Crisi dell’auto: produzione a meno 46 per cento

Crisi dell’auto: produzione a meno 46 per cento

Un vero tracollo è quello che si è abbattuto sulla nostra economia e non solo, tutto il pianeta è in forte recessione economica e per quanto concerne il mercato dell'auto, si registrano i segni allarmanti di un calo della produzione di quasi del 50%

da in Mercato Auto, Mondo auto
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    Crisi dell’auto

    Una crisi forse senza uguali o comunque riferibile a memoria d’uomo ad analoga crisi di metà degli anni settanta quando a rendere difficile la produzione industriale ci si mise l’aumento vertiginoso del petrolio.

    Ma da allora, a parte il trentennio trascorso, ci separano molte cose, una visione del mondo completamente mutata, una globalizzazione inaspettata giunta anche da noi da meno di un decennio, una congiuntura negativa riferita a diversi fattori che non riguarda uno o più continenti, ma l’intero pianeta.

    Che i temi siano diventati accesi, per non dire roventi, che l’ansia di un periodo di recessione generalizzato sia palpabile lo si evince purtroppo drammaticamente bene, dando uno sguardo alle decisioni governative prese o sul punto di essere prese da nazioni economicamente più avanti di noi; lo si vede negli Stati Uniti d’America, epicentro del vero problema economico che ha finito per investire tutti, lo si intuisce al meglio guardando ciò che accade in Germania con le dichiarazioni rilasciate dal cancelliere Angela Merkel costretta a presentare al Parlamento un programma di salvataggio di ben 50 miliardi di euro.

    In Italia le cose vanno persino peggio, secondo gli economisti più quotati il quadro è davvero nero e, quel che è peggio, stando a sentire l’ultimo commento in ordine di tempo di Roberto Perotti, ordinario di Politica Economica alla Bocconi di Milano, il guaio è che oggi brancoliamo nel buio.

    Un fatto inquietante quest’ultimo proprio quando la necessità imporrebbe nervi saldi e chiarezza di intenti, invece ci troviamo a dover fronteggiare un calo della produzione industriale senza uguali, a meno di dover fare un raffronto con il 1991, ma allora si trattò di un fatto momentaneo ben altra è l’attuale situazione. Insomma, siamo in piena recessione e nemmeno gli addetti ai lavori riescono ad ipotizzare se e quando ne usciremo.

    Secondo l’economista l’incognita sta tutta concentrata nel non sapere come uscire dalla crisi perché di questa non si ha la giusta dimensione, la stessa Ocse non azzarda previsioni meno nere prima del 2010 .

    Ma è la produzione di auto, compresi tutti gli altri beni durevoli, quella che sta risentendo della crisi più degli altri, con un calo delle immatricolazioni pari al 17,8% riferite al mese di dicembre scorso se paragonati allo stesso mese dell’anno 2007 con una riduzione complessiva di quasi l’8% . Ma se parliamo di produzione industriale in fatto di automobili il dato risulta davvero allarmante, visto che nel mese di novembre riferito all’anno prima,la produzione di autoveicoli e’ scesa del 46,4% .

    E, d’altro canto c’era da aspettarsi questo dato così negativo, i beni durevoli se non sono di prima necessità si possono anche non cambiare durante i periodi di crisi durante i quali servono persino poco pure le promozioni quando i consumatori non si sentono per nulla tranquillizzati sul futuro e, soprattutto, quando si assiste ad una congiuntura che ha portato persino gli enti erogatori di finanziamenti, banche in testa, ad una stretta creditizia energica e decisa.

    Risultato; l’auto non si cambia e l’economia langue in maniera drammatica.

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