singole diminuzioni o se in futuro potrebbero essercene delle altre

da in Mondo auto, Prezzo benzina, Sciopero benzinai
Ultimo aggiornamento:

    Pompe

    Il 2008 più di quanto accaduto negli anni scorsi è stato quanto mai funestato, complice l’aumento dei prezzi del petrolio, da prezzi impossibili dei carburanti e, dunque, fa piacere apprendere che ieri si sono registrati i prezzi alla pompa più bassi rispetto a quanto di fatto accaduto in questo difficile anno.

    Infatti si sono registrate diminuzione dell’ordine dei 4 e 50 fino a 5,90 centesimi di euro in meno rispetto soltanto ad una settimana fa e parrebbe, anche stando dietro alle parole che provengono dal ministero dello Sviluppo Economico, che è ancora possibile assistere ad una diminuzione dei prezzi.

    Non mancano i toni polemici provenienti dall’Unione Petrolifera che raggruppa in quattro punti l’andamento dei prezzi di benzina e gasolio facendo rilevare quatto segue:

    1) I prezzi dei carburanti seguono nella loro dinamica gli andamenti dei corrispondenti prodotti raffinati scambiati sui mercati petroliferi internazionali le cui tendenze non sempre coincidono con quelle del greggio e vanno valutate su un periodo di tempo significativo che non è quello della singola settimana o giorno;

    2) Dai picchi di luglio ad oggi la riduzione della benzina a livello è stata pari a 20 centesimi euro/litro, a fronte di un calo di 22,4 centesimi euro/litro del prezzo interno (al netto delle tasse). Nello stesso periodo il gasolio è diminuito di 23 centesimi contro i 24,5 del prezzo interno (al netto delle tasse);

    3) Dai picchi di luglio ad oggi, il prezzo al consumo (quindi comprensivo delle tasse) della benzina è diminuito di quasi 27 centesimi euro/litro, quello del gasolio di circa 30 centesimi; di questi, 12-14 centesimi sono stati tagliati nelle sole ultime tre settimane;

    4) Dall’inizio dell’anno ad oggi il cosiddetto “stacco” europeo (che misura la differenza tra il prezzo medio italiano e quello europeo) sia per la benzina che il gasolio ha presentato valori costantemente in discesa. In particolare, il 13 ottobre tale valore per il gasolio ha toccato il minimo storico con 1,5 centesimi euro/litro. Ciò vuol dire che gli altri Paesi europei hanno ridotto i loro prezzi meno di quanto accaduto in Italia.

    C’è anche da dire che se si assistesse ad una ulteriore diminuzione dei prezzi dei carburanti, soprattutto in Italia, potremmo anche beneficiare di una diminuzione dei prezzi al dettaglio delle merci, il motivo è stato più volte ribadito; in una nazione i cui trasporti si fanno per lo più su gomma, il poter beneficiare di una diminuzione dei carburanti consentirebbe alle aziende di acquistare merci a prezzi più bassi perché gravati meno dall’onere altissimo dei costi dei trasporti.

    Ma c’è di più, uno dei motivi, speculazione a parte, per cui abbiamo sempre avuto prezzi al dettaglio più alti che altrove non è soltanto attribuibile all’’euro, ma anche alla mancanza in Italia di ogni forma energetica che non fosse ricavata dal greggio. Ne è conseguito che sia l’industria manifatturiera che il commercio sono stati sempre costretti a riversare sul cliente finale i costi derivanti dalla lavorazione dei prodotti, loro stoccaggio, a parte i già citati trasporti, ogni qualvolta si fosse dovuto ricorrere al petrolio; ovvero, sempre!

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