La città che comunica, un progetto comune fra Mini e IED

La città che comunica, un progetto comune fra Mini e IED

Sono compatibili con qualità della vita degli abitanti le nostre città?

da in Mondo auto
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    Metropoli futurista

    Forse a delimitare più marcatamente la distanza fra la città e le persone che ci vivono, che si riflette poi, in uno scadimento della qualità della vita, è proprio l’assenza di quella identità dei grandi centri urbani rispetto all’esigenze del singolo individuo che finisce col non ritrovare nell’ambiente in cui vive, i riferimenti naturali per non smarrirsi in quel vuoto interiore figlio della solitudine che spesso danno le grandi città.

    Su un concetto similare, è partito anche quest’ anno il progetto “ La città che comunica” a cura dell’ Istituto Europeo di Design e della Mini che insieme hanno bandito un concorso per giovani designers in grado di sviluppare un modello di urbanità, nel rispetto delle necessità di ognuno volto al miglioramento del modo di vivere del singolo.

    Spesse volte la città appare anonima, in una selva di segni (cartelli stradali, insegne, poster pubblicitari) la sua identità e il suo peculiare messaggio scompaiono per effetto dell’entropia della comunicazione – come detto da Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato BMW Group Italia –. L’obiettivo che si propone questo ultimo concorso lanciato nell’ambito del progetto triennale Mini Design Award avviato nel 2004 in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design è appunto quello di restituire alla città la propria identità, caratterizzandola in quanto realtà unica e riconoscibile. Si tratta di concetti assai familiari per Mini che sulla propria inconfondibile identità ha costruito il proprio successo”.

    Anche Nicola Giorni, brand manager Mini, pone l’accento sull’importanza di quell’identità, troppo spesso perduta, da parte del cittadino nell’ambito della città in cui vive:
    MINI è prevalentemente un’auto urbana. Chi compra Mini lo fa perché apprezza la sua storia e la sua forte identità e proprio di identità urbana tratta quest’anno il Mini Design Award. Mini è un marchio caratterizzato da un’immagine giovane ed è un prodotto che ha saputo rivoluzionare il mondo dell’automobile.

    Appellandosi a questa sua storia Mini non ha mai cessato di valorizzare il talento dei giovani creativi offrendo loro l’opportunità di esprimersi ed emergere. Ecco perché il Mini Design Award è un’iniziativa al cui centro abbiamo messo non tanto il nostro prodotto, ma semmai i luoghi in cui il nostro prodotto è di casa. Il Mini Design Award rappresenta per noi un modo per restituire alla città ciò che la città ci dà”.

    Se l’obiettivo è dunque quello di creare spazi più a misura d’uomo e se a questo risultato ci giungono le industrie automobilistiche, a qualsiasi titolo, pur riconoscendo ad esse il ruolo interessato di ogni progetto portato avanti, ben vengano le loro iniziative, indipendentemente dal tornacontismo di questi industriali, visto che, nel passato, coloro che si sono impegnati allo sviluppo delle città e ci riferiamo a politici e amministratori vari, che si sono succeduti nel tempo, non sono stati in grado di creare modelli validi per nessuno, lasciando i grandi insediamenti urbani, spesso, in quel degrado che anzicchè migliorare la vita del singolo, ha finito per emarginarlo definitivamente.

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