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Dodge Charger on the road

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Le Muscle car, come lascia intendere il nome, sono vetture ad alte prestazioni, vanno a collocarsi negli anni che vanno dalla metà del ‘60 sino al 1971, anno in cui vengono introdotte nuove leggi federali anti-inquinamento, che porteranno all’infrangersi del sogno di poter acquistare a prezzi modesti, auto prestazionali

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    una dodge charger daytona del 1969

    La Dodge Charger, grazie anche alle apparizioni televisive, riscuote un indiscusso appeal, e va a catalogarsi come una delle icone dell’era muscle-car americana.

    Le Muscle car, come lascia intendere il nome, sono vetture ad alte prestazioni, vanno a collocarsi negli anni che vanno dalla metà del ’60 sino al 1971, anno in cui vengono introdotte nuove leggi federali anti-inquinamento, che porteranno all’infrangersi del sogno di poter acquistare a prezzi modesti, auto prestazionali.

    L’apri pista per le muscle car è stata la Pontiac GTO. L’idea è semplice, abbinare ad un corpo vettura relativamente (per gli standard americani) compatto, mid-size, un reparto meccanico di derivazione full-size (auto di grandi dimensioni). Nascono quindi questi mostri, capaci di centinaia di cavalli.

    La Charger entra di diritto in questa categoria. Aiutata anche dal famoso telefilm Hazard che la vede impegnata in rocamboleschi sorpassi, acrobazie varie e salti al limite dell’impossibile che hanno fatto sognare diverse generazioni di ragazzi, nonchè le comparsate in Fast & Furious.

    Anche se entrambe le serie televisive utilizzavano un model year del 1969, il model year che riscuote più successo è il 68.La Mopar (Motor-Parts, acronimo delle vetture Chrysler, De Soto, Dodge, Imperial, Plymouth) Charger, viene proposta con un propulsore base sotto-dimensionato 6 cilindri in linea da 225 c.i slant six 145 hp(cubic inch, in america cambia il sistema di misurazione ed utilizzano il pollice cubo per la cilindrata del motore, in questo caso l’equivalente di un 3.700cc). Un V8 318 c.i (5.200cc) small block, appena sufficiente prestazionalmente, capace di 230 hp.

    Un più adeguato, per lo spirito della vettura, V8 383 c.i Big-block (6.300cc). Un 440 c.i big block Magnum (7.400cc) in versione carburatore quadricorpo 375 hp e capace di 390 hp nella versione six pack (3 carburatori doppio corpo, di cui uno sempre in fase, e due che entrano ad erogare miscela di benzina ed aria superato un certo regime).

    Ma ad impressionare c’era un fenomenale, mostruoso propulsore di derivazione corse, un 426 c.i Hemi big-block (7.000cc) chiamato King-kong, capace di ben 425 hp sotto stimati, con un erogazione brutale, con teste emisferiche per le camere di combustione (Hemisperical da cui Hemi).

    Le versioni sportive erano identificate dalla sigla R/T, Road/Track, nel model year 1968, la differenza più spiccata è il doppio faro posteriore, forse la versione della Charger più bella, premiata con il prestigioso premio “car of the yar” di quello stesso anno. Mentre il model 69-70 si differenziano per pochi particolari, soprattutto sulla calandra.

    Disponibile sia con cambio manuale a leva hurst 4 marce, e automatico.Esiste poi una versione rarissima, la Daytona, prodotta esclusivamente per l’omologazione alle gare Nascar. Un veicolo, capace alla fine degli anni ’60 di sfrecciare in pista all’incredibile velocità di 322 km/h.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Auto d'epocaBlocco trafficoDodgeDodge-ChargerMondo auto Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:19

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