Crisi dell’auto: così ci ha cambiato profondamente dentro

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Crisi economica

La crisi ha cambiato i costumi di tutti gli abitanti della terra, o meglio, di quelli che sono vissuti nel benessere fino a ieri, per gli altri, crisi o non crisi, il presente ed il passato e, chissà, forse anche il futuro è sempre stato nero. In Italia la crisi economica ha avuto i suoi risvolti negativi nel sistema economico complessivo, quella poi abbattutasi sull’auto ha di fatto sconquassato tutto un sistema e persino una sorta di cultura che ha finito per riverberarsi sull’intero modus vivendi della popolazione.

La coscienza ecologica ha avuto il sopravvento

Non si tratta però di sole spinte ecologistiche che pure hanno avuto il loro peso in certe scelte nell’ambito delle quattro ruote, ma di scelte condizionate dalle minori possibilità economiche del singolo e che hanno poi indotto i nostri connazionali a rivolgersi e districarsi fra mezzi pubblici, due ruote, non per forza a motore o, più semplicemente, sulla forza muscolare delle due gambe.

Meno soldi, meno auto!

Si è trattato ed ancora si tratta della necessità imperante di trascurare l’auto, intendendo con questo trascurarne il suo utilizzo per la semplice ragione che non si hanno più i soldi per provvedere al suo mantenimento. Una parsimonia forzata, insomma, ben riportata nel Rapporto Aci Censis 2009 e che ci palesa con dati incontrovertibili di come sia cambiato nell’ultimo periodo l’utilizzo dell’auto da parte degli italiani, il che si traduce in 600 km in meno percorsi nel 2008, ovvero, 13 automobilisti su 100 che hanno dovuto, forzatamente, lasciare la propria auto in garage nonostante questa funzionasse benissimo.

Cambia il trasporto collettivo e non solo

Intorno all’auto è avvenuto di tutto, non soltanto un utilizzo più consapevole dove la crisi dell’auto con tutti i risvolti negativi che l’hanno accompagnata è stata al contempo anche l’occasione per guardare all’automobile in maniera sicuramente diversa, ma si è anche assistito ad un modo di accostarsi alle quattro ruote che si è tramutato, in breve tempo, in un’esigenza richiesta ai costruttori di automobili affinché producessero auto più economiche anche nel mantenimento, che inquinassero meno e sprecassero sempre minori risorse.

E se la crisi dell’auto ed economica in generale con tutti i disastri che ha apportato poteva tradursi soltanto in un periodo di recessione reversibile dell’economia in generale, non si può di contro negare che è stata pure l’occasione giusta per noi opulenti occidentali, per guardare ai nostri comportamenti, spesso odiosamente antiambientalisti e spreconi; lo dimostra l’attenzione, che nel vortice della procella finanziaria planetaria, di noi italiani più attenti degli altri a rivolgerci ai carburanti alternativi, GPL e metano in testa, a dare impulso alla ricerca, in questo sono stati più bravi gli asiatici, nella realizzazione di auto ibride ed elettriche; in generale per studiare sempre di più soluzioni che in qualche modo potessero affrancarci dal petrolio e dai suoi derivati.

E’ cambiata la cultura intorno all’auto

Insomma, se la crisi dell’auto, per restare in tema, è stato un evento inaspettato, soprattutto per chi ha sempre chiuso gli occhi sul domani di un mondo che andava sempre di più ala deriva, la stessa crisi ci ha anche abituato ad un rapporto con l’auto sicuramente più maturo e consapevole rispetto ad appena un ventennio fa, una consapevolezza dei limiti rappresentati dall’auto quando si pensava dovesse entrare prepotentemente all’interno di tutte le attività umane, anzi… ci ha pure indotti a ritenere l’automobile, con i suoi limiti, coi suoi disastri di una guida scriteriata e quando le si è consentito di abbattere i confini con la natura, compresa la volta in cui si è considerata l’automobile alla stregua di un qualsiasi altro status Symbol e non per l’uso che se ne sarebbe dovuto fare.

Tutto ciò si traduce, come ben evidenziato dal 18 esimo Rapporto Aci-Censis dal titolo ” Da una congiuntura costruttiva ad una mobilità eco-compatibile ” in un accostamento finalmente più maturo nei confronti delle quattro ruote alla luce anche delle esigenze di una rinnovata cultura ambientale che è via, via scaturita nell’animo degli italiani.

Lo comprendiamo bene dalle risposte che gli stessi italiani hanno dato al sondaggio cui sono stati sottoposti a proposito della mobilità, sia urbana che extraurbana e che conviene attenzionare bene per scoprire se anche in noi, oggi, dopo quanto successo, è accaduta analoga trasformazione.

Come è cambiata la mobilità

1) Italiani che usano meno l’automobile rispetto a prima del 2008 sono il 13%
2) La percorrenza annua degli italiani, mediamente di 15 mila chilometri all’anno, è diminuita del 3,7%
3) Lo spazio alle moto è cresciuto del 9,6% e dell’8% querllo destinato alle bivi
4) E’ cresciuto l’utilizzo dei mezzi pubblici urbani del 7,9% e dell’8,2% per quanto attiene quelli extraurbani.

