Fiat Dino, il felice connubio anni sessanta

da , il

    Fiat Dino, il felice connubio anni sessanta

    Nel passato della Fiat c’è stato un incontro storico dell’ azienda torinese con la Ferrari. Molti ricorderanno la Lancia Thema Ferrari, ma ancor prima, parliamo degli anni ’60, la Casa di Maranello offrì un proprio propulsore alla Fiat per una sua vettura. L’ auto che beneficiò di questo particolare incontro fu la Fiat Dino.

    Il nome di questa vettura, rievoca un evento tristissimo, Dino era il figlio, del patron della Ferrari, Enzo, Dino morì di leucemia, dopo aver tanto collaborato per la realizzazione di questo propulsore, un 6 cilindri di poco meno di due litri, 1987 cc, per la precisione, alimentato con tre carburatori doppio corpo. L’ auto, su disegno di Bertone, montava un cambio a cinque marce. Al primo modello fu affiancato un riuscitissimo coupè.

    Negli anni che seguirono, la versione 2000 c.c. fu sostituita da una versione più potente, la 2.400. Quest’ ultima era una vera e propria chicca per i tempi., Meccanicamente aveva in sé quanto di più moderno si poteva concepire allora. In tempi in cui la rottura dei freni dell’ auto rappresentava un vero disastro, la Dino coupè, montava il doppio circuito frenante, in modo da poter arrestare la vettura anche in caso di anomalia di un circuito. I dischi erano autoventilati, il differenziale era autobloccante e internamente montava gli alzacristalli elettrici, fatto rarissimo allora e, sia pure su richiesta, l’ aria condizionata, altro fatto non comune all’ epoca.

    La Fiat Dino è stata un’ auto che ha fatto la storia del gruppo torinese e contribuì a dare ancor più notorietà alla Ferrari, ma automobili di questo tipo, che han fatto la storia motoristica del nostro Paese, dando lustro ai propri marchi e facendoli apprezzare anche all’ estero, hanno pure partecipato, attivamente, alla nascita di sistemi d’ avanguardia, accorgimenti meccanici ed elettronici, che oggi montano le vetture di tutti i giorni nell’ uso quotidiano.