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Fiat – Chrysler: ad accordo appena iniziato, pronti sei miliardi

Fiat – Chrysler: ad accordo appena iniziato, pronti sei miliardi

L’accordo Chrysler e Fiat potrebbe essere l’ottimo esempio che la politica basata sul drastico giro di vite funziona eccome, ad esserne più sicuro è il colosso americano, ancor più dello stesso Obama

da in Chrysler, Fiat, Mercato Auto, Mondo auto, Sergio Marchionne
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    Accordo_Fiat_Chrysler

    Fiat fornirà motori a basso consumo e basse emissioni inquinanti, in compenso Chrysler offrirà il 30% della quota azionaria a costo zero e consentirà alla Casa torinese di sfruttare gli spazi americani per commercializzare vetture Alfa Romeo e non solo; un accordo questo sollecitato nelle ultime ore dall’intervento di Obama che aveva concesso a Chrysler non più di 30 giorni per ratificarlo, ma di fronte alla possibilità di essere lasciata in mezzo ai marosi, la Casa americana e quella italiana, hanno concluso tutto nell’arco di appena tre ore….

    Potenza dei sei milioni di dollari messi sul piatto dal Ministero del Tesoro Usa, beneficiaria la Casa americana che però non abbassa la testa e trionfante dichiara che la joint venture con Fiat è un’ottima occasione per rilanciare il marchio a stelle e strisce e preservare posti di lavoro, come dire, dammi i soldi e vedrai che ne faremo buon uso! Dunque la politica di Obama pare stia funzionando, almeno con le Case automobilistiche che devono essere controllate di più, visto i disastri che, volente o nolente, hanno combinato, così come a bada andranno messi anche i manager che hanno preteso troppi soldi garantendo pochi risultati e che cominciano a pagare di prima persona con il licenziamento, in quattro e quattr’otto, come accaduto a Wagoner Amministratore Delegato di General Motors, le loro malefatte!

    E se dunque la crisi dell’auto negli States è un’ecatombe paragonabile a quella avvenuta anche con le banche, occorrono aggiustamenti energici che prevedono anche tante teste scivolare giù dal patibolo. L’accordo Chrysler e Fiat potrebbe essere l’ottimo esempio che la politica basata sul drastico giro di vite funziona eccome, ad esserne più sicuro è il colosso americano, ancor più dello stesso Obama e del resto, se la matematica non è un’opinione, vero è che la possibilità per il consumatore americano di poter contare su vetture a più basso prezzo, contraddistinti da un impatto ambientale ridotto e con caratteristiche ritagliate secondo le esigenze del singolo cliente, non può che far bene, come sarà tutta salute per i concessionari, viste le maggiori possibilità di vendita ed a cascata per i lavoratori dell’industria e dell’indotto.

    Tutti buoni argomenti per convincere il Tesoro americano ad allentare le cerniere del portafogli ed ad elargire i sei miliardi che non sono certo un regalo, ma un prestito garantito, oltretutto, dall’affidabilità che grande aziende, come quelle automobilistiche, nonostante il tracollo, riescono ancora a prestare al punto che lo stesso Obama vuol continuare a credere all’industria automobilistica americana.

    Da parte sua anche Sergio Marchionne si dice soddisfatto della decisione del presidente USA“ per le parole di apprezzamento che ha avuto nei confronti del lavoro fatto negli ultimi cinque anni e per il suo incoraggiamento a finalizzare una solida alleanza tra Chrysler e Fiat”. “Siamo fermamente convinti – ha spiegato l’Ad Fiat – che le tecnologie ecologiche e le piattaforme per vetture medio-piccole sviluppate da Fiat giocheranno un ruolo fondamentale nel ricostruire uno stretto rapporto tra i marchi del Gruppo Chrysler e i consumatori americani”. Per l’amministratore delegato della Fiat l’alleanza ” riuscirà ad accelerare in modo significativo gli sforzi per produrre veicoli a basso consumo, portando quindi ad un più rapido rimborso dei fondi pubblici messi a disposizione della società americana”. “I colloqui con la Task Force del Presidente Obama – conclude Marchionne – sono stati serrati ma leali.

    Siamo convinti di poter conseguire un risultato che, assegnando la giusta priorità alla restituzione dei fondi dei contribuenti, darà un futuro credibile a questo settore industriale che è cruciale per l’economia. Siamo davvero felici che Fiat possa giocare un ruolo chiave in questo importante sforzo”.

    Certo nella pratica, farà un certo senso,soprattutto all’inizio dell’accordo fra i due marchi europeo e americano, notare in uno stesso show room una possente Jeep Gran Cherokee venduta accanto una fiammante nuova Fiat 500, oppure una strabiliante Ferrari fare capolino fra due Grand Voyager, ma non saranno le uniche sorprese che gli americani dovranno attendersi, altre chicche potrebbero essere rappresentate dalla vista di un’Alfa Romeo Mito o, sollevando il cofano di una ibrida americana, trovare, accoppiato ad un motore elettrico, un propulsore Fiat tutto made in Italy e la stessa Casa del Lingotto dovrebbe trovare utile acquistare componenti per le proprie vetture dagli stessi fornitori di Chrysler.

    Chi ha memoria buona ricorda che qualcosa del genere si voleva già intraprendere anni fa con il “ matrimonio “ Fiat – General Motors, ma allora i tempi non erano maturi ed i fiori d’arancio non sbocciarono mai, oggi, interessati tutti da una congiuntura economica tutt’altro che favorevole, certe unioni di fatto hanno senso eccome e a chi rimprovera gli USA di essere diventati una grande azienda a partecipazione statale, c’è chi controbatte; l’ America, superata la crisi, tornerà ad essere un grande Paese prettamente capitalistico e come tale, contraddistinto da quel liberismo che da sempre l’ha interessato, ma questo è un discorso che converrà affrontare a tempo debito!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN ChryslerFiatMercato AutoMondo autoSergio Marchionne Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:19

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