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Fiat 2014: Marchionne svela il piano industriale Alfa Romeo

Fiat 2014: Marchionne svela il piano industriale Alfa Romeo

Da Detroit arrivano news e dettagli sul futuro del gruppo FCA

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    Sergio Marchionne annuncia il futuro del gruppo FCA

    E’ il giorno tanto atteso. A Detroit, alle 14.30 italiane, Sergio Marchionne ha svelato i risultati del gruppo FCA nel primo quadrimestre 2014 e illustrato la strada da percorrere per il nuovo gruppo. Particolare attenzione è stata riservata al piano industriale per Alfa Romeo, di fronte all’ennesimo tentativo di farne un brand forte e dall’identità spiccatamente premium. Ma anche su Fiat e Jeep si sono avute importanti indicazioni. Il marchio americano, in particolare, dovrà fare il salto di qualità più consistente, portando la produzione vicina alla soglia dei 2 milioni di auto vendute in tutto il mondo. Tanti nuovi modelli e alcune uscite di scena previste sono state confermate nell’appuntamento con gli investitori.

    «Oggi è un gran giorno per molte ragioni», esordisce Marchionne nel suo discorso davanti agli investitori. «E’ la prima volta che ci presentiamo come un’entità unica (FCA; ndr), è il primo giorno di una nuova vita per Fiat Chrysler Automobiles: negli ultimi 5 anni, Fiat e Chrysler hanno imparato a fidarsi a vicenda e quel che andrete ad ascoltare è un piano coraggioso che rappresenta una rottura con il passato».

    Alfa Romeo, previsioni confermate e una supercar in più

    Alfa Romeo, nuovi modelli piano industriale 2014 2018

    Il piano industriale Alfa Romeo presentato a Detroit conferma gran parte delle indiscrezioni. Uscirà di scena la MiTo, per la quale non ci sarà nessuna sostituta da qui al 2018, mentre Giulietta verrà rinnovata tra il 2016 e 2018. Due modelli, non meglio specificati, per quella che potrebbe essere una soluzione hatchback e una crossover compatta. A fine 2015 finalmente scopriremo la berlina media che rimpiazzerà la 159, la Giulia di cui si parla da tanto tempo. Tra 2016 e 2018, invece, largo alle variante wagon, così come alla berlina di segmento superiore. Confermati i due prodotti crossover di media e alta gamma. La novità si scorge tra i prodotti ad altissime prestazioni, una “speciality” nel 2018. Azzardiamo un modello derivato dalla futura Maserati Granturismo, a ribadire con forza il legame tra Tridente e Biscione nell’alto di gamma.

    I motori che troveremo sotto al cofano delle nuove Alfa saranno i seguenti: benzina quattro cilindri turbo con potenze tra 120 e 180 cavalli, mentre le più sportive avranno unità tra 180 e oltre 300 cavalli. Al top, un V6 turbo capace di 400 cavalli con versioni da oltre 500 cavalli. I diesel ruoteranno intorno ai 4 cilindri in linea (potenze tra 120 e 200 cavalli) e i sei cilindri a V da 250 a più di 300 cavalli.

    L’investimento assicurato per raggiungere gli obiettivi, fissati in un passaggio da 74 mila (2013) a 400 mila auto vendute globalmente nel 2018, è pari a 5 miliardi di euro . Tutta la produzione sarà italiana e si avranno ulteriori risorse umane negli impianti di Modena, mentre due figure di spicco arriveranno direttamente dalla Ferrari per dirigere le operazioni quotidiane.
    Harald Wester ha sintetizzato bene quale sarà il ruolo del marchio: «E’ tempo di tornare alle Alfa Romeo che la gente ha ammirato». E tra i nomi storici di casa Alfa c’è il Quadrifoglio Verde, che nel 2015 troverà spazio sulla carrozzeria della 4C. Dalla slide presentata a Detroit si intravede la prima modifica estetica, i nuovissimi gruppi ottici, poi ci sarà un motore sempre 1750cc turbo ma con potenza decisamente superiore all’unità attualmente impiegata sulla splendida coupé.

