Crisi dell’auto: così ci ha cambiato profondamente dentro

Crisi dell’auto: così ci ha cambiato profondamente dentro

Tutto ciò si traduce, come ben evidenziato dal 18 esimo Rapporto Aci-Censis dal titolo ” Da una congiuntura costruttiva ad una mobilità eco-compatibile ” in un accostamento finalmente più maturo nei confronti delle quattro ruote alla luce anche delle esigenze di una rinnovata cultura ambientale che è via, via scaturita nell’animo degli italiani

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    Crisi economica

    La crisi ha cambiato i costumi di tutti gli abitanti della terra, o meglio, di quelli che sono vissuti nel benessere fino a ieri, per gli altri, crisi o non crisi, il presente ed il passato e, chissà, forse anche il futuro è sempre stato nero. In Italia la crisi economica ha avuto i suoi risvolti negativi nel sistema economico complessivo, quella poi abbattutasi sull’auto ha di fatto sconquassato tutto un sistema e persino una sorta di cultura che ha finito per riverberarsi sull’intero modus vivendi della popolazione.

    La coscienza ecologica ha avuto il sopravvento

    Non si tratta però di sole spinte ecologistiche che pure hanno avuto il loro peso in certe scelte nell’ambito delle quattro ruote, ma di scelte condizionate dalle minori possibilità economiche del singolo e che hanno poi indotto i nostri connazionali a rivolgersi e districarsi fra mezzi pubblici, due ruote, non per forza a motore o, più semplicemente, sulla forza muscolare delle due gambe.

    Meno soldi, meno auto!

    Si è trattato ed ancora si tratta della necessità imperante di trascurare l’auto, intendendo con questo trascurarne il suo utilizzo per la semplice ragione che non si hanno più i soldi per provvedere al suo mantenimento. Una parsimonia forzata, insomma, ben riportata nel Rapporto Aci Censis 2009 e che ci palesa con dati incontrovertibili di come sia cambiato nell’ultimo periodo l’utilizzo dell’auto da parte degli italiani, il che si traduce in 600 km in meno percorsi nel 2008, ovvero, 13 automobilisti su 100 che hanno dovuto, forzatamente, lasciare la propria auto in garage nonostante questa funzionasse benissimo.

    Cambia il trasporto collettivo e non solo

    Intorno all’auto è avvenuto di tutto, non soltanto un utilizzo più consapevole dove la crisi dell’auto con tutti i risvolti negativi che l’hanno accompagnata è stata al contempo anche l’occasione per guardare all’automobile in maniera sicuramente diversa, ma si è anche assistito ad un modo di accostarsi alle quattro ruote che si è tramutato, in breve tempo, in un’esigenza richiesta ai costruttori di automobili affinché producessero auto più economiche anche nel mantenimento, che inquinassero meno e sprecassero sempre minori risorse.

    E se la crisi dell’auto ed economica in generale con tutti i disastri che ha apportato poteva tradursi soltanto in un periodo di recessione reversibile dell’economia in generale, non si può di contro negare che è stata pure l’occasione giusta per noi opulenti occidentali, per guardare ai nostri comportamenti, spesso odiosamente antiambientalisti e spreconi; lo dimostra l’attenzione, che nel vortice della procella finanziaria planetaria, di noi italiani più attenti degli altri a rivolgerci ai carburanti alternativi, GPL e metano in testa, a dare impulso alla ricerca, in questo sono stati più bravi gli asiatici, nella realizzazione di auto ibride ed elettriche; in generale per studiare sempre di più soluzioni che in qualche modo potessero affrancarci dal petrolio e dai suoi derivati.

    E’ cambiata la cultura intorno all’auto

    Insomma, se la crisi dell’auto, per restare in tema, è stato un evento inaspettato, soprattutto per chi ha sempre chiuso gli occhi sul domani di un mondo che andava sempre di più ala deriva, la stessa crisi ci ha anche abituato ad un rapporto con l’auto sicuramente più maturo e consapevole rispetto ad appena un ventennio fa, una consapevolezza dei limiti rappresentati dall’auto quando si pensava dovesse entrare prepotentemente all’interno di tutte le attività umane, anzi… ci ha pure indotti a ritenere l’automobile, con i suoi limiti, coi suoi disastri di una guida scriteriata e quando le si è consentito di abbattere i confini con la natura, compresa la volta in cui si è considerata l’automobile alla stregua di un qualsiasi altro status Symbol e non per l’uso che se ne sarebbe dovuto fare.

    Tutto ciò si traduce, come ben evidenziato dal 18 esimo Rapporto Aci-Censis dal titolo “ Da una congiuntura costruttiva ad una mobilità eco-compatibile “ in un accostamento finalmente più maturo nei confronti delle quattro ruote alla luce anche delle esigenze di una rinnovata cultura ambientale che è via, via scaturita nell’animo degli italiani.


    Lo comprendiamo bene dalle risposte che gli stessi italiani hanno dato al sondaggio cui sono stati sottoposti a proposito della mobilità, sia urbana che extraurbana e che conviene attenzionare bene per scoprire se anche in noi, oggi, dopo quanto successo, è accaduta analoga trasformazione.

    Come è cambiata la mobilità

    1) Italiani che usano meno l’automobile rispetto a prima del 2008 sono il 13%
    2) La percorrenza annua degli italiani, mediamente di 15 mila chilometri all’anno, è diminuita del 3,7%
    3) Lo spazio alle moto è cresciuto del 9,6% e dell’8% querllo destinato alle bivi
    4) E’ cresciuto l’utilizzo dei mezzi pubblici urbani del 7,9% e dell’8,2% per quanto attiene quelli extraurbani.

    Di cosa hanno paura gli italiani

    1) La velocità fa più paura al 59,3% degli italiani
    2) L’alcol è ritenuto il killer più pericoloso sulle strade dal 59,1% degli italiani
    3) Scende la percentuale di coloro che non allacciano le cinture di sicurezza, 19,2%
    4) La pirateria stradale è l’altro spauracchio degli italiani alla luce del dato che conferma 214 casi di pirateria stradale verificatesi solo nel 2009 .

    Giovani sempre a rischio

    1) A commettere le infrazioni più pericolose che spesso si traducono in gravi incidenti stradali sono persone con un’età al di sotto dei 35 anni.
    2) La percentuale di giovani che guidano sotto l’effetto dell’alcol è pari al 3,4%
    3) A chiedere sanzioni più severe circa la trasgressione delle regoloe del Codice della Strada sono il 37% dei ragazzi intervistati.
    4) Su cento giovani intervistati quasi 40 ritiene la guida “accompagnata” più sicura.

    Vedremo in una prossima trattazione, scendendo in concreto nei numeri e nei dati, cosa ha comportato la crisi dell’auto per gli italiani.

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