Di cosa hanno paura gli italiani

1) La velocità fa più paura al 59,3% degli italiani
2) L’alcol è ritenuto il killer più pericoloso sulle strade dal 59,1% degli italiani
3) Scende la percentuale di coloro che non allacciano le cinture di sicurezza, 19,2%
4) La pirateria stradale è l’altro spauracchio degli italiani alla luce del dato che conferma 214 casi di pirateria stradale verificatesi solo nel 2009 .

Giovani sempre a rischio

1) A commettere le infrazioni più pericolose che spesso si traducono in gravi incidenti stradali sono persone con un’età al di sotto dei 35 anni.
2) La percentuale di giovani che guidano sotto l’effetto dell’alcol è pari al 3,4%
3) A chiedere sanzioni più severe circa la trasgressione delle regoloe del Codice della Strada sono il 37% dei ragazzi intervistati.
4) Su cento giovani intervistati quasi 40 ritiene la guida “accompagnata” più sicura.

Vedremo in una prossima trattazione, scendendo in concreto nei numeri e nei dati, cosa ha comportato la crisi dell’auto per gli italiani.

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Pulcetta
Pulcetta 24 ottobre 2009 19:45
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E vorrei vedere se la crisi non cambiava anche i comportamenti degli italiani

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Zorro-Zorro
Zorro-Zorro 24 ottobre 2009 19:49
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Noi occidentali arroganti e sbruffoni a volte ci meritavamo questo castigo di dio per imparare qualcosa

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ringo
Ringo 24 ottobre 2009 19:50
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Forse se fossimo passati dal rispetto ambientale senza dover passare per queste forche caudine sarebbe stato meglio

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Gonzales
Gonzales 24 ottobre 2009 19:51
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Io credo che se non fosse intervenuta la crisi col piffero che divetavano più ecologisti

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Isabella bella
Isabella bella 24 ottobre 2009 19:54
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Spewriamo almeno che a crisi ultimata non si torni a considerare in quel modo distroto che ci caratterizzava fino a qualche tempo fa

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Davide 1986
Davide 1986 24 ottobre 2009 19:55
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Articolo completo e ben fatto coin un taglio anche economico, complimenti all’autore

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Alabama 24 ottobre 2009 19:56
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Dove non può la crisi arriva la coscienza ecologica

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Camry 24 ottobre 2009 19:57
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Le rime avvisaglie che qualcosa cambiava l’avevamo avute con la cannibalizzazione dei Suv da un po’ di tempo a questa parte

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Gilda 24 ottobre 2009 19:57
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Si ci voleva la crisi per farci riflettere sul ruolo che deve avere l’auto nel mondo

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Armando 24 ottobre 2009 19:58
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Non mi sorprende per nulla vedere che su 100 italiani 13 la usano molto meno visto i costi per mantenerla

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Startreck
Startreck 24 ottobre 2009 19:59
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ED INFATTI GLI INCENTIVI SERVONO APOCO DAVANTI A QUESTO ANDAZZO ECONOMICO MONDIALE

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Max
Max 24 ottobre 2009 20:00
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Senza parole e chi lo avrebbe pensato che giungevamo a tanto

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Lidiuzza 80
Lidiuzza 80 24 ottobre 2009 20:30
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Per essere sincera credevo che la percorrenza media degli italiani fosse addirittura più bassa

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Luciano
Luciano 24 ottobre 2009 20:31
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Ma se non abbiamo imparato nulla dalle guerre figuraresi da questa crisi

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giacomino giacomini
Giacomino giacomini 24 ottobre 2009 20:32
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Secondo me appena la crisi finirà davvero tutto tornerà ad essere come e più di prima

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supercar
Supercar 24 ottobre 2009 20:33
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C’è poco da fare l’uomo è una brutta bestia e le nuove generazioni non dfanno alcun affidamento

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gnocchetta
Gnocchetta 24 ottobre 2009 20:35
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A giudicare dalla folla che si registra negli autobus cittadini è proprio vero che siamo in piena crisi

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Camillo 24 ottobre 2009 20:35
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Anche io sono della stessa opinione prima viaggiavano pressocchè scarichi

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Enzino 24 ottobre 2009 20:36
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A proposito dei giovani scriteriati io non ho dubbi la causa principale dei sinistri è loro

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ULISSE 24 ottobre 2009 20:38
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ANCHE PER L’ALCOL PROVATER A VEDERE CHE AVVIENE IL SABATO SERA NELLE DISCOTECHE

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Fante 24 ottobre 2009 20:39
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Ma invece di invocare chissà che perchè non fanno osservare la legge?

