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Ford Smart Mobility, un progetto per innovare la mobilità

Ford Smart Mobility, un progetto per innovare la mobilità
da in Ford
Ultimo aggiornamento: Martedì 26/05/2015 16:49

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    Alla Vignale Lounge, all’interno del Foro Italico a Roma, è andata in scena una conferenza stampa sulla Smart Mobility, un tema attuale che sta molto a cuore a Ford, e che grazie alla connettività e alle nuove tecnologie, potrebbe garantire una vita migliore ad ogni cittadino del Mondo. Vignale è il motivo conduttore della presenza di Ford agli Internazionali di tennis di Roma, perché questa carrozzeria presenta la Mondeo che è il top per quanto riguarda l’espressione del design. Nei Ford Store associati con Vignale, 35 in Italia e 500 in europa, la Vignale Lounge è un area esclusiva che grazie al supporto del manager risolverà i problemi della vostra vettura e configurerà la macchina al momento dell’acquisto. Ma il tema principale dell’incontro è la Smart Mobility, e non c’è Smart City se non ci sono Smart Citizens, quindi fondamentale nei prossimi anni sarà la diffusione di un certo tipo di cultura in coloro che per adesso sono lontani dal mondo smart. Un altro interessante spunto riguarda il fatto che le case automobilistiche non si potranno ridurre a produrre solamente automobili, non sarà più sufficiente, anche se da qui al 2030 il mercato dell’auto sarà in forte crescita, perché si stanno motorizzando aree che non lo erano prima, e in mercati in crescita come gli Stati Uniti, Cina, India si arriverà a 100 milioni di vetture vendute all’anno, e questo dato va di pari passo con quello che sono le megalopoli e la loro crescita esponenziale (entro il 2025 ci saranno 40 megalopoli). La trasformazione sociale, la crescita del mercato dell’auto, sta a significare la crescita di una classe media che compra auto. Ma anche se tutto questo porterà dei benefici, d’altro canto ci saranno anche effetti negativi come la condizione del traffico, ed i costi sociali che non sono di immediata quantificazione. Ford in giro per il mondo ha deciso di affrontare queste problematiche, sia in zone urbane che non urbane, tentando di risolverle nel medio periodo. I problemi riguardanti la mobilità di massa sono molteplici, e dipendono dalle aree in questione; quindi per gli sviluppatori di app, e non solo, stanno aumentando le sperimentazioni pratiche e le sfide nella gestione della mobilità: una di queste riguarda Roma, la città col peggior traffico d’Europa, e l’obiettivo sarebbe rendere più smart il traffico dalla periferia al centro; un altro è rendere raggiungibili gli ospedali dalle zone rurali durante le calamità naturali come i Monsoni. A Los Angeles il problema vero è il parcheggio e quindi l’obiettivo è la creazione smart parking, e perché non riqualificare le zone industriali che sono perfette per lo smart parking, per ottimizzare i parcheggi auto.

    In Italia per adesso non ci sono sperimentazioni, ma in Ford, parola del direttore comuncazione di Ford Italia, Marco Alù, sono attenti al concetto di Smart City, e hanno delineato 3 direttrici di cambiamento per arrivare alla città intelligente:

    1) Promozioni efficienza e cultura, sui consumi, efficienza spostamenti, rendere consapevoli le persone riguardo ai benefici di una smart city, il passaggio culturale è fondamentale.

    2) Ridurre le barriere tra le persone e le tecnologie, quindi tecnologie sempre più semplici.

    3) Le tecnologie devono essere accessibili economicamente, il vero progresso è quando le tecnologie sono alla portata di tutti. Per esempio Ford cercherà di essere la prima casa automobilistica a rendere accessibile l’auto che si guida da sola, sulla base della filosofia della marca delle democratizzazione della tecnologia.

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    E’ un’iniziativa rivoluzionaria quella di Ford, per rendere effettivo il concetto di smart city del futuro. In Italia il concetto di smart city è difficile da inquadrare. In che modo la mobilità nuova, efficiente si può integrare con la vita delle nostre città? Le città si affollano, ed il traffico è una delle problematiche principali e lo smog è un’altra conseguenza estremamente negativa, quindi è necessario rendere i motori più ecologici possibili.

    Come si può utilizzare al meglio l’auto? Ci sono 3 modi per declinare la mobilità:

    1) intermodale, usare l’auto scendere e prendere il treno o la metro, portarsi dietro la bici.

