Lancia Nea, un sogno rimasto fin’ ora nel cassetto

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    Lancia Nea, un sogno rimasto fin’ ora nel cassetto

    Non è per niente una novità la concept car della Lancia denominata Nea. Addirittura se ne iniziò a parlare prima del ‘2000 alle sue prime apparizioni. Ma oggi sembra attuale, quasi come una primizia, se si considera che certi accorgimenti di quel prototipo, almeno per come era stato congegnato, aprono un dibattito sulle dotazioni di sicurezza delle moderne autovetture che già nella Nea sembravano a portata di mano.

    Eppure, i lungimiranti del Centro Ricerche della Fiat dei fine anni novanta, ipotizzavano, entro il 2005, la sostituzione di tutti i comandi meccanici, freno, cambio, frizione, acceleratore etc., con dispositivi ad impulsi elettrici. Ebbene sono stati smentiti. L’ auto ha sicuramente una dotazione di sicurezza maggiore rispetto ai modelli di cinque, dieci anni fa. Ma la vera rivoluzione, in ambito della sicurezza attiva e passiva, non s’è mai verificata. Ecco perché si ricomincia a parlare di questa vettura della Lancia, perché, al suo esordio, avvenuto appunto nel ‘2000, dopo la predente concept Dialogos, pareva volesse essere precursore di tutta la tecnologia applicata all’ auto in tema di sicurezza e, invece, nulla, o poche delle risorse di quell’ auto è stato mai applicato concretamente, nelle vetture in circolazione e, difatti, la Nea è rimasta una concept.

    Telecamere ovunque

    Dispositivi in grado di riconoscere il proprietario e aprirgli le portiere al suo avvicinamento, vetri che cambiano luminosità a comando, sedili rotanti che accolgono il passeggero in maniera automatica, accensione del motore con la semplice pressione di un tasto con un dito, l’ auto che si predispone, telefonicamente, ad accogliere il proprietario creando al suo abitacolo le condizioni ottimali ambientali, comandi attivabili a voce, quattro ruote strezanti, sensori parcheggio, lettore DVD e collegamento ad Internet, impianto stereo con 19 altoparlanti e sistema MP3 compreso, facevano già parte della dotazione di serie della concept Lancia Nea.

    Parliamo di un gradevolissimo coupè di quattro metri, dalle forme avveniristiche senza eccedere nella estenuante stravaganza, dove è sempre riconoscibile il Made in Italy. Ma ciò che caratterizzava questa concept, riprendendo il concetto di sicurezza, è l’ uso civile del radar in auto, in strettissima collaborazione con diverse telecamere montate in auto.

    Un radar insomma che come avviene nell’ aviazione riconosce ciò che accade nella propria direzione di marcia. Due telecamere sul tetto per riconoscere l’ andamento del traffico anteriormente e altre due telecamere che poste posteriormente intravedono i punti ciechi e danno l’ imput per iniziare eventuali operazioni di sorpasso senza rischi. Tutti elementi che nella concept car della Lancia trovavano già posto e che fin’ adesso, a parte qualcuno di quei particolari sistemi, sono stati adottati singolarmente in altre auto.

    Ma perché se tutto è pronto per una guida davvero intelligente i progettisti di auto tengono le soluzioni nel cassetto e non le divulgano come dovrebbero. La stessa domanda che negli anni settanta ci si faceva. Perché, allora, pur conoscendo l’ ABS e l’ airbag, non venivano montati di serie sulle auto e si è aspettato più di un decennio per inserirli nella dotazione normale di una vettura. E perché Lancia Nea è rimasta solo una concept, a distanza di cinque anni e più dalla sua presentazione e non è diventata mai un’ auto definitiva. E, infine, perché c’è il rischio che una simile vettura per assurgere a vettura di strada occorreranno, come minimo, altri cinque anni, o addirittura, quest’ auto non vedrà mai la luce?