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Lavavetri a Firenze: la sanzione, uno strumento spuntato all’origine?

Lavavetri a Firenze: la sanzione, uno strumento spuntato all’origine?
da in Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    Il Comune di Firenze adotta tolleranza zero nei confronti dei lavavetri

    Era ora che un comune prendesse posizione decisa contro un fenomeno dilagante nel nostro Paese rappresentato dai lavavetri.

    Infatti, sulla scia del Comune di Firenze che ha previsto l’arresto fino a tre mesi, il sequestro dell’attrezzatura o, in luogo della reclusione, un’ammenda fino a 200 euro, per chi continua a svolgere tale attività per strada, vi sarebbero altri comuni nella stessa direzione di quello fiorentino.

    Certo, dopo la decisione fiorentina, ci si pongono diversi quesiti, persino quella d’incostituzionalità nei confronti del Comune di Firenze, da parte di raffinati giuristi che sollevano il problema secondo il quale è da stabilirsi se lo stazionamento nella pubblica via possa essere inibito o meno da un Comune. Così come non mancano pareri tecnici e, pratici, soprattutto, alla luce dell’azione dura del Comune, che, però, di fatto finisce con lo scaricare alla Magistratura la mole di lavoro rilevante seguito alle denunce e agli arresti nei confronti di questi abusivi, atteso che nessun Comune d’Italia ha mai concesso loro l’autorizzazione a lavare i vetri alle auto ferme ai semafori.

    Il rischio è, come sottolinea il sostituto procuratore di Torino, Andrea Padalino, di ingolfare le procure per procedimenti che intaseranno i locali degli uffici “corpi di reato” , di stracci, bottiglie e spugne e muoverà la macchina della Legge contro gente senza fissa dimora che non finirà in galera e non pagherà mai la multa loro comminata per via dell’indigenza, con la quale fa i conti tutti i giorni.

    Insomma, a detta del procuratore, “Lo strumento, così com’è, è spuntato all’origine “.

    L’unico vero reato perseguibile è quello di estorsione laddove un lavavetri usi azioni intimidatorie o, peggio ancora,danneggiamenti all’auto del malcapitato contrario a farsi lavare il vetro o, ancor peggio, tenta o mette in atto aggressioni, verbali e non, nei confronti di quest’ultimo, in questo caso i reati sarebbero più di uno e, sicuramente, tutti immediatamente perseguibili.

    D’accordo con il Procuratore Padalino anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti che dice, “Io per cultura, per lunga esperienza, dubito sempre quando la severità interviene sugli ultimi invece che sui primi colpevoli, in questo caso il racket”.

    Resta da chiedersi se il cittadino, che paga le tasse e che osserva una condotta di vita ossequiosa delle leggi, debba continuamente farsi carico di questi ed altri problemi per una forma di tolleranza o peggio buonismo, spicciolo, o se oggi quella dei lavavetri, domani quella dei mendicanti, siano essi connazionali o extracomunitari, dei venditori ambulanti insistenti e, chi più ne ha più ne metta, non rappresenti, nel totale garantismo e nell’eccesso di tolleranza, anche delle Istituzioni preposte a mantenere il controllo del territorio, un motivo in più e una spinta verso l’alto, per alimentare fenomeni di microcriminalità, apparentemente sempre fronteggiabili, oggi e domani, di difficile soluzione sociale.

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