I Vigili Urbani possono sbagliare e chi li critica non commette reato

Pubblicato da Giuliano in Mondo auto.
Mercoledì, 3 Ottobre 2007.

La critica all'operato dei Vigili Urbani, purchè non leda la persona, non è reato

Anche i Vigili Urbani possono essere fatti oggetto di critica, non solo verbalmente, ma anche a mezzo missiva spedita, direttamente, presso il Comune cui appartiene la Polizia Municipale.

Lo ha previsto la Corte di Cassazione, V Sezione penale che, con Sentenza n. 36077, ha provveduto ad annullare due condanne inflitte dal tribunale di Venezia nei confronti di un pensionato che, stanco, a suo dire, dell’atteggiamento improntato a menefreghismo, scarsa professionalità e, talora, arroganza, dei Vigili del suo paese di residenza, aveva scritto direttamente al Sindaco denunciando gli accaduti e cinque agenti del Corpo dei Vigili Urbani.

Ne scaturì una denuncia per diffamazione e relativa prima condanna in primo grado, confermata in appello, nei confronti del denunciante, il quale, faceva anche rilevare che, i vigili, “nell’esercizio delle loro funzioni assumevano comportamenti superficiali, misti ad incoscienza e presunzione ”. Inoltre, faceva sempre osservare il pensionato, “accusava i vigili urbani di elevare multe spronati dal raggiungimento di una somma messa a bilancio preventivo; di presentarsi con bardature vistose, pistole e manette come fossero in una terra di conquista: di avere scarso impegno nel lavoro, un certo menefreghismo; e di avere, nei rilevamenti dei sinistri stradali condotte inqualificabili che denotano scarsa professionalità, tanta superficialità mista ad incoscienza e presunzione”.

A questo punto la Sentenza della Suprema Corte, che, non solo assolveva il cittadino, ma addirittura riconosceva in lui, la legittimità della sua protesta, laddove si riferisca ad atteggiamenti verso le Forze dell’ordine ed il loro operato e che dunque gli stessi rimproveri mossi non vadano a colpire la persona, atteso tutto ciò, le critiche alla Polizia Municipale rientrano nel legittimo esercizio di critica.

Inoltre, secondo la Cassazione, “il modo con il quale il vigile urbano esplica il proprio ufficio nelle molteplici sue manifestazioni, legittime e, in ipotesi meno legittime, è di palese interesse della collettività, posto che la stessa rappresenta il soggetto al quale quelle attività sono rivolte e nel cui interesse sono svolti in genere i servizi comunali, essendo altresì tale soggetto chiamato a garantire, dal punto di vista finanziario, il funzionamento della stessa macchina comunale”. Cosicché, nel caso specifico, per aver criticato l’operato dei vigili, il denunciante, merita l’assoluzione, avendo sollevato un problema di interesse pubblico.
Dunque, il legittimo esercizio di critica, in questo caso nei confronti dei vigili, oltre a non costituire reato, è anche utile alla collettività.

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