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Fiat Mirafiori, lettera di Marchionne

Fiat Mirafiori, lettera di Marchionne

Sergio Marchionne, dopo la vittoria del sì al referendum sullo stabilimento di Mirafiori, ha scritto una lettera aperta al Corriede della Sera in cui esprime il proprio stato d'animo

da in Fiat, Mondo auto, Sergio Marchionne
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    sergio marchionne lettera aperta

    Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, ha inviato una lettera aperta al Corriere della Sera in cui esprime la propria soddisfazione per l’esito positivo del referendum su Mirafiori e risponde alle critiche ricevute in questi giorni, che a suo dire sarebbero state ingiuste e prive di fondamento. Il manager si dice lieto che la maggioranza dei lavoratori dello stabilimento abbia compreso l’impegno della Fiat per trasformare l’impianto in una fabbrica di livello internazionale. Con il loro voto, sostiene Marchionne, hanno dimostrato di avere fiducia in se stessi e nel loro futuro, scegliendo il proprio destino, assumendosi la responsabilità di compiere una svolta storica.

    La scelta di chi ha votato rappresenta la voglia di fare e il coraggio di compiere un passo avanti. L’amministratore delegato si dice molto orgoglioso di quello che Mirafiori rappresenta per la Fiat, come custode della tradizione industriale dell’azienda e del Paese. Mirafiori e la gente che ci lavora non si è fatta scoraggiare quando nel 2004 erano in tanti a ipotizzare la chiusura dell’impianto. Dicendo sì all’accordo secondo Marchionne è stata aperta la porta al futuro e al privilegio di trasformare Mirafiori in una fabbrica eccellente, sperando che chi ha votato no, metta da parte le ideologie e i preconcetti e prenda coscienza dell’importanza dell’accordo che salvaguarda le prospettive di tutti i lavoratori.

    Il piano è ambizioso: la società che verrà costituita tra Fiat e Chrysler permetterà di installare a Mirafiori una nuova piattaforma per costruire Suv di classe superiore, sia per Jeep che per l’Alfa Romeo, da esportare in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.

    Questo consentirà di raggiungere un livello di produzione molto elevato, fino a 280.000 unità l’anno, aprendo anche la strada ad una possibile crescita dell’occupazione. Un accordo che serve a far funzionare meglio la fabbrica, senza intaccare nessun diritto. Non penalizza i lavoratori e mantiene inalterate le condizioni positive che sono previste dal contratto collettivo e anche da tutti i trattamenti riconosciuti da Fiat.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN FiatMondo autoSergio Marchionne Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:20

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