L’abusivismo dei parcheggi dei disabili

L’abusivismo dei parcheggi dei disabili

Un atto di inciviltà, dalle pesanti conseguenze anche giudiziarie

da in Mondo auto
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    Paercheggi per disabili

    A lanciare l’allarme è stato per primo il comune di Genova e, di seguito, l’amministrazione comunale fiorentina, cui si sono associate città come Roma, Venezia, Trieste e tante altre, sollecitate da Parcheggi.it, che è intervenuto sul tema con una approfondita analisi. Il problema non è di poco conto e sta assumendo proporzioni gigantesche, sino a diventare un vero e proprio fenomeno di , abusivismo dei parcheggi riservati ai disabili

    E stavolta non si tratta di parcheggiare l’auto, per qualche minuto, negli stalli riservati ai portatori di handicap, fatto di per sé incivile; piuttosto si tratta di un malvezzo, purtroppo tutto italiano, che consiste nel richiedere e ottenere l’autorizzazione a parcheggiare nei luoghi riservati ai portatori di handicap, senza averne alcun diritto.

    Per far ciò, i famosi “furbetti del quartierino” con artifici vari, riescono a farsi rilasciare il prezioso contrassegno, o addirittura a falsificarlo, col risultato di trovare posto più facilmente, soprattutto in pieno centro cittadino e per di più gratis.

    Fino adesso, i casi accertati nei due importanti capoluoghi italiani, riguarderebbero il 75% dei parcheggi per disabili occupati arbitrariamente, ciò ha sollevato la legittima protesta delle associazioni dei disabili, Anglat (Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti ) in testa, cui han risposto i Comuni con una vera e propria Task Force di vigili urbani alla caccia dei trasgressori che fino adesso ha già accertato decine e decine di violazioni in materia.

    Mentre si studiano le contromisure per arginare il fenomeno, come l’inserimento di un volantino sotto il tergicristallo del recidivo che continua a parcheggiare senza averne titolo, occorre ricordare, a chi ancora non lo sapesse, che a farsi rilasciare l’autorizzazione senza averne diritto, si commette reato di truffa, punito dalla Legge anche con la reclusione, qualora il fatto non costituisca più grave reato, nel caso in cui si agisca in concorso con altri soggetti per il raggiungimento del fraudolento obiettivo.

    Per cui, ripetiamo, oltre che incivile, un siffatto comportamento, espone a tutta una serie di conseguenze penali, del tutto smisurate, rispetto alla fatica di cercare un parcheggio adeguato versando qualche spicciolo per il posto occupato.

    [fonte: parcheggi.it]

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