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Fiat Fullback: prova su strada e in fuoristrada, prezzi e interni [FOTO]

Fiat Fullback: prova su strada e in fuoristrada, prezzi e interni [FOTO]
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17/11/2016 15:38

    Prova su strada e in fuoristrada del nuovo Fiat Fullback - Con l’arrivo del Fullback, la gamma Fiat Professional si può dire del tutto completa. Cominciamo dal nome: il “Fullback” è, infatti, un ruolo fondamentale nel football americano o rugby, perchè si tratta dell’ultimo uomo in difesa o difensore in attacco, un giocatore capace di risolvere qualsiasi situazione. E già qui è ben chiara la natura di questo nuovo pick-up, ma a questo possiamo anche aggiungerci la composizione stessa del nome: “full” e “back”, come ad indicare un carico, il vano fatto apposta per essere riempito di oggetti o merci. “Costruito per te e per il tuo lavoro”, è questo lo slogan con cui la casa si propone sul mercato. Perchè Fullback vuole essere un mezzo da lavoro ideale, adatto a trasportare molto e anche su terreni accidentati, ma che al tempo stesso sa anche assecondare i tuoi hobby. Peccato che, in quest’ultimo contesto, la legislazione italiana non giochi a favore dei clienti “privati”…

    La parte frontale del Fiat Fullback sembra quasi quella di un SUV, con forti richiami al mondo automobilistico/fuoristradistico. L’andamento dell’anteriore è prettamente orizzontale, sottolineato dalla presa d’aria inferiore e dalla mascherina superiore che raccorda i gruppi ottici. La barra argentata al di sotto della mascherina è un chiaro rimando al nuovo family feeling Fiat Professional. Guardandolo di lato si nota subito l’elevata altezza da terra, dovuta anche alla soluzione costruttiva “body on frame“, ben superiore a quella di una sport utility. Io ho provato la versione con cabina doppia, ma c’è anche quella con cabina estesa, facilmente distinguibili a prima vista. Lo sbalzo posteriore molto accentuato, infine, è ottimo per aumentare la capacità di carico. In tema di design che si fonde alla funzionalità, la Mopar ha realizzato un intero catalogo di accessori specifici per il Fullback, che vanno dal semplice rollbar al posteriore ad un vero e proprio hardtop con tanto di finestrini, che lo trasforma quasi da pick-up a fuoristrada (esteticamente parlando).

    Il look degli interni è abbastanza automobilistico. La plancia ha uno stile piacevole ed è corredata da un ampio display da 7 pollici del sistema multimediale, proprio al centro. Le plastiche in nero lucido danno un tocco in più, ma nel complesso per quanto riguarda la selezione dei materiali si è optato di più per robustezza che per percezione. Mi spiego: le plastiche sono tutte dure, ma assemblate in modo solido. L’esemplare in prova è dotato di sedili in pelle nera, che impreziosiscono l’impressione generale di qualità percepita, ed un altro dettaglio che ho apprezzato molto sono i paddles al volante del cambio automatico. Sono in metallo satinato e sono davvero belli da vedere e da toccare. La soluzione costruttiva – già citata – del body on frame pone il pavimento interno ad un livello molto rialzato: risultato? La posizione di guida ricalca molto quella di un’auto, con le gambe che riescono a stare belle distese ed un volante piuttosto verticale. Niente postura da camioncino, insomma.

    Parlando di dimensioni, tutte le versioni del Fullback sono alte massimo 1.780 mm, larghe fino a 1.815 mm e con un passo da 3.000 mm. Invece, la lunghezza totale varia a seconda della configurazione: raggiunge i 5.275 mm per la variante con cabina estesa e 5.285 mm per quella con la cabina doppia. Varia anche la lunghezza del vano di carico: 1.850 mm per il Fullback con cabina estesa e 1.520 mm per Fullback con cabina doppia. La portata è di oltre una tonnellata e la massa rimorchiabile supera le tre tonnellate.