    alfa romeo 4c quadrifoglio verde

    Fiat, torna una wagon compatta
    Fiat, nuovi prodotti piano industriale 2014 2018

    Sul palco, Olivier François – capo del brand – inizia con parole chiare: «Fiat ha tanto lavoro da fare in giro per il mondo». Agirà come una cerniera il marchio, con da un lato la famiglia Panda, l’anima della razionalità e funzionalità, e dall’altro la famiglia 500, ribattezzata come emozionale e “aspirazionale”. Intanto, almeno in Italia, si registra il successo della 500L, commentato così da François: «La 500L è alla moda e spaziosa» e sfrutta lo slancio sugli acquirenti più giovani, le famiglie e le donne.
    Il lavoro da svolgere, se guardiamo da vicino il mercato europeo, proseguirà quest’anno con il lancio della 500X. Il 2015 sarà il momento giusto per accogliere una berlina tre volumi di segmento C oltre a una novità non meglio definita (spider su base Mazda MX-5; ndr). Nel 2016 largo alla sostituta della Bravo – che uscirà di scena -, quindi berlina 2 volumi e la variante wagon oggi assente: si torna all’era Stilo, ultima proposta con la coda nel segmento delle compatte. Rinnovamento in vista anche per l’utilitaria, quella che sappiamo sarà una Fiat 500 cinque porte e rimpiazzerà la Punto. Nel 2017 debutterà un crossover compatto, mentre la nuova generazione di Fiat Panda arriverà nel 2018.

    I prodotti prettamente “razionali” e in una fascia di prezzo competitiva relativamente ai segmenti di mercato in cui si inseriranno, saranno: Punto, Freemont, la berlina compatta di segmento C, un veicolo commerciale leggero. Razionale e con prezzo allineato al mercato, resterà la Panda; i prodotti “emozionali” e in grado di spuntare un prezzo superiore per il valore aggiunto che dovrebbero assicurare e trasmettere al cliente, saranno: Fiat 500L, Fiat 500X, 500 berlina e Abarth, oltre alla massima espressione della spider due posti (chiamiamola Fiat 124).

    Le stime di vendita vedono il mantenimento della quota in Europa, con circa 700 mila auto nel 2018, valore allineato con quello 2013; il forte balzo in avanti è atteso in Asia-Pacifico, dove si dovrà passare da 70 a 300 mila auto vendute, così come andrà incrementato il volume in Nord America, da 50 a 100 mila unità. In totale, il business passerà da 1,5 milioni di auto (2013) a 1,9 milioni (2018).

    Jeep: così diventerà forte

    Jeep, nuovi modelli piano industriale 2014

    Dopo la breve introduzione del CeO di FCA, è toccato a Mike Manley – capo del marchio Jeep – prendere la parola: «Nel 2009 Jeep ha ridefinito i contorni del marchio, nel 2010 abbiamo aggiornato i nostri modelli simbolo, nel 2011 si è celebrato il 70mo anniversario e nel 2012 abbiamo raggiunto il record di vendite. Adesso siamo in corsa per raggiungere il milione di vetture vendute all’anno».

    Il primo obiettivo che arriva da Detroit è quello delle vendite complessive di Jeep nel 2018. Dalle 732 mila auto vendute nel 2013 si dovrà arrivare a circa 1 milione e 900 mila unità, con un incremento nella regione EMEA (Europa centrale e dell’est) pari al +35% (200 mila vetture usciranno dalle fabbriche nel Vecchio continente nel 2018). Dal mercato Asia-Pacifico si attende una crescita del 45% (500 mila auto prodotte in Cina nel 2018), mentre in Sud America (200 mila vetture prodotte on site a regime) si dovrà marcare un +50% dei volumi di vendita. Il ruolo del mercato nord americano (500 mila unità l’anno prodotte nel 2018) vedrà ancora la leadership del marchio Jeep (+10%) ma con una minore dipendenza di quanto non avvenga oggi.

