Giappone in prima linea per le auto elettriche

Il Giappone ha voltato pagina politica e dopo cinquant'anni di governo conservatore del Partito Liberaldemocratico (Ldp) sono arrivati i Democratici (DpJ)

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    Giappone in prima linea per le auto elettriche

    Il Giappone ha voltato pagina politica e dopo cinquant’anni di governo conservatore del Partito Liberaldemocratico (Ldp) sono arrivati i Democratici (DpJ). Una rivoluzione che forse coinvolgerà anche il settore delle auto, per il quale è già stata preannunciata una vera e propria “svolta verde”.

    Così come Barak Obama ha già fatto negli USA, anche il nuovo governo giapponese ha deciso di rivedere in maniera consistente i propri obiettivi di abbattimento dei gas serra (il Parito Democratico ha fatto della svolta ecologista un punto di primo piano della sua campagna elettorale) passando da un -8% (rispetto ai dati del 1990) ad un ambizioso -25% entro il 2020: “La riduzione del 25% è una delle promesse agli elettori del nostro manifesto programmatico”, ha dichiarato Yukio Hatoyama, vincitore delle elezioni e futuro premier nipponico.

    Per il Giappone si profila dunque un futuro automobilistico basato sulle auto elettriche e sulla lotta all’inquinamento atmosferico.E non saranno numeri di poco conto, poiché il settore nipponico dell’auto è un mercato da circa 3 milioni e mezzo di vetture all’anno. E’ chiaro che l’obiettivo di fare in modo che entro il 2020 il 50% delle auto vendute siano ad emissione zero significa dare un forte impulso alla diffusione dei motori elettrici.

    I nuovi obiettivi giapponesi sarebbero dunque di gran lunga più ambiziosi sia di quelli programmati dall’Unione Europea che di quelli degli Stati Uniti (dove però è previsto un boom dell’auto elettrica entro il 2030), ponendo di fatto il Paese del Sol Levante in una posizione di primo piano negli incentivi alle auto elettriche e alle vetture ecologiche.