Inquinamento: meglio motori benzina e diesel di ultima generazione, parola di Fiat

Inquinamento: meglio motori benzina e diesel di ultima generazione, parola di Fiat
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    La Fiat Panda Panda, una buona soluzione per l'ambiente

    Da un lato c’è lo sforzo incessante delle industrie automobilistiche di progettare e creare sempre nuove vetture ibride, ritenute strumento quasi indispensabile per contrastare gli effetti devastanti dell’inquinamento sul pianeta, dall’altro, l’approvazione, tiepida, del mondo scientifico verso questo tipo di vetture, non sufficienti per apportare, secondo la Comunità Scientifica, concreti benefici all’ambiente, al punto da definirli, persino, “pannicelli caldi”, per bocca di Rinaldo Ridolfi, fisico del Centro Ricerca Fiat.

    Meglio sarebbe ricorrere all’idrogeno, ma come, ci si interroga, se non siamo ancora riusciti a capire come fare a produrre tale gas e, allora…. Ancor meglio un moderno motore diesel o benzina, perché su questi propulsori si agitano tante leggende metropolitane, come quella che vorrebbe che i filtri in grado di trattenere gli inquinanti dei motori diesel, siano, alla fine, essi stessi inquinanti e di nocumento per l’ambiente.

    La ricetta pratica, oggi, sulla base delle conoscenze che abbiamo e sugli strumenti cui disponiamo per fronteggiare l’inquinamento delle metropoli, è quella di costruire motori a basse emissioni, meno veloci e, dunque, meno inquinanti, oltre a ridurre il numero di auto nei centri delle città. Questa almeno la ricetta di Casa Fiat per i problemi che ci attanagliano di questi tempi, una ricetta che dovrà servire da oggi fino al 2020 e che prevede, fra l’altro, per i nuovi propulsori prodotti a Torino, nuova valvole elettroniche, Multi Air, per calibrare al meglio i consumi di benzina e per immettere meno inquinanti nell’aria, un programma ambito e difficoltoso, se si pensa che il parco auto italiano si rinnova, del tutto, in quasi un ventennio.

    Del resto, la ricetta Fiat trae la sua ragion d’essere dalla constatazione che con l’entrata in vigore della normativa Euro 5, prevista per il 2009, i motori diesel non emetteranno nemmeno una particella di particolato nell’ambiente e, nel 2014, le emissioni di ossido d’azoto, emesse dai propulsori benzina e diesel, saranno sovrapponibili, ciò grazie all’impiego nei moderni propulsori a gasolio, di un sistema di ricircolo dei gas di scarico; del resto, verso il gasolio sono molti a crederci, compresi gli Stati emergenti, Cina, Corea e India in testa e questo è un fatto positivo.

    Insomma, con i nuovi propulsori, pur se contraddistinti dai soliti carburanti, secondo Rinolfi,dovrebbe migliorare la resa, diminuire i consumi e migliorare la qualità dell’aria delle città, ma fino ad un certo punto, per farlo, taxi, veicoli per le consegne delle merci nelle città, mezzi pubblici, in generale, dovranno essi stessi sostituire i motori, ricorrendo all’elettricità ed al metano e, su questo gas, il fisico si sofferma reputandolo interessante soprattutto se utilizzato dalle auto di piccola cilindrata, soprattutto migliorando la rete distributiva di questo carburante, fin ora eccessivamente carente. Ecco, dunque, che la Panda Panda, che di questo gas si alimenta, ha visto crescere la produzione di questa vettura, passata dalle 2.000 unità alle oltre tremila alla fine di quest’anno.

    E tornando all’idrogeno, non si pensi che Fiat sia contraria a questo combustibile, soltanto avverte le difficoltà nel produrlo e, dunque, prima di allora non si può immaginare una mobilità basata su un carburante che, di fatto, non esiste nelle quantità necessarie. Tuttavia, passi avanti anche in tal senso si stanno praticando, si pensi all’istallazione di centraline di piccole dimensioni che producano idrogeno dallo stesso metano di cui, in futuro, potrebbero essere dotati i più grossi condomini, ma anche questa è una realtà ancora lontana da venire e, discutendo di energia alternativa si punta il dito, anche, sui biocarburanti derivati da mais e altri vegetali. In questo mostriamo tutta la nostra debolezza produttiva, se si pensi che, su un milione di ettari coltivati, si ricavano un milione di tonnellate di bioetanolo, coprendo il 10% del fabbisogno, troppo poco, meglio mescolarli al gasolio, secondo Rinolfi, no, meglio utilizzarli singolarmente per abbattere particolato e ossido di azoto, sostengono dal Ministero dell’Ambiente.

    Insomma, come si vede, c’è tanta carne al fuoco, nella ricerca di soluzioni atte a migliorare l’habitat, ma anche tanta confusione nel merito e, dunque, la ricetta Fiat sembra sempre la migliore, sfruttare al meglio ciò che oggi siamo in grado di costruire bene, ovvero i motori delle nostre auto, domani, il resto, si vedrà.

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