Indennizzo diretto, le preoccupazione di Adiconsum

Indennizzo diretto, le preoccupazione di Adiconsum
da in Assicurazione auto
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    Indennizzo diretto cosa dice Adiconsum

    All’avvicinarsi dell’applicazione dell’indennizzo diretto, Adiconsum ha evidenziato dei punti di debolezza di questo nuovo sistema che coinvolgerà gli automobilisti italiani nei rapporti con le Compagnie di Assicurazione.

    Da qui, l’esigenza, evidenziata dalla importante Associazione dei Consumatori, di svolgere, da parte dell’ISVAP, tutti quei controlli atti ad evitare, da subito, motivi di frizione fra cittadini e assicurazioni. Per esempio, si chiede all’Istituto di Vigilanza di introdurre due figure importanti, esempio, il medico e il perito terzo, in modo che le perizie di questi due professionisti assumano valore di vincolo in sede di conciliazione Ania-consumatori.

    Ma il 2007, per quanto riguarda il settore assicurativo si aprirà con importanti novità, dove l’indennizzo diretto non è che una delle altre che entreranno in vigore e che vedrà anche il superamento della veste dell’agente monomandatario che, anche se solo per le polizze rc-auto, potrà agire per nome e per conto anche di altre Compagnie di assicurazione.

    Ma tornando al risarcimento diretto, in che cosa consiste questa “svolta”.
    Il risarcimento da la possibilità al danneggiato di un incidente automobilistico di richiedere alla propria compagnia, il risarcimento danni. Ciò dovrebbe, almeno si spera, far diminuire i costi delle polizze rc-auto, oltre a snellire l’intera vertenza che, generalmente, fa da corollario ad un sinistro stradale.

    Esistono, tuttavia, per Adiconsum delle difficoltà da superare e che generano dubbi che rendono meno tranquillizzante, per il consumatore, la pratica dell’indennizzo diretto. Ad esempio, avverte Paolo Landi, segretario generale Adiconsum – alcune norme applicative rischiano di ridurre gli importanti obiettivi che il sistema si propone di ottenere.

    Alcuni vincoli posti dal “non scambio” dei dati, riferiti al risarcimento abbinati al criterio forfettizzato di contribuzione e prelievo dalla c.d “stanza di compensazione” possono portare a dei risultati anche diversi da quelli sperati e causare distorsioni che ricadono sulle tariffe degli assicurati.

    Ma cosa è e come funziona la stanza di compensazione: La procedura prevista – spiegano da Adiconsum – è sostanzialmente la seguente: le Compagnie concorrono alla stanza di compensazione per ogni sinistro con un versamento pari al costo medio del sinistro dell’anno precedente ( attualmente questo costo è stimato in 3600euro). La compagnia che deve risarcire preleva dalla “stanza” un analogo importo: se paga una cifra più bassa al danneggiato, la differenza va a suo vantaggio; se paga una tariffa superiore, la differenza è a suo carico. Inoltre, nel caso di un sinistro in cui c’è concorso di colpa, la compagnia concorre alla stanza di compensazione per il 50% del costo medio. Una procedura questa che – ricorda l’associazione – avviene in assenza di scambi di informazione per evitare che da ciò possano derivare comportamenti elusivi della concorrenza e di trust sulle tariffe.
    Ma, in assenza di adeguati controlli e di qualche correttivo il meccanismo può provocare una deresponsabilizzazione delle compagnie e un’esplosione artificiosa del malus.
    Insomma, come spesso accade alla vigilia di una grande riforma, le preoccupazioni che questa possa di fatto migliorare, o meno, la situazione attuale ci sono pur sempre, ma la speranza è che le compagnie non perdano quest’ultima occasione offerta ad esse, per riprendere i rapporti con gli assicurati che, negli ultimi tempi, sono stati di gran lunga minati da tutta una serie di incomprensioni e di tensioni.

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