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Cer 24 ottobre 2009 20:40
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E comew la fanno applicare se l’organico della Polizia Stradale è in costante diminuzione fra il dire e il fare ci sono di mezzo i soldi che non ci sono

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Velcro 24 ottobre 2009 20:40
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ma perchè nessuno di voi fa un cenno sulle nbostre strade che sono dei veri colabrodi pericolosissimi

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Tommaso 24 ottobre 2009 20:41
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Hai perfettamente ragione in un altro studio si faceva riferimento alla maggiore sinistrosità in città e certo guardate la condizione dei manti stradali delle metropoli italiane e rabbrividite

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Vix
Vix 24 ottobre 2009 20:43
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Anche io sono dell’avviso che se vogliamo diminuire gli incidenti dobbiamo avere pene più severe

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Alfiasud
Alfiasud 24 ottobre 2009 20:44
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Oggi con le auto sicure che ci sono di incidenti stradali non dovremmo più sentirne neanche parlarne

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Dandy
Dandy 24 ottobre 2009 20:45
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Si ma per sfruttare al meglio la nuova tecnologia dovremmo anche avere le strade adeguate cari miei

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rex
Rex 24 ottobre 2009 20:46
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Auto meno veloci, leggi più severe, strade adeguate questa la ricetta segreta per debellare la sinistrosità stradale

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Stefano71 30 ottobre 2009 12:03
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la crisi si sa ci ha buttati tutti giu’,si salvano solo quelli ricchi

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Leonardo 30 ottobre 2009 12:04
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per me che sono un operaio la crisi mi ha rovinato,lo stipendio e’ lo stesso di 10 anni fa!

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Marco 30 ottobre 2009 12:05
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a chi lo dici grasso che cola che arrivi a pagare le bollette in tempo e poi se hai dei figli che dio ci aiuti

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Giulio 30 ottobre 2009 12:05
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purtroppo e’ una realta’ che secondo me durera’ ancra per molto tempo,mettiamoci l’anima in pace

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Andrea 30 ottobre 2009 12:06
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io non capisco come fanno certe persone a permettersi auto come bmw o farsi 2 vacanze all’anno

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Davide 30 ottobre 2009 12:07
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secondo me e’ impossibile visti i costi che si devono sosternere tutti i mesi,rubano te lo dico io!

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Paolo 30 ottobre 2009 12:08
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anche secondo me non si spiega,io ho 2 figli eppure non posso permettermi il lusso nemmeno di andare a mangiar una pizza

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Luca 30 ottobre 2009 12:08
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comunque dipende molto dalla vita che uno ha,se si vogliono i soliti fronzoli che non servono a niente o se ci si accontenta

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Remo 30 ottobre 2009 12:09
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qui non si tratta di volere le cose supeflue,anche le attivita’ sono in crisi e di conseguenza il lavoro

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Luigi 30 ottobre 2009 12:10
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non me parlare io sono un idraulico che ha pochissimo lavoro proprio perche’ la gente non ha i soldi da spndere

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Sandro 30 ottobre 2009 12:10
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chissa’ come mai la crisi tocca solo a noi cittadini,mentre i politici continuano a fare la bella vita!

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Danilo 30 ottobre 2009 12:11
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questo e’ sempre stato e non cambiera’ adesso,i cittadini onesti sono quelli che ci rimettono sempre

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Cristian 30 ottobre 2009 12:11
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eppure tutti si lamentano della crisi ma io conosco persone che se ne vanno in vacanza almeno 2 volte all’anno!

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Felice 30 ottobre 2009 12:12
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l’unico settore che per il momento non e’ invaso dalla crisi e’ l’edilizia,le case continuano a spuntare come funghi

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Gabriele 30 ottobre 2009 12:13
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la crisi non si fermera’ facilmente fince’ ci sara’ ci ruba

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Giancarlo 30 ottobre 2009 12:14
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e di gente che ruba sia lo stato che i cittadini ce ne tanta,secondo me prima o poi scoppiera’ una rivolta!

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Ezio 30 ottobre 2009 12:14
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lo cred anche io perche’ ci sono troppe famiglie che non ce la fanno nemmeno con 2 stipendi

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Luciano 30 ottobre 2009 12:15
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purtroppo anche se uno volesse lavorare e’ difficile perche’ quasi tutti ormai cercano il part time o l’apprendista

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Alessio 30 ottobre 2009 12:16
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secondo me chi ha voglia di lavorare il lavoro lo trova,il problema e’ che spesso nemmeno ti pagano

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Giorgio 30 ottobre 2009 12:16
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anche questo e’ vero,quanti lavori si fanno e poi non vedi una lirae nemmeno li puoi denunciare perche’ quei pochi soldi se li prende tutti l’avvocato

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Carlo 30 ottobre 2009 12:17
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lo stato dovrebbe tutelarci e invece i politici continuano a prendersi un bello stipendio e se ne freganodei problemi

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Antonio 30 ottobre 2009 12:18
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come lo stato dice di essere in deficit?secondo me solo loro credono a queste stupidaggini

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