Citroen Mehari: nata dalla contestazione giovanile

Nata quarant'anni fa in piena contestazione giovanile la Citroen Mehari

da , il

    Citroen Mehari

    Turbolenti natali quelli della Citroen Mehari, nata nel 1968 in Francia in piena contestazione giovanile e che si va a collocare in un ambito quello della borghesia medio alta per lo più invisa dai contestatori ma che in fondo sono uniti da un elemento della simpatica fuoristrada, il motore, lo stesso montato sulla 2 CV utilizzata proprio da molti appartenenti a quelle frange di rivoluzionari.

    Detto ciò, in breve tempo la vettura costruita con carrozzeria in plastica che tende a scolorirsi al sole, macina terreno fra cigolamenti vari e a volte scomodi molleggi delle sospensioni che si portano in giro un corpo vettura slabbrato e un po’ più ingombrante.

    “Bestiale” il nome e la sua origine, passato dall’originale Donkey, ovvero asino, al poi utilizzato Mehari, una razza di dromedari. La Mehari pesa poco più di mezza tonnellata ma riesce a sopportare un peso di carico che è quasi lo stesso del peso complessivo dell’auto, si accede a bordo senza agire sulle portiere ma solo su due catene laterali, ha capote in tela che quando piove non riesce a riparare l’abitacolo che però non si allaga mai perché dispone di particolari condutture che scaricano fuori l’acqua. In ambito ai motori, la Mehari sfrutta le potenzialità di un bicilindrico di 600 cc. di cilindrata in grado di erogare 33 cavalli di potenza raffreddato ad aria con cambio a quattro marce e trazione anteriore.

    Ma così era la prima Mehari, le ultime, costruite sul finire degli anni settanta hanno trazione integrale, freni a disco e portiere. La Mehari, il cui ultimo modello fu venduto ben 21 anni fa, fu prodotta in quasi 150.000 esemplari, niente male per un’auto il cui utilizzo era quanto mai di nicchia.