Caro carburanti: le Associazioni insistono per il taglio delle accise

Caro carburanti: le Associazioni insistono per il taglio delle accise

Ancora una volta sotto la lente di ingrandimento finiscono i rincari della benzina venduta in questi giorni alla pompa a 1,30 euro; “Si tratta di una speculazione del tutto ingiustificata - denunciano Adusbef e Federconsumatori

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    Tornano a far sentire la loro forte voce le Associazioni dei Consumatori sui continui rincari del prezzo dei carburanti.

    Ancora una volta sotto la lente di ingrandimento finiscono i rincari della benzina venduta in questi giorni alla pompa a 1,30 euro; “Si tratta di una speculazione del tutto ingiustificata – denunciano Adusbef e Federconsumatori – dal momento che, è vero che il costo del petrolio è lievemente salito, ma è del tutto compensato dall’attuale quotazione in rialzo dell’euro.

    Come al solito, inoltre, ad ogni minimo rialzo del costo del petrolio, ecco che i prezzi della benzina automaticamente si impennano, mentre non avviene mai il contrario. A questa insopportabile velocità della luce con cui si ritoccano al rialzo i prezzi dei carburanti – continua la nota delle Associazioni dei Consumatori – si aggiunge una intollerabile, ed ormai endemica, differenza del prezzo dei carburanti che va dai 3 ai 5 centesimi al litro in più rispetto ai paesi europei. A causa di queste maggiorazioni, infatti – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – ogni automobilista, solo per costi diretti, dovrà far fronte ad una maggiore spesa di 144 euro l’anno”.

    Non manca da parte di Federconsumatori e Adusbef l’esortazione rivolta al Governo affinché intervenga nel ridurre o ancora meglio stroncare le speculazioni che immancabilmente si riverberano sulla filiera della distribuzione e auspicando anche una vera e propria liberalizzazione delle vendite dei carburanti chiamando in causa anche la grande distribuzione. Oltretutto, secondo l’Adoc, a quasi un anno dalla promessa del Governo di intervenire sul ritocco delle accise e del blocco dell’IVA sui carburanti nulla è ancora avvenuto fino adesso.

    “Oggi l’Istat ha registrato un crollo delle vendite dei prodotti alimentari del 5,6% – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – Un calo che è diretta conseguenza delle speculazioni sul costo dei carburanti, che fanno salire il prezzo finale dei prodotti alimentari.

    Inoltre, sul prezzo finale dei carburanti gravano anche tasse tra le più alte d’Europa”.

    Ma quali dovrebbero essere in concreto gli interventi da parte della Classe Dirigente italiana; si parla di un ritocco di circa 20 centesimi in meno sul costo alla pompa della benzina il che significherebbe in media un risparmio per gli italiani nell’ordine di poco meno di 200 euro all’anno non soltanto per effetto del risparmio sui carburanti consumati ma anche per la filiera delle merci che da tale taglio dei costi di benzina e gasolio troverebbero ristoro per almeno ulteriori 200 euro circa all’anno così come il taglio delle vecchie accise porterebbe ad un risparmio di circa 360 euro per i possessori di auto a benzina.

    “Sul prezzo finale dei carburanti gravano anche, per oltre il 50%, le tasse, accise e Iva – continua Pileri – molte delle accise furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Con un taglio delle accise chi possiede un’auto a benzina spenderebbe in media 360 euro in meno su base annua, mentre con un’auto a gasolio si risparmierebbero 180 euro l’anno.”

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