    2) rispettosa; non solo dell’ambiente circostante ma anche delle persone, l’impatto del traffico incide sulla salute umana.

    3) mobilità più connessa alla tecnologia; situazioni del traffico, della città e di un quartiere.

    Daniele Ronsivalle, ricercatore a tempo determinato in Urbanistica della Facoltà di Architettura di Palermo parla dell’evoluzione della mobilità: il tema della mobilità deve necessariamente essere integrato con un contesto più articolato: “la civiltà tecnica è la conquista dello spazio da parte dell’uomo…sacrificando il tempo, nella civiltà tecnica si sacrifica il tempo per guadagnare spazio…il tempo è il cuore dell’esistenza”. Il tempo significa mobilità, vita. Smart Planning Lab, è un progetto che oltre a delineare l’effettiva struttura di una smart city ideale, ha come primaria necessità quella di collocare il tempo prima dello spazio. In una media città come Palermo, alcune situazioni cambiano forma, dal momento in cui le osserviamo. In centro è importanti il car sharing, in periferia ci vorrebbe un car sharing “condominiale”, quindi avere la possibilità comunque di avere il veicolo in maniera condivisa ma al tempo stesso privato. Col comune di Palermo c’è un progetto di mobilità e governance che si mescolano.

    Andrea Giudicin, economista esperto di trasporti sottolinea una cosa interessante, cioè come Ford abbia avuto il piacere di misurarsi con nuove soluzioni, nonostante sia un azienda privata. Per la mobilità il car sharing, ha già fatto passi da gigante, a Milano sono state realizzate già 120.000 tessere, il 20% della popolazione meneghina utilizza una ditta di car sharing. I privati hanno tantissime idee, però a volte ci sono delle barriere, che ostacolano lo sviluppo di una città intelligente, come per esempio la connessione 3g in Italia, in alcune zone delle città ci sono problemi a trovare la connessione e non si possono utilizzare le app intelligenti. Le soluzioni di Ford sono da auto intelligente, il dato diventa essenziale, che cosa si intende? le auto hanno una quantità di dati che fino ad adesso non sono state utilizzati, tipo traffico e parcheggio dove ce n’è più bisogno, i dati diventano il cuore del futuro, senza questi anche i produttori di vetture rischiano di rimanere fuori, potrebbero emergere competitori da altri settori, come ha già fatto Google. In Europa si producono circa 12-15 milioni di auto l’anno, è un mercato piccolo ormai, il mondo si sposta, una logica europea può essere negativa, che rende ciechi, la Cina è il mercato al vertice del Mondo, per sviluppare auto bisogna pensare alle esigenze della clientela cinese piuttosto che alla clientela euroea.

    Valerio Campi, architetto, parla della progettazione delle smart city e della smart mobility. In giro per il mondo ci sono terreni verdi, in cui si possono utilizzare queste nuove tecnologie. In Malesia hanno fatto una progettazione non solo ecosostenibile e smart, ma che guardasse anche alla progettazione urbana e di mobilità. Diventa importante come far arrivare le persone ai mezzi, dove lascio la bici, la macchina? La progettazione affronta nuovi piani, mi compro la macchina elettrica e dove la carico? Ci vogliono parcheggi e garage con prese elettriche. Questa è una rivoluzione per chi fa progettazione per questi paesi. Anche nelle piccole case, si comincia ad avere questa visione, energia pulita, e diventare smart citizens. Nelle città europee è molto difficile, è facile pensare alle app, ma fare aree dedicate e parcheggi è difficile, in questi paesi ex terzo mondo è molto più facile, perché ci sono aree vergini dove poter sviluppare il giusto progetto.

    Il professor Stefano da Empoli, presidente di I-Com, si sofferma su quanta innovazione, fra attori pubblici e privati, sono disposti a portare per migliorare la mobilità all’interno delle città; i privati possono far tanto, è ovvio però che se il pubblico non dà le infrastrutture di base è difficile trovare rimedio al problema iniziale. Roma forse nel 2020 riuscirà ad avere la terza linea della metropolitana, che si fermerà in centro. In Italia c’è un problema di governance, per cui si può fare ancora meglio per il servizio nelle singole città. Una nota non ottimistica viene dagli attori privati che si cimentano nello sviluppo di nuove tecnologie, è che in questo settore come in altri, le grandi novità del momento, non vengono dall’Europa, ma vengono dagli Stati Uniti, come Tesla e Google su tutti.

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