    Abbiamo già detto del telaio a longheroni del Fiat Fullback (nasce dalla partnership con Mitsubishi), che porta di conseguenza un’elevata altezza da terra. Per quanto riguarda l’architettura delle sospensioni, Fullback prevede all’avantreno un raffinato schema a doppi bracci con barra stabilizzatrice, mentre al retrotreno è presente un assale rigido con balestre multistrato per la massima robustezza. É disponbile sia nella versione 4X2 (trazione posteriore), che nella versione a trazione integrale 4X4. Per le versioni 4X4, di serie, c’è il un selettore elettronico che permette l’inserimento della trazione integrale in modalità “part time” o “full time”. Parlando della prima, disponibile sulla versione SX: in posizione “2H” la trazione è prevista sulle 2 ruote motrici posteriori; in “4H” (fino a 100 km/h) si distribuisce la trazione sulle 4 ruote motrici; “4L” fornisce marce ridotte per condizioni estreme fuoristradistiche. La modalità “full time” o permanente è riservata alla LX, dotata di un interessante differenziale centrale Torsen, supportato da 3 frizioni a controllo elettronico che gestiscono in tempo reale la trasmissione della coppia motrice alle ruote in funzione delle condizioni stradali e della velocità. Quattro sono le modalità di selezione: oltre alle “2H” e “4H” di cui abbiamo già detto, c’è la funzione “4HLc” che prevede il blocco del differenziale centrale distribuendo la coppia equamente fra ruote anteriori e posteriori e migliorando la trazione su percorsi innevati, sabbiosi o su strade fangose. La quarta ed ultima posizione “4LLc” prevede oltre al blocco del differenziale centrale anche l’inserimento delle marce ridotte che assicurano una maggiore coppia per affrontare percorsi fuoristradistici estremi. Il motore? Sotto al cofano c’è il turbodiesel common rail da 2.4 litri di origine Mitsubishi declinato in due livelli di potenza e coppia: 150 CV (113 kW) e 380 Nm ma non disponibile da subito oppure 181 CV (133 kW) e 430 Nm attualmente l’unico in listino. Da segnalare il basamento in alluminio e la sovralimentazione con turbocompressore a geometria variabile con l’immancabile intercooler. L’unità è in abbinamento ad un cambio manuale a sei rapporti o ad un automatico a cinque marce.

    Bene, dopo averlo scoperto nel dettaglio, adesso è il momento di metterci al volante. Della posizione di guida tipicamente automobilistica ho già detto e devo dire che è uno dei punti a favore più interessanti del Fullback. Si guida molto in alto e si ha una buona visuale di ciò che ci circonda, anche se ci va un attimo a capire bene gli ingombri, anche se ci vengono in aiuto i grossi specchietti retrovisori e la telecamera di retromarcia. Pensare di usare in città il Fullback è abbastanza utopistico, specialmente se pensiamo a dover trovare un parcheggio per questo bestione da oltre 5 metri e 20 centimetri. Ad ogni modo il carico volante è ben calibrato e riesce a restituire anche abbastanza bene il feeling di ciò che sta succedendo alle ruote. La versione in prova è dotata del 2.4 turbodiesel da 181 cavalli con cambio automatico con convertitore di coppia. I passaggi di marcia sono molto rapidi ed anche molto dolci, mentre il motore è molto brillante e dotato del giusto vigore per spostare non solo il mezzo stesso, ma anche il suo eventuale carico. Io ho viaggiato da solo, con il cassone vuoto, e devo dire che ho potuto apprezzare delle performance molto interessanti. Se si affonda il piede sul gas il Fullback ti segue con una ripresa vigorosa e senza il minimo tentennamento. L’insoronizzazione dell’abitacolo non è male, anche se il motore fa un po’ sentire la sua voce, specialmente oltre i 2.500 giri. Un breve accenno merita anche il discorso sul comfort. La scelta costruttiva del body on frame è l’ideale per un uso di fuoristrada gravoso come sanno bene i puristi del genere, ma allo stesso modo questa soluzione sa essere particolarmente confortevole anche su strada. Questo perchè le vibrazioni che arrivano dalle ruote al telaio, filtrate dalle sospensioni, vengono ulteriormente filtrate dai punti di fissaggio del corpo vettura al pianale. E infatti si viaggia bene e si avverte indiscutibilmente la libertà di movimento disaccoppiato che c’è tra body e frame.

    Dopo un breve tragitto in città ed un pezzo di extraurbano, ecco che saliamo un po’. Siamo alla base delle Alpi Cozie, vicino a Pinerolo e Piossasco, e le strade salgono ripide sul tragitto che stiamo affrontando. I tornanti stretti e l’elevata pendenza non impensieriscono minimamente il Fullback. Eccoci, finalmente, in procinto del percorso in fuoristrada, all’interno di un bosco. Preciso fin da subito che si tratta di un tragitto di fuoristrada piuttosto leggero, composto da un fondo sterrato battuto ed asciutto, con pendenze varie ed avvallamenti. In alcuni tratti il fondo si fa roccioso, ma niente di troppo estremo. Ho avuto modo di guidare in modalità a quattro ruote motrici (per un breve tratto anche con il blocco del differenziale, anche se non ce n’era un vero bisogno) e di apprezzare come per il Fullback tutto questo sia un gioco da ragazzi. I paesaggi sono notevoli e buona parte delle foto che vedete sono state proprio scattate durante questo percorso in sterrato. Le buche profonde vengono superate con scioltezza e il pick-up sembra sempre molto solido su ogni tipo di fondo sconnesso ed accidentato. Concludo dicendo che tutto questo è stato solo un piccolo assaggio, un antipasto leggero di quelle che sono le potenzialità da vero fuoristrada del Fullback.

    Fiat Fullback 2.4 TD 181 cavalli LX Cabina Estesa 34.600 Euro Fiat Fullback 2.4 TD 181 cavalli LX Cabina Doppia 36.430 Euro Fiat Fullback 2.4 TD 181 cavalli LX Cabina Doppia 4×4 automatico 41.920 Euro Prezzi con Iva e messa in strada escluse.

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