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Lancia Stratos: un rendering che riscopre la leggenda partendo dall’Alfa Romeo 4C

Lancia Stratos: un rendering che riscopre la leggenda partendo dall’Alfa Romeo 4C
da in Lancia, Rendering Auto
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18/03/2015 09:41

    Il nome Lancia Stratos provoca sempre un brivido lungo la schiena di qualsiasi vero appassionato di automobili. Sono passati decenni ma la memoria delle gesta epiche di Sandro Munari nei rally degli anni ’70 è qualcosa che viene tramandato attraverso le generazioni come un vero tesoro culturale, oltre che industriale ed ingegneristico. Un esercizio creativo partorito dalla mente dei designer italiani di Hansen Art, società con sede a Bareggio, nella periferia di Milano, ha riportato alla luce una versione immaginaria e adattata ai tempi attuali di quell’icona dell’automobilismo sportivo. Questa futuristica Stratos usa come piattaforma di partenza l’Alfa Romeo 4C, le cui dimensioni compatte e l’architettura a motore centrale sono strumenti ideali per vestire la Stratos dei sogni.

    Render

    Osservando le fotografie di questa gallery, le somiglianze con la piccola belva che porta il marchio del biscione sono notevoli. E anche le differenze con la Lancia Stratos originale. D’altra parte sono passati più di 40 anni; non avrebbe avuto senso riproporre una banale replica. Tanto squadrata era l’antenata, quanto addolcita è la linea dell’immaginaria erede. Se vogliamo, i maggiori punti di contatto sono due, oltre alla livrea Alitalia dei tempi che furono. Il posteriore con fanali rotondi e spoiler di piccole dimensioni è molto simile. Poi troviamo ruote ribassate e cerchi con disegno a stella, verniciati di giallo come l’originale. Se quest’auto venisse realmente costruita, l’idea del disegnatore prevederebbe un motore V6 3.6 turbo da 350 cavalli, al posto del 4 cilindri 1.750 da 240 cavalli della 4C.

    Il concept della Stratos

    La Lancia Stratos venne presentata in versione concept nel 1970. La carrozzeria Bertone aveva affidato al designer Marcello Gandini (il padre della Lamborghini Countach) uno studio su meccanica Lancia Fulvia; nacque così la Stratos Zero. Il progetto convinse anche la squadra corse della Lancia che quella sarebbe stata l’erede della Fulvia nei rally. Nel 1972 esordì in gara la Lancia Stratos HF, al rally di Corsica. Telaio monoscocca in acciaio, motore in posizione centrale derivato, come la trasmissione, dalla Ferrari Dino 246 (V6 2.4 da 275 cavalli), trazione posteriore. Dopo un lavoro intenso di “svezzamento”, in cui vennero risolti iniziali problemi di stabilità, nel 1974 furono raggiunti i 500 esemplari di produzione necessari all’omologazione nel Gruppo 5, il più importante. Il resto è leggenda. Sandro Munari, il “drago” di Cavarzere, portò la Lancia Stratos alla conquista di tre campionati del mondo rally costruttori (dal 1974 al 1976) e al successo nel primo mondiale piloti, nel 1977. Tuttavia quell’anno la Fiat decise di dirottare gran parte del budget sulla 131 Abarth Rally, per spingere le vendite della Fiat 131, commercialmente ben più importante; questo decretò la fine della Stratos nelle competizioni. Ma il suo mito non si è mai appannato, al punto che questo modello è ancora oggi tra i più ricercati e costosi nel mercato collezionistico. Nel 2010 ci fu un “revival” con la Pininfarina New Stratos, un modello unico su base Ferrari F430 Scuderia, commissionato alla carrozzeria torinese dal collezionista Michael Stoschek. Ma era totalmente un’altra cosa.

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