    Per ottenere lo scopo, la rete di concessionari passerà dagli attuali 4706 dealers a 6023 nel 2018, mentre un rinnovamento della gamma è previsto nel 2017: «Oggi abbiamo una gamma giovane, che sarà completamente rinnovata nel 2017», ha precisato Manley. La mente corre alle novità Cherokee, Renegade e Grand Cherokee: quest’ultimo vedrà un restyling nel 2015, con la nuova generazione nel 2017. Un anno dopo toccherà alla novità Grand Wagoneer, mentre Jeep Patriot e Compass usciranno di scena nel 2016 e verranno rimpiazzate da un nuovo prodotto di segmento C. La Wrangler si rinnoverà nel 2017. Il settore trainante sarà quello dei suv, ancora in crescita nei cinque anni che aspettano Jeep: +6%, da 14 a 18 milioni di veicoli complessivamente venduti

    Chrysler, nuovi modelli in arrivo

    Chrysler, nuovi modelli piano industriale 2014

    Il marchio Chrysler punta ad arrivare a 800 mila auto vendute nel 2018, il che significa più che raddoppiare i numeri del 2013, quando ha realizzato 350 mila consegne globalmente. Per farlo servono nuovi modelli, illustrati dal presidente e Ceo Al Gardener. Si partirà dal 2016 con una nuova berlina di segmento C, ribattezzata Chrysler 100 sedan; nel 2017 vedremo il restyling della recente Chrysler 200, mentre un crossover tutto nuovo nel segmento D arriverà nel 2018. La berlina di rappresentanza resterà la 300C, con la successiva generazione prevista per il 2018, un anno prima invece, accoglieremo due MPV, uno con un look da tuttoterreno e l’altro con fattezze prevalentemente stradali: entrambi avranno anche l’architettura ibrida plug-in. Saranno i primi multi-purpose-vehicle ibridi a raggiungere le 75 miglia/gallone (30 km/litro; ndr) nel ciclo di omologazione statunitense, decisamente più realistico di quello europeo.

    Un breve accenno al futuro del marchio Dodge, sintetizzato dal presidente Tim Kunikis: si caratterizzerà per la sua anima sportiva, resterà concentrato sulle auto sportive, «auto per chi vorrà guidare, non spostarsi [da un posto all'altro]». Decisamente impegnativa come dichiarazione d’intenti, resterà da vedere quali saranno le basi tecniche per raggiungere l’obiettivo.
    Oltre alle emozionali Dodge Charger e Challenger, che si rinnoveranno nel 2018, il marchio statunitense lancerà una nuova utilitaria due e tre volumi nel 2018 (destinata ai mercati emergenti?), seguita dalla nuova Dart nel 2016 (anche in versione sportiva SRT) e dalla Journey (oggi base della Fiat Freemont; ndr) anch’essa nel 2016. Il prossimo anno, invece, accoglieremo il restyling della Viper. Quanto alle motorizzazioni, sotto il cofano dei modelli Dodge troveremo il 4 cilindri 1.4 litri turbo Multiair di Fiat, poi il 2.4 litri Tigershark, il 3.6 litri V6 Pentastar con doppia fasatura variabile, e i cuori americani 5.7 V8 HEMI, 6.4 V8 ad aspirazione attiva e 6.2 litri V8 sovralimentato con volumetrico.

