Ferrari, l’orgoglio di essere italiani!

Ferrari, l’orgoglio di essere italiani!
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    Ferrari popolarissima in America

    Mai come la Ferrari ci rende popolari all’estero e da un po’ di tempo in America, che assorbe, da sola, il 30% del fatturato della Casa di Maranello.

    Normale, dunque, che nel Nord America, dove la Casa del Cavallino è più popolare di ogni altra azienda italiana e non, per gli appassionati di vetture esclusive, sorga una sorta di tempio dell’auto di lusso, a Manhattan, al 410 di Park Avenue, dove ha sede un’esclusivissima concessionaria Ferrari in una zona strategica, della città, in una parola, nel cuore pulsante dell’economia di New York.

    Inutile dire che l’America che conta, finanziariamente in quella parte del mondo, non si priva della propria razione di godimento scegliendo per se una “Rossa”, ciò vale per i personaggi del cinema, per i grandi manager che viaggiano con compensi da 6 zero in su, per i quali, Ferrari, vuol dire anche stile di vita, una sorta di filosofia, di status tanto più in alto, quanto più esclusiva la Ferrari prescelta.

    E se il marchio italiano, alto esempio del nostro miglior made in Italy, è tanto prestigioso oltreoceano, grande merito va riconosciuto a Maurizio Parlato che da cinque anni ha fatto della Casa del Cavallino, la sua più intensa ragione di vita, essendo giunto ai vertici, quale presidente, della Ferrari North America Inc. ovvero, l’immagine riflessa in America della Ferrari di Maranello.

    L’unica azienda, diretta dal manager autorizzata ad importare e distribuire, Rosse, in America, così come l’unica realtà in grado di diffondere, con quella creatività che è tipica degli italiani, il marchio nel Nord America.

    E in questo ruolo di coordinatore di tutta l’organizzazione del Gruppo italiano oltreoceano, al giovane manager napoletano, va il merito d’esser riuscito, coadiuvato da abili collaboratori, a diffondere in maniera capillare queste auto nel Continente, dando vita a 32 concessionarie esclusive che hanno consegnato, nel 2006, 1.550 nuove Ferrari nei diversi Stati americani, California in testa col 27% degli acquisti e dopo, Nord Est (16 per cento), Florida (11 per cento), Texas (7 per cento) e Chicago (6 per cento).

    E, al di là della bontà del prodotto acquistato, per gli americani possedere un tale oggetto del desiderio è sinonimo di successo, di obiettivi raggiunti nella vita, ancor meglio se tale processo è stato compiuto da giovani.

    Certo, si dirà, un uomo non vale per la Ferrari che possiede ma ben altri valori e, su questo, non ci piove, ma in un’area del mondo dove il capitalismo, con tutti i suoi valori, giusti o sbagliati che siano, è quanto mai imperante, come non si fa a non annettere, che ci piaccia o no, un significato intrinseco oltre il valore del bene in se e per sé, alle Ferrari di Maranello con tutto il successo che li avvolge da sempre?

    E, in America,sapere che negli ultimi 5 anni, l’azienda di Parlato, ha investito 80 milioni di dollari per sviluppare questa filosofia, essendo anche riuscito a far riconoscere, persino in un angolo di deserto a qualsiasi americano, appassionato o meno, uno dei simboli del nostro più ricercato Made in Italy, è normale che assuma toni sicuramente trionfalistici che esulano da ogni altra etica che non sia quella del profitto ma anche dell’orgoglio, una volta di più, di essere italiani!

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