Katz concept, la vera strada verso l’affrancamento dal petrolio e dai suoi derivati?

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    Katz concept, la vera strada verso l’affrancamento dal petrolio e dai suoi derivati?

    Anche se con alimentazione alternativa, gli eccessi non mancano neanche in questi veicoli esagerati, eppure parliamo di una concept car alimentata da 84 batterie al litio, che pesa ben 3 tonnellate e mezzo, ma ha zero emissioni inquinanti, con 22 ruote che fa parte di un progetto dell’Istituto di Scienza e Tecnologia giapponese costato 4 milioni di dollari.

    La particolare concept è stata provata anche in territorio italiano e proprio in quella prova si è constatato che a 100 orari di velocità costante, poteva percorrere in un’ora, con una singola carica, una velocità di oltre cento chilometri. Il lavoro è svolto adesso per sviluppare una carica almeno doppia, tenuto anche conto della potenza del propulsore di questa concept che accelera da 0 a 100 orari in soli sette secondi.

    Katz, questo il nome di questa concept car, allo scorso Salone dell’auto di Detroit ha ricevuto non solo consensi, ma anche delle commesse, almeno 100, ci riferiscono, un ottimo inizio per una vettura destinata, almeno di primo acchito, a sbalordire.

    Che comunque, di successo doveva trattarsi, lo si evince dalla tenacia del suo ideatore, il dott. Schimizu, che lavora a questo ed altri prototipi similari dal 1978, iniziando questa sorta di avventura, a quel tempo, con una Subaru alla quale aveva sostituito la normale alimentazione a benzina con delle batterie che alimentavano, già allora, dei primordiali motori elettrici. Strada facendo la strada si allargò e sempre Schimizu riuscì ad intuire l’importanza della dispersione di energia che, prodotta dal movimento, poteva essere recuperata e riutilizzata sotto forma di altra energia che alimenta un motore elettrico.

    Del resto, tale sistema di recupero è già adottato su diverse vetture, alcune in fase sperimentale, al punto che con complesse operazioni matematiche si è arrivati alla conclusione che per erogare 590 cavalli di vapore, servono soltanto propulsori capaci di 55 chilowatt.

    Katz, è costituito da un telaio in alluminio di spessore pari a 13 centimetri con quattro batterie al litio di 3,75 volt a 88 ampere orari. Le sospensioni sono idropneumatiche a controllo elettronico. Diverse le soluzioni adottate in quest’auto per non sfidare, pericolosamente, le ferree leggi della fisica. Ruote che non sporgano fuori bilanciando i pesi, ricerca del centro di gravità per evitare pericolosi abbattimenti, tutte soluzioni congiunte che ne fanno un veicolo estremamente sicuro ed affidabile, ma…. fino ad un certo punto.

    Pochi sanno, che Katz è stato progettato anche in Italia, presso l’Istituto dell’C-Idea di Torino, guidati dal suo scopritore, Shimizu. Poche le aspettative iniziali da parte dei tecnici torinesi, inizialmente, troppi dubbi accompagnavano la riuscita di questo modello a cominciare dalle otto ruote ognuna di queste comandate da un motore elettrico. E, a quanto pare, la non ancora riuscita di Katz starebbe tutta lì, nel dover rivedere il numero di ruote dalle attuali otto a sei. Fatto ciò, Katz, almeno come progetto, potrebbe avere il successo sperato, già insediato, però, dalla concorrenza che adesso gli viene dalla vicina Germania, dove Porsche ha sperimentato la sua 911 con un propulsore elettrico che, a quanto parrebbe, godrebbe di un’autonomia doppia rispetto a Katz.

    Segno tangibile di un mercato in rapidissima successione, obiettivo del quale, affrancarsi, definitivamente, dalla schiavitù del greggio e dei suoi derivati.