Dimmi come inquini e ti dirò che auto possiedi

Dimmi come inquini e ti dirò che auto possiedi
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    Nella classifica delle auto meno inquinanti, neanche un’italiana, complimenti ai nostri costruttori!, tutte estere e le prime due, asiatiche.

    Infatti, nel primo rapporto italiano sull’impatto ambientale, presentato da Legambiente e ATA, con SEP e City Logistic Expo di Padova Fiere, è emerso che le prime due auto meno inquinanti sono nipponiche e, precisamente, la Honda Civic e la Toyota Prius. Per ritrovare l’Europa in questo importante studio, bisogna scendere al terzo e quarto posto, rispettivamente occupato da: Citroen C1 e Peugeot 107, al quinto posto, ancora una giapponese, la Toyota Aygo.

    Ma se, come visto, l’Italia non si aggiudica alcun primato con le auto, una sorta di “medaglia d’argento” riesce a ritagliersela almeno con le monovolume e con i veicoli commerciali, visto che Fiat Panda Van 1.200 e fra le meno inquinanti, ma sempre dietro a Fiesta Van GNC Gas della Ford ed a una spanna da Opel Combo 1.600 GNG Gas.

    L’importante rapporto, denominato “Usala meno, comprala meglio” mette all’indice anche le auto a maggior impatto ambientale, premiando, con una sorta di plauso, le meno inquinanti, partendo dallo studio di 500 modelli di auto, tutti Euro 4 e 160 furgoni commerciali. Di tutti, si sono attenzionati i consumi, la rumorosità, le emissioni di gas serra (C02).

    Morale…. Non è vero che tutte le Euro 4, anche a parità di cilindrata, inquinano allo stesso modo, anzi e, duole ammetterlo, noi italiani non siamo per nulla leader nella costruzione di auto a basso impatto ambientale, lo dimostrerebbe il dato che su 465 auto studiate, tutte euro 4, solo 90 di cui, 57 a benzina, 30 a gasolio e 3 gas, si aggiudicano la massima onorificenza, ovvero le 5 stelle, mentre 184, di cui 105 a benzina, 78 diesel e 1 a gas, a malapena si possono fregiare di 2, addirittura di una sola stella!

    E, non certo roseo e il riscontro che, su 86 furgoni, anch’essi Euro 4, solo 1 a benzina e 2 a gas si prendono di diritto le 5 stelle, il resto, ovvero 70 veicoli di cui 15 a benzina e 55 diesel scendono clamorosamente in basso con una, al massimo due stelle.

    Dunque, al di là dei proclami sugli sforzi delle Case nel costruire auto poco inquinanti, la strada è ancora lunga e, alla luce di questi risultati, ancora fumosa alquanto, visto che, ci han fatto credere che le Euro 4 sarebbero state la soluzione all’inquinamento ambientale o che comunque avrebbero inciso notevolmente nel debellarlo e invece notiamo, di come ancora lontano sia il traguardo, come, a quanto pare, remota è la via dell’energia alternativa, se solo si pensi che lo stesso idrogeno che avrebbe impatto sull’habitat pari a zero, non è per niente lì da venire.

    Legambiente propone campagne d’informazione che inducano i cittadini ad utilizzare più spesso i mezzi pubblici e, dove possibile, utilizzare la bicicletta e le gambe con tragitti a piedi, che oltretutto farebbero bene anche alla salute. Ma laddove l’auto appare irrinunciabile, utilizzare il car-sharing o il car-pooling, dei quali abbiam parlato, potrebbe essere una buona soluzione per liberare dallo smog le nostre città.

    Intanto, alla luce della ricerca Legambiente propone
    · Al governo-

    -Subito i FAP obbligatori per legge
    - più soldi al TPL locale, al trasporto su ferro e al cabotaggio. Serve una legge speciale.
    - La finanziaria stanzia 90 milioni di Euro annui per un triennio per la mobilità sostenibile in città. – - Una bazzecola se si considera che per costruire una linea tramviaria in una città media (come Padova) il costo si aggira sui 100 ml di euro.

    - Incentivi per la rottamazione auto più mirati su categorie di auto meno inquinanti.
    - Tassare i SUV e i mezzi più inquinanti.

    · Agli enti locali-
    Road pricing e altre forme di tariffazione del traffico urbano per limitarlo e nel contempo finanziare le alternative all’auto.
    - Pm10, maggiore serietà nelle limitazioni invernali della circolazione. Non esentare i diesel (anche euro 4) senza Filtri anti-particolato. Controlli più stretti.
    - I fondi locali destinati ad incentivare le rottamazioni sarebbero in più utili per potenziare il TPL, car sharing, car pooling e piste ciclabili.

    Staremo a vedere che succede, una cosa è certa, finchè non affronteremo il problema dell’inquinamento ambientale non confinandolo alle sole automobili, avremo fatto, l’ennesimo “buco nell’acqua”!

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