    Dodge, nuovi modelli piano industriale 2014

    I risultati 2013 e i temi futuri
    Il 2013 per il gruppo si è chiuso con un fatturato di 87 miliardi di euro, sommando i risultati di Fiat e Chrysler, mentre le auto vendute in tutto il mondo sono state 4 milioni e 400 mila. Proprio sulle vendite globali, l’asticella è posizionata a 6 milioni di vetture l’anno, risultato “minimo” al quale dovrà puntare la nuova FCA. Per farlo si punterà molto su Jeep, chiamata a raddoppiare i volumi di vendita e particolarmente orientata sul mercato asiatico: da lì potranno arrivare i nuovi clienti, così come dal Sud America. L’espansione della gamma verso il basso con la Renegade è positiva, adesso si cercheranno alleanze in Cina. Tra i dati annunciati da FCA, si scopre anche un investimento in ricerca e sviluppo pari a 3,4 miliardi di euro nel 2013.

    Certo, tra i punti chiave del piano industriale ci sarà anche il mercato europeo, che nel 2013 ha visto un passivo operativo per Fiat-Chrysler in calo di 200 milioni di euro sul 2012, ma pur sempre a 520 milioni di euro complessivi. L’interrogativo è quale strategia adottare per risollevare le sorti nel vecchio continente? Come riempire gli impianti, attualmente sottoutilizzati, in Italia?

    Le anticipazioni: Alfa Romeo un marchio a sé
    La mossa è quella che punta a mettere in risalto le performance di Alfa Romeo. A rilanciare la notizia secondo la quale Sergio Marchionne annuncerà il prossimo 6 maggio l’indipendenza del marchio dalla galassia FCA è Automotivenews. Già dal profilo tecnico, il manager italo-canadese aveva ribadito la necessità per Alfa Romeo di slegarsi dalla stretta parentela con Fiat, anzitutto sul piano dei motori condivisi, adesso si va oltre e si prospetta la stessa sorte anche per l’entità legale. L’idea è quella di sottolineare i risultati in termini di profitti e perdite chiaramente, precondizione necessaria – a sentire gli insider – così da essere credibili con il nuovo (ennesimo) piano di rilancio.

    Quelli precedenti sono tutti miseramente falliti e gli obiettivi futuri parlano di 400 mila auto vendute nel 2016. Ambizioso come target, tanto più se si pensa che al momento attuale c’è una gamma da creare da zero. I prodotti arriveranno, la scaletta è già pronta, resta da augurarsi che non si facciano passi falsi per quel che riguarda design e scelte tecniche.
    La produzione Alfa Romeo sarà interamente italiana, andando a rinvigorire gli impianti sottoutilizzati, e lo stesso Marchionne lo aveva anticipato già a Ginevra: «Le Alfa Romeo devono essere prodotte in Italia con un motore italiano. Ci sono cose che appartengono a un luogo e l’Alfa appartiene all’Italia». L’augurio è che si possa fare di Alfa quel che è stato fatto con successo per Maserati, protagonista di un risultato straordinario, grazie alla nuova Quattroporte e, soprattutto, alla Ghibli.

    Il futuro corso della casa del Biscione vedrà una forte condivisione tecnica con il marchio del Tridente. I propulsori turbo benzina installati su Ghibli e Quattroporte – unità sviluppate su base Ferrari – verranno offerti come top di gamma sulle nuove Alfa, e verranno completati dal nuovo 4 cilindri turbo benzina visto sulla 4C; quanto ai motori turbodiesel, continueranno a esser prodotti dallo stabilimento VM a Cento.
    L’architettura per i modelli del rilancio sarà incentrata sullo schema motore anteriore e trazione posteriore, riservando l’alternativa integrale per le proposte crossover, con il pianale Giorgio a prestarsi per la berlina di segmento D e quella superiore, così come le varianti station wagon. Alfa Romeo diventerà marchio specializzato nell’alto di gamma, abbandonando i segmenti inferiori, quindi dicendo addio alla MiTo, ad esempio.

    Infine, quanto alla rete di distribuzione fuori dall’Europa, si farà affidamento al network Jeep. Il 6 maggio è vicino e conosceremo ulteriori dettagli sulla strategia riservata ad Alfa Romeo.

    Fabiano Polimeni

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